AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùL'analisi di Deloitte

Settore aerospaziale pronto al decollo nel 2020. Nuovi trend? I droni passeggeri

Secondo l'ultima edizione del Global Aerospace and Defense Industry Outlook pubblicato da Deloitte la produzione di aerei commerciali è prevista a 1.900 aerei per quest'anno a fronte di una stima di 1.450 aerei nel 2019. E nel futuro si punterà sulla trazione elettrica e sulla mobilità aerea urbana

di Corrado Poggi

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Secondo l'ultima edizione del Global Aerospace and Defense Industry Outlook pubblicato da Deloitte la produzione di aerei commerciali è prevista a 1.900 aerei per quest'anno a fronte di una stima di 1.450 aerei nel 2019. E nel futuro si punterà sulla trazione elettrica e sulla mobilità aerea urbana


4' di lettura

Il 2020 dovrebbe far registrare una ripresa del settore aerospaziale commerciale, dopo la performance poco positiva dello scorso anno, che aveva influenzato il calo dell’andamento complessivo del comparto Aerospace & Defence. E' quanto emerge dall'edizione 2020 del Global Aerospace and Defense Industry Outlook pubblicato da Deloitte, un’analisi che delinea i principali trend relativi al settore aerospaziale e della difesa a livello globale. Secondo lo studio, alcuni annunci della Boeing, così come l’anticipo al 2021 dell’inizio delle consegne degli aerei cinesi a fusoliera stretta, potrebbero influire infatti positivamente sui livelli di consegne degli aeromobili commerciali nel 2020-2021, che dovrebbero riprendere dopo il calo dello scorso anno dovuto ad una contrazione dei tassi di produzione per alcuni modelli.

Le previsioni sulla produzione
A questo riguardo, per il 2020 la produzione di aerei commerciali è prevista raggiungere i 1.900 aerei, a fronte di una stima di 1.450 aerei nel 2019.

Particolarmente positive sono le previsioni per il comparto dei jet regionali, la cui domanda è prevista crescere in modo significativo nei prossimi 20 anni, con una richiesta di più di 5.000 velivoli: questa crescita riguarderà in particolare le aree dell’Asia-Pacific, il Medio Oriente e l’America Latina, a fronte di un rafforzamento delle loro connessioni regionali. Dall’analisi emerge inoltre come nel periodo 2019-2023 la spesa per la difesa a livello mondiale sia prevista raggiungere un tasso di crescita composto annuo del 3%, toccando i 2.100 miliardi di dollari nel 2023. Questo incremento è guidato soprattutto dalla spesa degli Stati Uniti e delle altre maggiori potenze – in Asia si tratta di Cina, India e Giappone - per modernizzare i propri eserciti.

In Europa i paesi Nato spingono aumento spesa in Difesa
In Europa, la crescita della spesa in difesa è trainata in particolare dall’aumento di budget dei Paesi Nato, con un target di spesa per la difesa che è atteso raggiungere il 2% del Pil, come chiedono da tempo gli Stati Uniti. In particolare, cresce il budget di Francia e Germania: La Francia ha allocato nel 2019 un budget di 48 miliardi di dollari con una crescita del +4,7% (rispetto allo scorso anno) e pari all’1,8% del Pil; il piano è quello di spingere la spesa del 40% entro il 2025, per raggiungere il target del 2% posto dalla Nato. La Germania invece ha allocato nel 2019 un budget di 53,3 miliardi di dollari, con una crescita del +10% (rispetto allo scorso anno). Entro il 2024, la spesa militare dovrebbe raggiungere l’1,5% del Pil, raggiungendo il target della Nato del 2031. Per quanto riguarda la Gran Bretagna, il suo budget per la difesa ammonta a 49 miliardi di dollari, al di sopra del 2% del Pil, ma in decrescita rispetto al 4% dalla fine della Guerra Fredda. Benché sia previsto un incremento del budget nei prossimi anni, la Brexit potrebbe avere effetti anche sulla performance del settore aerospaziale e della difesa, ad esempio nell’eventualità dell’introduzione di nuove tariffe in caso di rinegoziazione degli agreement commerciali con l’Unione Europea.

I trend del futuro: propulsione elettrica e mobilità aerea urbana
Tra i possibili trend che riguarderanno il settore aerospaziale e della difesa nei prossimi anni, tre sono le principali aree di sviluppo innovativo identificate:

Velivoli a propulsione elettrica. Con l’aumento delle emissioni di anidride carbonica da parte dell’industria aerospaziale, dovute ad una rapida crescita della domanda di viaggi aerei, alcune imprese consolidate del settore – tra cui Rolls-Royce and Safran – e diverse start up hanno cominciato a sviluppare dei sistemi di propulsione elettrica; l’obiettivo è quello di ridurre le emissioni, diminuire il rumore durante il volo e ridurre i costi.

Urban Air Mobility (UAM). Lo sviluppo dell’ecosistema della mobilità aerea urbana - costituito in particolare dai droni passeggeri - è atteso accelerare nei prossimi anni, a fronte della necessità di affrontare una serie di sfide che questo stesso sviluppo pone: nuova regolamentazione, nuove infrastrutture, nuovi sistemi di gestione del traffico e dell’energia sono infatti solo alcune delle aree di intervento che dovranno essere risolte nel prossimo futuro.

Ponti di volo automatizzati. Il passaggio a ponti di volo automatizzati porterà ad una riduzione dei membri dell’equipaggio in cabina di pilotaggio, con una conseguente riduzione dei costi per le compagnie aeree; questo, inoltre, permetterà di risolvere le criticità relative alla mancanza di piloti, che coinvolgerà sempre più le stesse compagnie aeree, anche a fronte dell’aumento della domanda di viaggi aerei e delle flotte.
«La crescente complessità dei requisiti di prodotto, sia nel settore commerciale che militare, richiede che le aziende del settore investano ulteriormente nella introduzione di nuove e avanzate tecnologie di produzione», afferma Gianluca Di Cicco, Aerospace & Defence Leader di Deloitte. «La domanda dei clienti è sempre più sfidante in termini di consegne e personalizzazioni e le aziende del settore dovranno aumentare la loro capacità ed agilità produttiva, anche dotandosi di strumenti predittivi di gestione e di controllo della qualità del prodotto. Solo continuando ad investire in tecnologia e digitalizzazione dei processi produttivi, le aziende del settore potranno migliorare la loro produttività ed efficienza».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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    Corrado PoggiRedattore Radiocor

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese, francese e spagnolo

    Argomenti: Bce, politica monetaria, società di rating, compagnie farmaceutiche, trasporti e auto

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