mercato dell’arte

Sette italiani tra gli artisti di Unlimited ad Art Basel 2017

di Silvia Anna Barrilà

Giulio Paolini, Hortus clauses, 1981 (courtesy of artist and Alfonso Artiaco)

2' di lettura

Si avvicina la 48ª edizione di Art Basel (15-18 giugno) e viene annunciata oggi la lista dei progetti che saranno esposti ad Unlimited, la sezione ogni anno più ammirata dal largo pubblico, nata nel 2000 per installazioni, sculture, videoproiezioni, dipinti monumentali le cui dimensioni trascendono quelle dello stand, con costi di produzione che richiedono la collaborazione di più gallerie e prezzi a sei cifre.

Il numero dei progetti della sezione, che anche quest'anno è curata, per la sesta volta di seguito, da Gianni Jetzer, curator-at-large all' Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, è leggermente calato: sono 76 rispetto agli 88 del 2016. Come ogni anno la selezione include sia artisti emergenti che affermati, con opere prodotte appositamente per l'occasione ma anche storiche e riproposte al pubblico dopo decenni.

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Sette italiani tra gli artisti di Unlimited ad Art Basel 2017

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Di scena l’arte italiana. Tra queste ci sono le opere di sette italiani, di cui alcuni giovani come Yuri Ancarani (1972), un artista che con i suoi film sta raggiungendo sempre più il successo internazionale, presentato da Zero di Milano e Isabella Bortolozzi di Berlino, e Francesco Arena (1978), già ad Art Parcours nel 2014, presentato da Sprovieri e Raffaella Cortese . Inoltre troveremo Massimo Bartolini (1962) con un progetto sostenuto da Magazzino , Massimo De Carlo , Frith Street Gallery , e tra gli artisti di una generazione precedente ci saranno Paolo Icaro (1936) con P420 (alla sua prima partecipazione a Basilea) e Massimo Minini , Enrico Castellani (1930), star del mercato dell'arte italiana a livello internazionale, presentato da Magazzino e Lévy Gorvy , Giulio Paolini con Alfonso Artiaco e, infine, Pier Paolo Calzolari, già incluso ad Unlimited nel 2012, con kamel mennour e Marianne Boesky Gallery .

L’Italia delle gallerie. La presenza italiana è amplificata anche da altre gallerie italiane impegnate nella sezione. Oltre a quelle nominate, ci sono Kaufmann Repetto con un progetto di Andrea Bowers, Galleria Continua con un'opera del cubano Carlos Garaicoa che ha al centro la finanza e le tensioni che ha causato in questi anni, e una dell'indiano Subodh Gupta che creerà una capanna con utensili da cucina all'interno della quale si svolgerà una performance culinaria. E, ancora, Vistamare con Bethan Huws, Franco Noero con Gabriel Kuri, A arte Invernizzi con François Morellet, mentre P420 presenta anche un progetto del croato Goran Trbuljak.

Tra le opere storiche, invece, ci saranno «Movie Mural» (1965-68) di Stan VanDerBeek (1927-1984), pioniere della multimedia art, un'opera chiave di Klaus Rinke (1939) del 1970, «Mutations I. Düsseldorf, Primary Demonstration: 112 Gestures of the Upper Body», che ha segnato la storia della performance e action art in Europa, e altre opere sempre degli anni ’70 di artisti come l'inglese Richard Smith (1931-2016), il brasiliano Hélio Oiticica (1937-1980), e l'artista concettuale olandese Jan Dibbets (1941), con una costruzione del ’73 a forma di arco realizzata con stampe fotografiche dell'orizzonte che è il più grande lavoro mai fatto dall'artista e l'unico nel suo genere che non sia in una collezione museale.

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