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Settimana positiva per le Borse europee. La Brexit pesa su Londra

di Andrea Fontana e Stefania Arcudi


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(James Thew - Fotolia)

7' di lettura

Le Borse europee hanno chiuso la seduta di venerdì con buoni rialzi (Piazza Affari +1,26%, Francoforte +1,36%, Parigi +1,1%, Madrid +0,38%), con l'eccezione di Londra (-0,14%), ma la settimana non è stata altrettanto brillante. Milano ha chiuso l'ottava con un pallido +0,52% (comunque +8,11% da inizio anno) e Francoforte con un rialzo dello 0,68%. Meglio Parigi (+1,02%) e Madrid (+1,28%), mentre Londra (-2,28%) ha pagato il conto delle tensioni sul futuro, ancora molto incerto, della Brexit. Nella settimana i settori migliori sono stati auto (+2,72% l'Euro Stoxx 600), retail (+2,72%) e tecnologici (+3,08%), sostenuto quest'ultimo da una serie di trimestrali positive, non ultime quelle di St e Texas Instruments. Male invece servizi sanitari (-1,2%), petroliferi (-1,21%), complici le altalene del greggio, e telecomunicazioni (-2,48%), che hanno chiuso la settimana con il tonfo di Vodafone a Londra (-4,89% venerdì). Sul FTSE MIB, protagoniste assolute sono state Stmicroelectronics (+11,78% nell'ottava dopo i conti), Juventus Fc (+10,65%, che continua la cavalcata portando al 46,8% i rialzi da inizio anno) e Azimut (+8,4%). Le peggiori sono invece state Telecom Italia (-5,81%), Recordati (-3,14%) e A2a (-2,52%). Sul fronte dei cambi, l'euro/dollaro è salito dello 0,43%, mentre la sterlina si è rafforzata sul dollaro (+2,28% nell'ottava) e sull'euro (+1,79%). Lo spread tra Btp e Bund è calato leggermente a 246 punti dai 247 di venerdì scorso.
Chiusura in rialzo per Wall Street sulle ali dell'accordo raggiunto sullo shutdown. Al termine della giornata di contrattazioni il Dow Jones ha guadagnato lo 0,72% a 24.729,44 punti, il Nasdaq l'1,29% a 7.164,86 punti e l'indice S&P500 lo 0,83% a 2.6664,20 punti.

Venerdì Borse brillanti, Milano tra le migliori
Ultima seduta della settimana brillante per le Borse europee. Gli investitori hanno dato più peso all'atteggiamento accomodante della Bce sui tassi, che non alle parole del presidente Mario Draghi sui rischi ancora presenti per l'economia. Sostegno anche da Wall Street, che ha azzerato le perdite delle sedute precedenti, grazie a un rinnovato ottimismo sui negoziati per mettere fine allo shutdown e quelli per risolvere le dispute commerciali tra Usa e Cina. Gli investitori non hanno dunque molto peso ai rischi per l'economia segnalati ieri dal presidente della Bce Mario Draghi e oggi confermati dal nuovo calo della fiducia delle imprese tedesche a gennaio. Brillante anche Piazza Affari, con lo spread in calo a 245 dai 247 dell'apertura e spinta dall'exploit di Buzzi Unicem(+4,53%), con il comparto delle costruzioni europeo, e Azimut (+4,13%), ai massimi da ottobre dopo la revisione del sistema di commissioni che dovrebbe limitare la volatilità dei ricavi e dare stabilità ai profitti.

