MERCATO IMMOBILIARE

Settore commerciale, investimenti ridotti di un quarto

Crollo dell’alberghiero. Capitali esteri concentrati tra Milano e (un po’) Roma

di Laura Cavestri

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Crollo dell’alberghiero. Capitali esteri concentrati tra Milano e (un po’) Roma


2' di lettura

Una battuta d’arresto – istantanea e imprevedibile – dopo i record macinati nel 2019. E soprattutto l’incertezza di capire quanto la crisi autunnale, la tenuta dei posti di lavoro e dei redditi delle famiglie potranno determinare effetti di più lungo periodo. Secondo l’ultimo Outlook di Scenari Immobiliari, Il fatturato del mercato immobiliare italiano, nel 2020, non raggiungerà i 110 miliardi di euro, in calo del 15,2% rispetto al 2019. Con il comparto residenziale che perde il 10%, l’alberghiero che crolla del 70 e il terziario di quasi il 30 per cento. In un Paese che, per il 75% dipende da investitori esteri, il Covid ha danneggiato soprattutto gli investimenti in immobili commercialI.

I danni al settore commerciale
A fotografare il quadro, l’ultimo studio di Bnp Paribas dedicato al segmento, secondo cui nel primo semestre 2020 il calo è stato del 25% annuo. Nel real estate commerciale italiano sono stati investiti poco più di 2 miliardi di euro nel secondo trimestre, pari a -38% rispetto allo stesso periodo del 2019 e del -13% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Anche il numero delle transazioni risulta dimezzato a 30 rispetto alle 60 riportato dello stesso periodo 2019.

In pratica, il primo semestre si chiude e con investimenti per 3,8 miliardi di euro contro i 5 miliardi del 2019. A pesare di più il segmento uffici, che nel semestre ha attirato 1,8 miliardi di euro di cui 1,5 solo su Milano. Il crollo dell’alberghiero è certificato dai numeri: 410 milioni di euro e un calo dell’80% rispetto alla prima metà del 2019. Il retail si è invece fermato a 800 milioni di investimento nel semestre. In coda – per volumi – la logistica, con un calo del 55% (280 milioni di euro nel primo semestre) nonostante durante i mesi del lockdown si sia visto un grande ricorso agli acquisti online.

Resta il problema della estrema polarizzazione degli investimenti, con Milano che è la “calamita” principale, seguita, spesso a distanza, da Roma. «La maggior parte degli investimenti, il 57%, sono giunti a Milano – spiegano gli analisti di Bnp Paribas – mentre a Roma si sono diretti il 9% del totale. La provenienza dei capitali è stata domestica per 1,1 miliardi di euro, destinati soprattutto al settore uffici. Tra gli investitori stranieri, Austria e Germania hanno primeggiato, con 480 milioni investiti. Altri 350 milioni sono giunti dagli Usa».

Stabili i rendimenti prime
Per il momento sembrano tenere i rendimenti sugli investimenti di fascia alta, intorno al 3,30% per il settore uffici a Milano a al 4% a Roma. Al 3,25% i rendimenti high street di Milano mentre per Roma si parla del 3,50%. Valori stabili anche per la logistica, rispettivamente al 5,25% il rendimento medio a Milano e al 5,50% quello di Roma.

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