Non solo docenti

Scuola, 60mila assunti entro due anni: tutte le novità

Il decreto legge sulla scuola, il primo dell'era Fioramonti, prevede una serie di novità anche per presidi, ex Lsu, ispettori

di Claudio Tucci


Scuola: Fontana, 13mila cattedre scoperte in Lombardia

3' di lettura

Non solo docenti precari, con l'avvio di una selezione straordinaria per 24mila cattedre. Il decreto legge sulla scuola, il primo dell'era Fioramonti, che approda in Consiglio dei ministri prevede, almeno stando alle ultimissime bozze, una serie di novità anche per presidi, ex Lsu, ispettori. Da qui al 2021/2022 si apriranno nella scuola le porte a circa 60mila ingressi. A questi vanno comunque aggiunti i 17mila maestri e maestre dell'infanzia il cui concorso è pronto da tempo, ma ancora non pubblicato, complice anche il cambio di governo. Ma quali sono gli interventi previsti? Vediamoli in rassegna.

Maxi-sanatoria per 24mila prof precari
Il piatto forte del decreto legge, in tutto una decina di articoli, è il concorso straordinario per immettere in ruolo già da settembre 2020, 24mila precari con almeno tre anni di servizio alle spalle. La selezione prevede una sola prova scritta computer base con quesiti a risposta multipla che viene superata con 7/10. Le graduatorie si basano sul voto della prova scritta e sui titoli, culturali e di servizio. I 24mila vincitori entreranno in ruolo a settembre 2020. Scatta poi l'anno di prova che consentirà di acquisire i 24 Cfu con oneri a carico del Miur. A fine anno, basta una lezione simulata e si viene confermati in ruolo. La commissione di valutazione sarà composta da prof della scuola, più un membro esterno. Prevista inoltre la possibilità per chi ottiene 7/10, e non rientra nei 24mila vincitori, di potersi abilitare con la sola prova orale purché si acquisiscano i 24 Cfu e si stia insegnando con supplenza almeno fino al 30 giugno.

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Concorso ordinario per alte 24.500 cattedre
Contemporaneamente al concorso straordinario la bozza di decreto legge prevede, sempre entro il 2019, l'indizione anche di un concorso ordinario per altrettante 24.500mila cattedre. Qui potranno partecipare anche i laureati con 24 Cfu.

Porte aperte anche a 17mila maestre
Nel decreto non c'è questa norma, perché non serve. Al pacchetto di 48/49mila nuovi docenti a medie e superiori si aggiungerà comunque la selezione per 17mila maestri e maestre di infanzia e primaria che sono in attesa del bando autorizzato ormai da mesi.

Si assumono anche 11.263 ex Lsu
Al già nutrito pacchetto di assunzioni si aggiungerebbe anche a maxi-stabilizzazione per 11.263 addetti alle pulizie. Che continua a essere contenuta nelle ultime bozze del dl circolate. Se confermata costituirebbe l'ultimo atto di un percorso avviato dalla legge di bilancio 2019. Con l'aggiunta che, ora, gli ex Lsu impegnati in attività di pulizia per almeno 10 anni potranno essere statizzati a partire dal 1° gennaio purché abbiano la terza media e non abbiano precedenti penali specifici.

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Sì al cambio di regione/provincia per ottenere la cattedra stabile
Per tamponare l'emergenza cattedre, spunta anche una norma che consente a vincitori e idonei dei concorsi 2016 e 2018 e docenti delle Gae di poter scegliere una regione/provincia diversa dove presentare domanda per accedere al ruolo. La stabilizzazione avverrà dopo lo scorrimento delle graduatorie del territorio in questione.

Fondo Mof
Nella bozza del provvedimento è presente anche una disposizione che incrementa, di poco, il fondo dedicato al miglioramento dell'offerta formativa (Mof). Sale di quasi due milioni di euro quest'anno.

Più ispettori
Le assunzioni non finiscono qui. Previsto anche un incremento, dal 2021, di 55 unità degli ispettori scolastici, il cui contingente oggi è ridotto ai minimi termini.

Stop alle impronte digitali per i presidi
Novità all'orizzonte si profilano anche per i presidi. Grazie alla cancellazione dell'obbligo dei controlli biometrici, già bocciato, peraltro, dal Garante per la privacy. Con i 17 milioni che si risparmieranno verranno finanziati interventi di riqualificazione energetica negli edifici scolastici.

Vincolo di permanenza di cinque anni
Per tutti i nuovi ingressi di docenti si conferma il vincolo di permanenza di cinque anni nella sede di titolarità. Una misura che serve a garantire la continuità didattica.

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