Andamento dello spread Btp / Bund

Acquisti su auto e minerari, deboli le utilities
Brillante anche Stmicroelectronics (+4,43%), dopo la trimestrale positiva di ieri e sulla scia dei tecnologici americani ed europei. Gli acquisti premiano invece il comparto auto, guidato dai titoli francesi (Valeo e Renault in primis) e tedeschi (Volkswagen e Continental): a Piazza Affari bene Brembo, Pirelli & C e Fiat Chrysler Automobiles. Forti acquisti anche sui minerari, sugli industriali e sulle banche. Sul Ftse Mib solo una manciata di titoli si è attestata in calo, tra questi Ferrari (-1,07%), Recordati (-0,76%) e le utilities (A2a -0,99%, Terna -0,11%), penalizzate dal generale andamento debole del settore in Europa (-0,3% l'Euro Stoxx 600 Utilities). Positivo il comparto industriale e automobilistico, mentre Cnh Industrial (+2,71%), sostenuta dall'americana Caterpillar, in rialzo superiore al 2% a Wall Street in attesa della trimestrale che sarà pubblicata lunedì prima dell'apertura e su cui gli analisti sono ottimisti.

Mediaset corre su ipotesi M&A in Germania
A Piazza Affari, nuovo allungo di Mediaset sulle indiscrezioni relative all'avanzamento del progetto di creazione di un polo europeo della tv con la tedesca Prosiebensat (brillante a Francoforte) e che coinvolgerebbe anche il riassetto di Mediaset Espana. «Il piano di integrazione a livello europeo può avere valenza industriale positiva, anche se pensiamo sia di non facile realizzazione - è il commento di una sim italiana - Dal punti di vista di Mediaset, la presenza di Vivendi nel capitale rappresenta l'ostacolo più significativo».
Tra i titoli a minore capitalizzazione le migliori sono state il gruppo dell'information technology It Way (+15,63%) ed Exprivia (+16,24%), che si occupa di software e sistemi It per le banche: entrambe sono sostenute dalla seduta frizzante dei tecnologici. Il comparto già giovedì era andato bene, dopo le trimestrali convincenti e sopra le aspettative di St e Texas Instruments, e oggi ha ignorato la trimestrale deludente di Intel, che a Wall Street è arrivata a perdere più del 6%.

Tecnologici snobbano Intel, premiata St
Dopo i rialzi di ieri, altra seduta brillante per i titoli tecnologici in Europa, con l'indice di settore che sale più dell'1% nel Vecchio Continente e fa da traino all'Euro Stoxx, ai massimi dal 4 dicembre. Anche in Italia il settore va bene: Stmicroelectronics è tra le migliori del Ftse Mib, mentre, tra i titoli a minore capitalizzazione, Exprivia è la migliore di tutti con un aumento vicino al 13%. Già alla vigilia il comparto era andato bene, dopo le trimestrali convincenti e sopra le aspettative di St e Texas Instruments. I due gruppi hanno dato sostegno ieri a Wall Street e si preparano a fare lo stesso anche oggi. Sono invece passati in secondo piano i conti di Intel, che cede quasi il 7%. Il gruppo ha chiuso un 2018 con utili e ricavi da record, ma questi ultimi hanno deluso le aspettative, così come non è stato all'altezza delle attese l'outlook per il primo trimestre e per l'intero 2019.

In Europa bene banche, utilities e tech
Le Borse europee hanno archiviato una seduta positiva, in particolare sostenute dal buon andamento delle banche (+1,62% l'Euro Stoxx 600 di settore), dai tecnologici (+1,76%) e dal comparto auto (+2,37%). In calo solo pochi settori, tra cui le utilities (-0,29%) e l'alimentare (-0,5%). Per quanto riguarda i titoli, a Londra Vodafone ha perso il 5,1% alla Borsa di Londra e ha toccato i minimi dal 2010: già giovedì il titolo aveva anticipato con una netta flessione (-3,5%) la presentazione della terza trimestrale chiusa con ricavi complessivi in calo di circa 800 milioni di euro a 10,99 miliardi (-6,8%) a causa, ha spiegato la società in una nota, dell'adozione dei principi contabili Ifrs 15, della vendita delle attività del Qatar e della dinamica sfavorevole dei cambi. A Parigi LafargeHolcim (+2,2%) ha registrato buoni guadagni, dando sostegno al comparto (in Italia Buzzi Unicem è stata tra le migliori), sulla scia dei piani per la cessione di asset alle Filippini, valutati circa 2,5 miliardi. Brillanti in tutto il Vecchio Continente le banche, con Credit Agricole (+2,43%) e Bnp Paribas (+3,89%) in rally a Parigi, Deutsche Bank in rialzo del 3,95% a Francoforte e Bankia in aumento dell'1,9% a Madrid.

