SPECIALE PITTI UOMO

Settima edizione per Eye Pop

di Giulia Crivelli


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Pierfrancesco Favino

2' di lettura

L’occhialeria è uno dei tanti settori in cui l’Italia si è costruita negli anni una leadership mondiale. Frutto di un mix evidentemente irripetibile altrove di creatività, know how artigianale, capacità industriale e integrazione di filiera. Nel 2016 è stato raggiunto un nuovo record di export: 3,579 miliardi, in crescita del 3,6% sul 2015 e pari a circa il 90% della produzione (3,697 miliardi, il 3,7% in più rispetto all’anno precedente). Il settore conta poco meno di 900 aziende e dà lavoro direttamente a oltre 17mila persone.

Intorno ai colossi (Luxottica, Safilo, Marcolin e Derigo, tutte aziende fondate e tuttora basate nel Bellunese) si è sviluppata e continua a crescere una filiera iper specializzata che negli ultimi anni ha visto emergere anche brand di nicchia, nati in aziende che hanno deciso di affiancare alla produzione in conto terzi linee di occhiali a marchio proprio.

Alla base del successo del settore e della leadership assoluta nel medio e alto di gamma delle aziende italiane c’è la trasformazione degli occhiali, da sole e da vista, in accessorio moda. Dagli anni 80 i più importanti marchi italiani e stranieri hanno siglato partnership con i produttori italiani e il business delle licenze è diventato una voce importante per i bilanci di tutti. Proprio perché gli occhiali sono ormai parte integrante dell’immagine (e delle vendite) di un marchio, alcuni hanno deciso di internalizzarne la produzione: sono nate così Kering Eyewear, divisione del colosso francese che segue gli occhiali di Gucci, Bottega Veneta e di molti altri brand del gruppo, e la joint venture tra Lvmh e Marcolin. Kering Eyewear sta già allargandosi oltre il portafoglio: è di pochi giorni fa l’accordo con Cartier, che appartiene al gruppo del lusso svizzero Richemont.

Si spiega anche con questo legame sempre più saldo con la moda la settima edizione di Eye Pop, la sezione di Pitti Uomo che ospita i marchi di occhiali Delirious, Clan, David Marc, Rewop Milano, Spektre Sunglasses, tutti rigorosamente made in Italy. Una proposta pensata da Pitti Immagine per i concept store, senza escludere l’interesse di aziende in cerca di nuove sinergie creative.

Forse intuendo che il modello delle licenze sarebbe cambiato, Luxottica, Safilo, Marcolin e Derigo stanno potenziando da anni i marchi propri e le rispettive specializzazioni (Luxottica e Derigo sono anche retailer, Safilo ha un’expertise unica nelle lenti, solo per fare due esempi). Qualunque siano i futuri equilibri e le possibili interazioni con la tecnologia, le prospettive per il settore restano ottime. Perché gli occhiali da sole e da vista continuano a stimolare l’interesse e l’immaginario dei consumatori ed è difficile pensare a un altro accessorio moda (o di vero lusso: le montature-gioiello della collezione Elie Saab by Safilo, ad esempio, arrivano a 3mila euro) che sia più propriamente utile e dilettevole.

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