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«Servono misure contro il caro energia, senza imprese nessun futuro»

di Silvia Pieraccini

Confindustria Umbria. Il presidente Vincenzo Briziarelli

2' di lettura

Energia prima di tutto. E poi semplificazione amministrativa e adeguamento del Pnrr. Sono queste le priorità che gli industriali umbri hanno “gridato” durante la campagna elettorale, e che ora ribadiranno ai parlamentari eletti nella regione. «La priorità assoluta è il caro-energia – afferma il presidente di Confindustria Umbria, Vincenzo Briziarelli -. Senza una soluzione a questo problema, prima a breve termine e poi a lungo termine, tutte le altre priorità perdono di senso».

La situazione è talmente difficile che già tra pochi giorni, in ottobre, secondo gli industriali rischieranno di chiudere le imprese energivore, dalla siderurgia al cemento, dalla chimica alla ceramica, dai laterizi alla cartotecnica fino all’agroalimentare. Poi, a cascata, sarà la volta delle aziende delle filiere.

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«Bisogna avere ben chiaro – aggiunge Briziarelli - che chi cesserà l’attività a causa del caro energia non riaprirà più, andando a impoverire il tessuto industriale della regione, con ripercussioni sull’occupazione e con costi sociali altissimi». Per questo Confindustria chiede di intervenire subito: «Occorre che la politica regionale e i parlamentari eletti in Umbria si facciano parte attiva verso il Governo per riconoscere l’industria come motore produttivo, senza il quale non c’è sviluppo né crescita del territorio». La posta in gioco, secondo il presidente degli industriali, è altissima.

Una volta affrontato il problema dell’energia, l’urgenza è rappresentata dalla semplificazione dei procedimenti amministrativi e autorizzativi, operazione che peraltro «contribuirebbe a contrastare l’aumento dei costi energetici» aprendo la porta alle fonti rinnovabili, oggi frenate. «Ci sono spazi di manovra - afferma Confindustria Umbria - a partire dalla rapida identificazione delle aree idonee per gli impianti e, soprattutto, alla riduzione dei tempi di risposta per le autorizzazioni relative agli investimenti in energia, rifiuti e infrastrutture». Si tratta di scelte fondamentali, secondo gli industriali, per lo sviluppo della comunità, che però registrano ritardi preoccupanti, toccando da vicino l’attività di diverse aziende.

La terza priorità è rappresentata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Confindustria Umbria sollecita «un aggiornamento del Pnrr alla luce della crisi scaturita dal conflitto in Ucraina e del conseguente aumento dei prezzi di gas e energia, pur rimanendo nei limiti previsti dall’ Europa». Questo - secondo gli industriali - consentirebbe di destinare maggiori risorse all’approvvigionamento energetico e di liberare l’Italia dalla dipendenza dal gas russo. «L’Umbria non può permettersi di perdere la storica occasione rappresentata dai fondi del Pnrr – conclude Briziarelli – perché si tratta di investimenti decisivi».

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