Dallo Sblocca cantieri alla Cina, al ritorno della flat tax: la settimana di fuoco della maggioranza

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Settimana calda per il Governo / Flat tax: si riaccende lo scontro M5S-Lega

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Flat tax (Adobestock)

Anche se la parola finale non dovrebbe arrivare nella settimana che si è aperta, la Flat tax è tornata in queste ore al centro del dibattito politico, e ha infiammato i rapporti tra i due azionisti di maggioranza dell'esecutivo Conte. Una partita che è destinata a crescere d'importanza con l'avvicinarsi delle elezioni Europee di fine maggio. Una simulazione del ministero dell'Economia dell'8 febbraio, circolata in ambienti parlamentari nelle ultime ore, è giunta alla conclusione che la flat tax a due aliquote sul reddito familiare avrebbe un costo di 59,3 miliardi. Secondo la simulazione, la tassa piatta riguarderebbe circa 16,4 milioni di famiglie con un vantaggio medio familiare di circa 3.600 euro. Due le aliquote previste nella simulazione: il 15% fino a 80mila euro di reddito e del 20% per i redditi eccedenti gli 80mila.

La stima del Mef ha scatenato reazioni diverse all'interno della maggioranza, con la componente pentastellata che, attraverso il leader politico Luigi Di Maio, ha frenato. Da una parte il vicepremier ha messo in evidenza la necessità «di non fare facili promesse alla Berlusconi», dall'altra alla flat tax - cavallo di battaglia dell'alleato di governo leghista – ha contrapposto «una riduzione degli scaglioni e della pressione fiscale attraverso il coefficiente familiare». Il Carroccio però non è arretrato e ha messo nel mirino la simulazione del Mef. Matteo Salvini ha parlato di «numeri strampalati, 50-60 miliardi di euro, non siamo al Superenalotto. Per la prima fase – ha concluso - bastano tra i 12 e i 15 miliardi di euro per un abbattimento fiscale a tante persone».

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