Strategie

Sette alleati per la svolta verde

Parla la capo-tecnologa di Airbus Grazia Vittadini

di Laura La Posta


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2' di lettura

Un’alleanza epocale, tra colossi in competizione, per affrontare una sfida epocale: quella del cambiamento climatico. L’hanno firmata Airbus, Boeing, Dassault aviation, GE Aviation, Rolls-Royce, Safran e United Technologies corporation all’ultimo Paris airshow. Per il gigante europeo Airbus, la firma è quella di una milanese, l’ingegnere Grazia Vittadini, Chief technology officer del gruppo. «Una sfida immane ma meravigliosa, la nostra: connettere di più le persone con i voli, riducendo l’impatto sull’ambiente», racconta al Sole 24 Ore.

Qual è la roadmap concordata fino al 2050?
L’obiettivo è garantire una progressiva decarbonizzazione dell’aviazione e consentire alla prossima generazione di volare in perfetta armonia con l’ambiente. Nel breve periodo, raggiungeremo l’obiettivo fissato nel 2008 di migliorare l’efficienza dei combustibili dell’1,5% all’anno fino al 2020 (adesso la media annua è del 2,1%). Questo grazie al continuo upgrade delle flotte di aerei con le migliori tecnologie disponibili. Quanto al medio termine, l’anno prossimo scatterà, fino al 2035, un sistema mondiale di compensazione delle emissioni di CO2, per stimolare una crescita “carbon neutral” dei voli.

Airbus come affronta queste sfide e qual è la quota di investimenti green sul totale dei tre miliardi annui per Ricerca&Sviluppo?
Ogni anno investiamo quasi due miliardi di euro per R&S su soluzioni taglia-emissioni. Diverse le strade scelte: carburanti alternativi, cattura e sequestro del carbonio (per non rilasciarlo in atmosfera, ndr), tecnologie a idrogeno ed elettrificazione. È probabile che a vincere sarà un mix di queste soluzioni, che verranno introdotte gradualmente dal 2030. Inoltre, l’uso dei combustibili sostenibili (sustainable aviation fuels, Saf), dovrebbe consentire di tagliare le emissioni di CO2 in modo efficace. I Saf attuali le riducono del 60-65% rispetto ai carburanti fossili. Ma serviranno sforzi enormi per incentivarne la produzione e arrivare a grandi quantità a costi competitivi.

Come risponde al movimento anti-voli «flight shame» e alle eco-tasse in vista in diversi Paesi?
Senza i progressi realizzati dall’industria negli ultimi 50 anni, con l’80% in meno di emissioni, l’aviazione sarebbe responsabile del 10% della CO2 globale prodotta. Grazie alla nuova generazione di aerei che stiamo producendo (come l’A220, l’A320 Neo, l’XLR e l’A350), dimezzeremo le emissioni addizionali di CO2 derivate dall’aumento del traffico nei prossimi 15 anni (stimato in una media del 4% all’anno, in parte compensato dal taglio del 2% di emissioni raggiunto ogni 12 mesi). Una sfida immane, ma meravigliosa.

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