Germania: indice Ifo in calo a gennaio
Brusco calo dell'Indice Ifo in Germania a gennaio. Secondo i dati resi noti oggi infatti l'indice che misura la fiducia degli imprenditori tedeschi segnala un netto rallentamento della prima economia europea. A gennaio, infatti, l'Indice è sceso a 99,1 dal 101 segnato nel mese di dicembre mentre le attese del mercato indicavano una discesa meno marcata (in area 100,6). Secondo le indicazioni raccolta dall'Istituto l'economia tedesca e' all'inizio di una fase di inversione del ciclo economico. «L'indice Ifo si è mosso al ribasso da settembre. In generale,tre cali consecutivi dell’indice IFO vengono letti come un segnale di svolta dell'attività economica. Dato che i livelli di partenza erano alti, siamo ancora moderatamente fiducioso sul fatto che la tendenza di IFO e PMI degli ultimi cinque mesi possa indicare una perdita dell'impulso ma non una contrazione della crescita, tuttavia i rischi sono al ribasso» sottolinea Anna Maria Grimaldi, senior economist di Intesa Sanpaolo.

Petrolio volatile con la crisi in Venezuela
Mattinata dai due volti per il prezzo del petrolio: la crisi venezuelana, con gli scontri in atto nel Paese dopo l'autoproclamazione del leader dell'opposizione Juan Guaido come nuovo presidente del Paese grosso esportatore di greggio, e la prospettiva di possibili sanzioni Usa sul petrolio di Caracas hanno fatto salire le quotazioni nelle prime ore di negoziazione dei mercati continentali, dopo un paio di sedute penalizzate dall'aumento delle scorte Usa, ma successivamente le quotazioni sono tornate a scendere. Il Wti è stabile a 53,15 dollari al barile nella consegna di marzo, la medesima scadenza del Brent è scambiata a 60,6 dollari al barile.

Euro recupera terreno, si rafforza la sterlina
Sul mercato valutario, l'euro sta progressivamente recuperando posizioni rispetto a quanto euro/dollaro in rialzo a 1,1343 (1,1343 ieri sera alla chiusura delle Borse europee ma 1,1304 alla chiusura di Wall Street). La sterlina torna a rafforzarsi dopo la debolezza delle sedute precedenti, determinata dall'incertezza sul futuro della Brexit, e dopo la bocciatura alla Camera dei Comuni britannica dell'accordo trovato dalla premier Theresa May con l'Unione europea. La sterlina sale oltre 1,30 sul dollaro (1,3096 dollari, il massimo dal 4 novembre) e vale 1,153 sull'euro, dopo essere arrivata fino a 1,1605, il massimo da maggio 2017. A sostenere la moneta britannica è la speranza che l'ipotesi di un "no deal" possa essere scongiurata in qualche modo prima della scadenza del 29 marzo: il ministro britannico delle Finanze, Philip Hammond, ha detto da Davos che la Ue potrebbe consentire un compromesso sull'accordo per la Brexit in modo da convincere i deputati britannici ad approvarlo. Inoltre, secondo indiscrezioni riportate dal Sun, il Democratic Unionist Party (Dup) dell'Irlanda del Nord sarebbe disponibile a offrire un appoggio condizionato all'accordo di May.

Btp: spread resta sotto 250 punti, chiude a 245
Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario dei titoli di Stato scambiati sul secondario telematico Mts. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005340929) e il pari scadenza tedesco è indicato nel finale a 245 punti dai 249 punti base della chiusura di ieri. In calo anche il rendimento dei decennali italiani che scende al 2,65% dal 2,67% del closing della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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