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Commissione Ue, settimana decisiva. Lo spettro di un altro rinvio

Giovedì le audizioni dei commissari che sostituiscono i tre bocciati dal Parlamento. Il più a rischio è il francese Breton. Inoltre, quasi certamente il Regno Unito dovrà nominare un suo rappresentante, fino a quando Brexit non sarà compiuta. Si fa strada il rischio di un ulteriore rinvio a febbraio 2020 per l'insediamento del nuovo esecutivo europeo

di Giuseppe Chiellino


La squadra di Ursula von der Leyen

3' di lettura

Quella che inizia lunedì 11 sarà una settimana decisiva per le sorti della nuova Commissione europea e per la presidente designata, la tedesca Ursula Von der Leyen. Il Parlamento europeo ha fissato per giovedì 14 le audizioni dei tre nuovi commissari designati, dopo le bocciature dei candidati iniziali. Ma lo spettro di un nuovo rinvio aleggia nel quartiere europeo di Bruxelles.

Il primo sarà l'ungherese Oliver Várhelyi, cui andrebbe il portafoglio Vicinato e Allargamento; poi toccherà ad Adina-Ioana Văăălean (Romania), ai Trasporti, e a seguire chiuderà il discusso Thierry Breton, indicato dal presidente francese Emmanuel Macron dopo la bocciatura di Sylvie Goulard. Breton, cui andrebbe l'ampio portafoglio già destinato alla Goulard (Politica industriale, Mercato interno, Digitale, Difesa e Spazio), «ha già venduto tutto il suo portafogli azionario ed ha cessato tutti i suoi mandati in aziende e associazioni» ha assicurato venerdì il portavoce della Commissione Von der Leyen. L'obiettivo è evitare ulteriori intoppi per il nuovo esecutivo.

Il conflitto d'interesse
La commissione giuridica del Parlamento si riunirà il 12 novembre per valutare le dichiarazioni di interessi finanziari dei candidati. La conferma da parte della commissione giuridica dell'assenza di un conflitto di interessi è una pre-condizione essenziale per lo svolgimento dell'audizione da parte della commissione parlamentare competente. Ma questo non garantisce la promozione di Breton in prima battuta. Il nome dell'ormai ex ceo del gruppo di servizi tecnologici di Atos, oltre che ex ministro dell'Economia, è stato letto come una nuova provocazione da parte di Macron all'Europarlamento. La sua difesa, sul piano dei conflitti d'interesse, è forse ancora più difficile di quella di Goulard.

Il rischio di un rinvio e la complicazione Brexit
Non è escluso, dunque, che giovedì gli europarlamentari perlomeno costringano Breton ad una seconda audizione, se non altro per inviare un messaggio a Macron. A ciò si aggiunge l'esigenza giuridica che il Regno Unito nomini un suo rappresentante, fino a quando Brexit non sarà davvero compiuta.

Questi due ostacoli potrebbero inceppare ancora una volta l'articolato meccanismo di nomina della commissione, con il rischio di far saltare il voto del Parlamento fissato per il 27 novembre a Strasburgo e l'entrata in carica il primo dicembre. Se questo scenario dovesse materializzarsi, i tempi per l'insediamento si allungherebbero quasi certamente di altri due mesi, fino a febbraio del 2020, come accadde per il primo esecutivo guidato dal portoghese Barroso, nel 2004.

Come si svolgono le audizioni dei commissari designati
Ogni audizione dura tre ore. Il Commissario designato fa una dichiarazione introduttiva di 15 minuti, a cui seguono le domande dei deputati, 25 in totale, un minuto per ogni domanda, seguita dalla risposta del Commissario designato e un'eventuale domanda di replica da parte del deputato europeo. Dopo le audizioni, il presidente e i coordinatori delle commissioni parlamentari valuteranno le prestazioni dei commissari designati. Nella serata dello stesso giorno farà le sue valutazioni la conferenza dei presidenti di commissione e trasmetterà le sue conclusioni alla conferenza dei presidenti. Quest'ultima condurrà la valutazione finale e deciderà se chiudere le audizioni nella riunione del 21 novembre.
La nuova Commissione deve ottenere l'approvazione del Parlamento (a maggioranza dei voti espressi).

La votazione (per appello nominale) si svolgerà – salvo contrattempi - il 27 novembre a Strasburgo. Una volta eletta dal Parlamento, la Commissione è formalmente nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.

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    Giuseppe ChiellinoUfficio centrale

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese, Francese

    Argomenti: Politiche europee, politica di coesione, fondi strutturali Ue, integrazione carta-web

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