Mid Cap in Borsa

SeSa punta a 2 miliardi di ricavi. Con l’M&A sguardo sull’Europa

Crescita organica e acquisizioni sono il mix strategico per raggiungere l’obiettivo di medio periodo sul fatturato - Il rischio della guerra dei dazi: il gruppo informatico dice che la stretta riguarda settori in cui non è presente

di Vittorio Carlini


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5' di lettura

Proseguire nella crescita per linee esterne, anche per sostenere la nuova strada dell’espansione in Europa. Poi: realizzare soluzioni e servizi sempre più sofisticati sia nel “Value added service” (Vad, distribuzione a valore aggiunto) che nel “Software system integration” (Ssi, consulenza e integrazione dei sistemi). Sono tra i focus strategici del gruppo SeSa che, riguardo al suo sviluppo economico, ha l’obiettivo nel medio periodo di raggiungere ricavi per 2 miliardi di euro.

Operazioni straordinarie
Di là dai target contabili è interessante sottolineare, per l’appunto, la priorità sul fronte dell’M&A. La società da tempo fa leva sulle acquisizioni per accelerare la crescita. Il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, in generale guarda a realtà medio-piccole e redditizie. Imprese che possono appartenere indistintamente ai comparti del Vad oppure dell’Ssi. Seppure, essendo il “Software system integration” più frammentato, è probabile che in quest’ultimo settore potranno cogliersi maggiori opportunità. SeSa a ben vedere, in linea con quanto investito negli ultimi esercizi, ipotizza nel 2019-2020 esborsi intorno a 25 milioni per lo shopping. Un tesoretto che, nell’eventualità, potrebbe anche essere aumentato.

Domande e risposte

Ciò detto: quali le principali finalità della crescita per linee esterne? I target sono diversi. Tra questi, in un business in cui il capitale umano è fondamentale, c’è la volontà di rafforzare o acquisire nuove competenze. Inoltre si punta ad entrare in specifiche nicchie di mercato. Poi: c’è l’obiettivo di espandersi in altri Paesi. Proprio riguardo a quest’ultimo punto SeSa, nel febbraio scorso, ha acquisito il 60% della tedesca Pbu Cad-Systeme. Una mossa che, fermo restando l’assoluta centralità del mercato domestico, ha aperto la strada all’ internazionalizzazione dell’azienda.

In generale, rispetto all’espansione fuori dall’Italia, il gruppo guarda all’Europa centrale. In particolare all’area germanofona. La volontà è, sfruttando le competenze acquisite nel sostegno tecnologico ai distretti italiani, di crescere in omologhe realtà straniere. In quali settori? Diversi: dall’automotive alla farmaceutica fino alla meccanica di precisione. Si tratta di una strategia in cui, seppure una scelta di fondo non è ancora presa, proprio l’M&A può costituire un tassello rilevante. Vale a dire: da una parte, viene realizzata l’acquisizione oltreconfine; dall’altra questa viene sfruttata al fine di avviare l’espansione organica. Il tutto per, tra le altre cose, arrivare nel medio periodo a generare oltre 10% dell’Ebitda all’estero.

Tutto rose e fiore, quindi? La realtà è più complicata. L’attività di M&A comporta in sé il rischio di esecuzione. Una condizione che può impattare la redditività dell’intero gruppo. In particolare nel momento in cui lo shopping si indirizza anche verso mercati diversi da quello italiano. SeSa non condivide il timore. In primis, viene spiegato, la società effettua una dura selezione a monte dei potenziali target. Inoltre, aggiunge il gruppo, il suo modello di M&A prevede, da un lato, il coinvolgimento delle figure chiave dell’impresa acquisenda; e, dall’altro, l’allineamento degli obiettivi di sviluppo. Un sistema che consente un’efficiente integrazione della nuova impresa. Infine, conclude la società, il suo track record nelle operazioni straordinarie, compresa quella dell’azienda tedesca, dimostra che l’apporto dell’M&A al business è sempre stato accrescitivo.

Le aree di business
Fin qua alcune considerazioni riguardo l’espansione per linee esterne e le prospettive all’estero. Tra i focus di SeSa, però, resta vivo l’incremento organico del business. Il gruppo, è noto, divide l’attività in due aree (escluso il Corporate che è residuale): il Vad e l’SSi (vedere domanda sotto). Ebbene, negli anni la loro incidenza sul Mol è cambiata: alla fine dell’esercizio 2016-2017 l’Ssi generava il 25,5% dell’Ebitda; alla chiusura dello scorso anno contabile (30 aprile 2019) il peso del “Software system integration” è salito al 35,2%. La domanda è: il trend, al netto della volontà di crescere in entrambi i settori e della maggiore marginalità dell’Ssi, è destinata a proseguire? SeSa, pure ricordando la crescita della stessa distribuzione a valore aggiunto, risponde positivamente. Da un lato, nel Vad, il gruppo ha comunque una posizione già molto rilevante; dall’altro, le possibili maggiori acquisizioni nel “Software system integration“dovrebbero contribuire ad incrementarne il peso sulla redditività di gruppo.

