Le testimonianze

Settimana bianca, impiantisti e albergatori: regole Covid meno stringenti, prenotazioni confermate

Con il cambio di regole, pur non essendo ancora possibile fornire dei dati, emerge un positivo e significativo interesse da parte sia di tour operator sia di singoli privati, e una propensione a confermare, per il momento, le vacanze

di Andrea Carli

Le nuove regole per lo sci da gennaio 2022

5' di lettura

Dopo la pioggia, potrebbe uscire un pallido sole. A causa della pandemia Covid l'economia della montagna italiana ha perso nel solo 2020 circa il 70% della ricchezza prodotta nel 2019 (fonte Confcommercio). Ora il graduale allentamento delle misure adottate per contenere la corsa dei contagi - dal 1 febbraio è sufficiente il green pass per chi arriva da paesi Ue -, se da una parte induce gli operatori a confidare in un’inversione di tendenza, dall’altra fa il paio, inevitabilmente, con un altro grande punto interrogativo: la corsa dell’inflazione, trainata soprattutto dai caro energia, che potrebbe convincere ancora una volta a rimandare la partenza. Eppure dagli operatori che agiscono sul territorio, e che meglio di tutti hanno “il polso della situazione”, arriva un messaggio chiaro: le aspettative ci sono.

Ghezzi (Anef): grazie ad allentamento delle regole scenario positivo per le prenotazioni

L’attenzione, in particolare, è tutta su questo mese e il prossimo, ovvero il periodo che tradizionalmente, chi può, si concede una settimana bianca in montagna. È chiaramente presto per fare un bilancio, ma dagli operatori arrivano messaggi positivi. Insomma, qualcosa si muove. Valeria Ghezzi, presidente Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef), spiega che «l’allentamento delle regole Covid era sicuramente un'esigenza molto sentita da parte degli operatori della montagna e che permette, adesso, di delineare uno scenario positivo soprattutto per quanto riguarda la conferma delle prenotazioni. Le tendenze, a seguito della circolazione della notizia sul cambio di regole, sono decisamente buone - continua Ghezzi - in particolare per il periodo di fine febbraio inizio marzo, nel periodo di Carnevale. Nella fase precedente avevamo rilevato una tendenza alla disdetta, soprattutto da parte dei turisti stranieri, molto marcata in ragione della non sostenibilità, da parte loro, delle misure anti-Covid imposte dall'Italia. Con il cambio di regole però, pur non essendo ancora possibile fornire dei dati, stiamo riscontrando un positivo e significativo interesse da parte sia di tour operator sia di singoli privati a una propensione a confermare, per il momento, le vacanze.»

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Zardini (Cortina Skiworld): la stagione sta andando molto bene

Per quanto riguarda la situazione di Cortina Marco Zardini, presidente Cortina Skiworld, racconta che «in linea di massima la stagione sta andando molto bene, addirittura i numeri dei passaggi e delle vendite sono quasi gli stessi di quella pre Covid del 2019. C’è una forte presenza degli italiani, che sono i grandi protagonisti di questa stagione, stranieri un po’ meno. Forte aspettativa anche per l’alta stagione del periodo di Carnevale e in generale la seconda metà di febbraio, come testimoniano anche le prenotazioni alberghiere.»

Alverà (Associazione albergatori Cortina): leggera ripresa per le richieste dall’estero

Rimanendo alla situazione di Cortina, Roberta Alverà, presidente dell’Associazione albergatori di Cortina, ci dice che ««per le ultime settimane di febbraio e le prime di marzo prevediamo una ripresa del turismo interno dato che sono le settimane deputate, anche in città, alla settimana bianca. Al momento abbiamo richieste da parte della nostra clientela abituale sulla quale contiamo per questa ripresa e una leggera ripresa per quanto riguarda le richieste di chi viene dall'estero, dati gli allentamenti delle misure anti Covid.»

Livigno, Rocca (Mottolino): trend positivo delle prenotazioni

Cosa sta accadendo a Livigno? Marco Rocca, amministratore delegato di Mottolino, comparto sciistico, racconta che «in termini di presenze turistiche il mese di dicembre è andato molto bene con un trend positivo anche rispetto all’ultima stagione turistica del 2019/20. Sono cresciuti notevolmente gli italiani, specie di prossimità - aggiunge -: al top abbiamo infatti la Lombardia. La crescita non si è riflessa nello stesso modo sullo sci, che non ha ottenuto gli stessi risultati. Dopo le feste di Natale abbiamo avuto una forte flessione dei flussi. Il trend è negativo anche se il mese di gennaio sugli italiani non è mai stato particolarmente importante, specie dopo le vacanze. Le prossime settimane sembrano dare un segnale di forte ripresa delle presenze turistiche ma su Livigno vi sono alcune importanti considerazioni: il mercato è principalmente straniero ( al 65% delle presenze totali): questo tipo di turista è stato ostacolato dalle diverse normative sui vaccini dei vari paesi europei che hanno reso problematico lo sci alle famiglie con bambini. I dati a nostra disposizione non sono ancora consuntivi: possiamo vedere infatti un trend positivo delle prenotazioni ma non la provenienza delle stesse. La sensazione è che siano prevalentemente stranieri ma questo per un modello di business della località che vive sulle settimane bianche piuttosto che su periodi brevi che caratterizzano la disponibilità di tempo dei nostri connazionali. Siamo comunque certi - conclude Rocca - che l’andamento degli arrivi, ora che sembra essersi alleviata l’ondata di Omicron, possa darci nuovi segnali positivi anche dall’Italia».

