Urbanistica

Sesto, la stazione sospesa tra passato e futuro

L’opera avrà una funzione di ricongiunzione unendo due parti di città da sempre divise dai binari: Piazza primo Maggio e le aree ex Falck

di Marco Morino

3' di lettura

È la plastica rappresentazione di uno dei più grandi e importanti progetti di rigenerazione urbana italiana ed europea, con un investimento complessivo di 3,5 miliardi di euro. La nuova stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni, parte di questo maxi-progetto, assumerà un significato strategico per l’intera Città metropolitana di Milano e per tutti i suoi collegamenti. Un’opera che valorizzerà e renderà accessibili le ex aree delle acciaierie Falck che, grazie all’impegno di Regione Lombardia, ospiteranno la Città della Salute, con l’Istituto Nazionale dei Tumori e il Besta, e altri insediamenti che avranno sede nell’ambito di questo progetto. Così, in sintesi, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la posa della prima pietra della nuova stazione ferroviaria di Sesto avvenuta lo scorso 11 ottobre. Continua Fontana: «L’intervento, di assoluto livello architettonico, seguirà standard che mettono al centro del progetto lo sviluppo sostenibile, coniugando ambiente e infrastrutture per raggiungere l’efficienza di un’opera assolutamente centrale in chiave urbana ed extraurbana». Si tratta, nel complesso, di una grande scommessa, non solo su Sesto San Giovanni, ma anche sull’area metropolitana milanese, fuori dalle mura del Comune di Milano.

Il progetto
Progettata da Renzo Piano Building Workshop con Ottavio Di Blasi & Partners, la nuova stazione di Sesto San Giovanni sarà composta da una grande passerella di 89 metri di lunghezza per 18 di larghezza sospesa al di sopra dei binari esistenti e consentirà di congiungere due zone della città da sempre separate dalla ferrovia, ovvero Piazza 1° Maggio e le aree ex Falck. Un ponte animato e vissuto, che funge da interscambio tra la sottostante linea della metropolitana, le linee ferroviarie e gli autobus di superficie.

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La struttura moderna in ferro e vetro, con copertura fotovoltaica in grado di alimentare completamente la stazione, ospiterà servizi e spazi commerciali di varia natura e fungerà da punto panoramico di osservazione su tutto il progetto di MilanoSesto, che trasformerà un’area di 1,5 milioni di metri quadrati, ridisegnando l’assetto urbano dell’intera città di Sesto San Giovanni, contribuendo anche a ridefinire i nuovi confini dell’area metropolitana di Milano. L’immagine storica delle grandi stazioni ferroviarie e del loro linguaggio di ferro e vetro è stato uno degli elementi di ispirazione più importanti nel concept progettuale della nuova stazione: un approccio che si fonde con la vocazione architettonica industriale del luogo, integrandosi in modo armonico con il paesaggio urbano.

Tale polo costituirà uno dei centri nevralgici di MilanoSesto, il cui sviluppo contribuirà a dare un notevole impulso a livello occupazionale e di vivibilità dell’area, oltre a offrire nuovi servizi e una nuova mobilità, con una maggiore distribuzione del traffico pedonale proveniente dalla sottostante fermata della metropolitana.

I lavori per la nuova stazione richiederanno due anni e verranno realizzati da Cimolai, che si è aggiudicata una gara pubblica la scorsa primavera. La stazione sorgerà esattamente dove è quella attuale e la sua realizzazione prevede che il servizio di rete ferroviaria rimanga fruibile ai viaggiatori per tutta la durata del cantiere, grazie alla messa in sicurezza dei percorsi, per garantire una soluzione di continuità all’importante flusso di traffico pedonale e ciclabile che attraversa l’area. Particolare attenzione verrà dedicata alla minimizzazione dell’impatto ambientale dei lavori, rispetto alla quale Cimolai ha studiato un piano di contenimento della propagazione delle polveri, che prevede l’utilizzo di barriere e recinzioni con teli antipolvere, oltre al sistema di abbattimento tramite nebulizzazione “cannon fog”.

Grazie alla sua funzione di ricongiunzione, la nuova stazione ferroviaria consentirà l’accesso alla piazza della Stazione, vera porta d’ingresso di tutto il progetto, e a Unione Zero, primo lotto privato di sviluppo per il quale Hines ricopre anche il ruolo di investitore. L’opera infrastrutturale servirà tutta l’area di MilanoSesto, tra cui in primis la Città della Salute e della Ricerca, nuovo polo sanitario della Regione Lombardia. Oltre alla società Milanosesto, proprietaria delle aree e guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Bonomi, le realtà coinvolte nella rigenerazione urbana dell’area sono Hines, in qualità di advisor strategico, development manager del progetto e investitore del primo lotto privato di sviluppo Unione Zero, e il Gruppo Prelios, che cura il project management dell’iniziativa.

Il costruttore
L’azienda friulana, di proprietà dell’ingegner Luigi Cimolai, è protagonista da oltre 70 anni nella progettazione e realizzazione di strutture complesse in acciaio. Cimolai ha un giro d’affari che si aggira intorno ai 500 milioni di euro e impiega oltre 3mila lavoratori, di cui 1.500 diretti, in progetti iconici in tutto il mondo (Europa, Stati Uniti, Canada, America Latina, Medio Oriente). Tra questi spicca il telescopio più grande del pianeta, l’Elt (Extremely Large Telescope), con uno specchio primario di 39 metri di diametro, che avrà sede nel deserto dell’Atacama in Cile. In Italia, tra le altre opere, Cimolai ha costruito il nuovo terminal dell’aeroporto di Fiumicino a Roma e la stazione ferroviaria per l’alta velocità di Reggio Emilia.

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