Di là da ciò SeSa, con riferimento allo sviluppo nell’ Ssi, punta a sfruttare la digitalizzazione dei processi e, più in generale, dell’economia. Il focus, in particolare, è sui servizi. Rispetto, invece, ai segmenti operativi l’attenzione è soprattutto sulla cyber security, l’Internet of Thing, i processi digitali e il Cloud Computing.

Proprio riguardo a quest’ultimo fronte deve rilevarsi che la concorrenza dei grandi vendor globale è sempre maggiore. Il che può essere un problema per realtà come SeSa. La società rigetta il timore. Dapprima, viene spiegato, il gruppo è focalizzato sempre di più sul “cloud pubblico” dove non c’è concorrenza con i big dell’hi-tech. Anzi:  è richiesta collaborazione. Inoltre, aggiunge il gruppo, altro suo focus è il “cloud ibrido”. Vale a dire: la “nuvola informatica” che comprende anche soluzioni tecnologiche di proprietà dell’impresa cliente. Si tratta di una situazione, è la spiegazione, dove da un lato la consulenza ad hoc di società come SeSa è fondamentale. E, dall’altro, la concorrenza dei grandi vendor globali è limitata. Quindi il gruppo tecnologico italiano non vede particolari problemi sul tema in oggetto.

Dal “Service sistem integration “alla distribuzione a valore aggiunto. In quest’altra area, più rilevante per ricavi e redditività in assoluto ma con un Ebitda margin inferiore a quello dell’Ssi, SeSa punta soprattutto sulla sicurezza informatica. Poi vuole sfruttare il mondo dei big data e delle analisi ad essi collegati. Infine scommette sul comparto della cosiddetta “collaboration”. Cioè: soluzioni e servizi capaci, ad esempio, di connettere le postazioni lavorative di un impresa alla rete (networking). La strategia, analogamente al 2018-2019, ha consentito, nel primo trimestre del 2019-2020, al Vad di crescere.

Sennonché il risparmiatore fa il seguente ragionamento. La guerra commerciale degli Usa contro la Cina è soprattutto per la supremazia tecnologica. Tanto che i dazi direttamente, o indirettamente, colpiscono i prodotti dell’elettronica. Una situazione che rischia d’impattare il business di società come la stessa SeSa. Il gruppo non condivide il timore ed invita ad un’analisi più articolata. Le nuove tariffe, viene spiegato, incidono soprattutto sull’elettronica di consumo. La quale non è l’oggetto né del Vad né, tantomeno, dell’Ssi. Di conseguenza la “trade war”, afferma il gruppo, non impatta negativamente la sua attività.

E, però, può ulteriormente obiettarsi che SeSa realizza business con vendor cinesi i quali rischiano di trovarsi in difficoltà. Vero dice l’azienda che tuttavia aggiunge: il loro peso sul suo business è limitato. Prova ne è il fatto, viene sottolineato, che fatturato e redditività complessivi sono saliti sia nel 2018-2019 che nell’ultimo trimestre: lo scorso esercizio ricavi e Mol sono aumentati rispettivamente del 13,8 e 17,8%; a fine luglio scorso, invece, la prima riga di bilancio è salita del 25,9% e l’utile netto del 41,2%.

A fronte di un simile contesto, quali allora le prospettive per l’anno fiscale che finisce il 30 aprile 2020? La società conferma la crescita della redditività, rispetto all’esercizio precedente, intorno al 20%. Con l’Ebitda margin atteso a circa il 5%.

Si tratta di obiettivi sfidanti. L’asticella cioè, anche considerando che l’Italia è in stagnazione, è posta in alto. Il gruppo rigetta il dubbio. Dapprima, viene ricordato,da diversi esercizi l’andamento del settore domestico dell’It è in rialzo ed è slegato dalla volatilità del Pil. Inoltre, dice sempre SeSa, il gruppo di anno in anno ha sovraperformato il segmento di riferimento. Il che, aggiunge l’azienda, mostra, da un lato, la sua capacità di espandere il business; e, dall’altro, il fatto che nel mercato domestico c’è ancora spazio per crescere. Infine SeSa rimarca gli alti tassi d’incremento dell’attività del primo trimestre. In conclusione il gruppo si dice fiducioso di raggiungere i target indicati.

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