Rota, sindaco di Courmayeur: siamo cautamente ottimisti

Per quanto riguarda Courmayeur, Elena Garda, responsabile marketing Courmayeur Mont Blanc Funivie osserva: «Anche in seguito all’’allentamento delle regole Covid non possiamo segnalare un incremento significativo. I numeri sono essenzialmente in linea con quelli registrati nei giorni scorsi. La possibilità di sciare con il tampone ha incoraggiato maggiormente l’arrivo di visitatori stranieri, ma purtroppo per il momento il settore è ancora in sofferenza. Nei weekend registriamo un buon afflusso, ma durante la settimana le piste sono poco frequentate. Però ci stiamo avvicinando al periodo del carnevale, che sicuramente porterà a un aumento fisiologico dei turisti». Alessio Berthod, presidente degli Albergatori di Courmayeur, afferma: «Nelle prossime tre o quattro settimane ci attendiamo un afflusso coerente con quello della stagione, ovvero inferiore del 20% rispetto al periodo pre-Covid. In questo periodo le nostre aspettative si concentrano soprattutto sulla neve, che per il momento latita. Abbiamo registrato una crescita molto marginale, specialmente del mercato inglese, ma l’effetto delle ultime normative diventerà più evidente nelle prossime due settimane. Le maglie si sono allargate, i turisti si spostano con maggiore facilità, ma l’assenza di regole chiare e definite crea delle incertezze». Infine Roberto Rota, sindaco di Courmayeur: «È troppo presto per fornire dati e numeri precisi, le ultime novità in tema di normative sono ancora piuttosto recenti, e per il momento non abbiamo notato grandi differenze rispetto alle settimane scorse, a parte un lieve incremento dei turisti stranieri, che ci porta ad essere cautamente ottimisti».

Felicetti (Funivie Madonna di Campiglio): moderata ripresa, dalla Polonia al Belgio

Infine, la situazione Madonna di Campiglio. Dice Bruno Felicetti,di Funivie Madonna di Campiglio: «Al momento non abbiamo dati precisi, tuttavia possiamo confermare che le recenti modifiche introdotte dal governo unitamente al calo dei numeri della pandemia a livello europeo e alle prime “riaperture” dei vari governi europei hanno innestato un clima positivo e hanno ridotto enormemente l’incertezza e il tasso di cancellazione delle vacanze. Stiamo notando - continua Felicetti - una moderata ripresa su alcuni mercati come Polonia, Repubblica Ceca, Inghilterra, Belgio e un discreto interesse anche per la seconda metà della stagione fine febbraio inizio marzo. Speriamo che il trend di discesa dei numeri dei contagi e ospedalizzazioni continui per le prossime settimane / mesi».

Corti (Confcommercio): si predilige alloggio nelle seconde case o da amici

In generale gli italiani, osserva Alberto Corti, responsabile del settore turismo per Confcommercio, hanno voglia di andare in vacanza. «Non ne possono più. La linea, allo stato attuale, è: sì, ho intenzione di andarci, ma da giugno in poi. Non vediamo ancora in termini “pratici”, di prenotazioni, questa sensibilità. Peraltro - continua Corti - sono terrorizzato dal rischio di un “effetto sostituzione”: va via il Covid, e a far rimandare la scelta arriva l’aumento dei prezzi». I mesi di gennaio e marzo sono quelli che tradizionalmente, in condizioni pre pandemia, vedono gli italiani - quelli che possono - prenotare una settimana bianca. Da un’indagine di Confcommercio, promossa con Swg e pubblicata a fine gennaio, viene fuori che il dato delle persone disponibili a considerare questa soluzione è in linea con quello del 2019, un anno in cui sono state registrate circa 11 milioni di partenza. Lo scenario sembra dunque positivo ma, osserva ancora Corti, «se si scende nel dettaglio viene fuori che il 40% è orientato a una vacanza di una giornata, con nessun impatto sulle strutture ricettive. Quanto poi alla scelta dell’alloggio, il 58% ha risposto che andrà sì in vacanza, ma si recherà presso seconde case o alloggerà presso amici. Si delinea così uno spostamento della domanda verso soluzioni che non sono esattamente turistiche, con un impatto molto ridotto sul comparto. Aspettiamo di vedere cosa succede sul piano delle prenotazioni».

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