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Settore in fermento dopo i conti di Prada e Richemont, corre Moncler

Numeri rassicuranti rispetto alla recente debolezza del comparto

di Eleonora Micheli

(Reuters)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lusso in fermento a Piazza Affari e sulle Borse europee, mentre le sfilate di moda maschili sono terminate a Milano e stanno per aprire le danze, quelle dell'alta moda, a Parigi. Alcuni gruppi, inoltre, hanno pubblicato l’andamento delle vendite del 2021, sostanzialmente incoraggiante. A Milano sotto i riflettori Moncler, dopo la frenata delle ultime sedute, salgono anche Aeffe e Brunello Cucinelli. Vanno bene anche le Ferragamo e le Tod's. A Parigi in luce Hermes, Lvmh e Kering.

Prada, quotata a Hong Kong, ha annunciato di avere chiuso il 2021 con ricavi totali per 3,364 miliardi di euro, in crescita a cambi costanti del 41% rispetto al 2020 e dell’8% rispetto al 2019. Merito del forte miglioramento registrato nel secondo semestre da ricavi, margini e generazione di cassa. Più nel dettaglio le vendite dei negozi a gestione diretta, incluso l’e-commerce, hanno mostrato nel secondo semestre un progresso a cambi costanti del 27% rispetto allo stesso periodo del 2020 e del 21% rispetto allo stesso periodo del 2019. L'ebit, inoltre, è stato preannunciato che ha registrato «un significativo incremento». La società ha prodotto anche una «forte generazione di cassa», che ha consentito al gruppo di raggiungere una Posizione Finanziaria Netta «ampiamente positiva» al 31 dicembre 2021.

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Inoltre, il colosso svizzero del lusso, Richemont, proprietario, tra l'altro, di Cartier e Piaget, ha registrato un'accelerazione delle vendite trimestrali, in crescita del 35% a 5,6 miliardi di euro, trainate dall'elevata domanda di gioielli e orologi durante le festività. Per il periodo da ottobre a fine dicembre, terzo trimestre dell'anno fiscale 2021/2022, il gruppo ha registrato un aumento delle vendite di gioielli del 38% al netto degli effetti valutari. In un confronto biennale, le vendite hanno superato il livello pre-crisi in tutte le regioni, canali di vendita e aree di business. Ma non è tutto. Anche la britannica Burberry ha comunicato i conti del suo terzo trimestre fiscale, ovvero le 13 settimane terminate il 25 dicembre. Rispetto ad altre società, i numeri sono risultati meno promettenti anche perché l’azienda è alle prese con un riassetto ai vertici visto che l’ad, Marco Gobbetti, ha lasciato per volare da Ferragamo. I suoi ricavi al dettaglio sono stati pari a 723 milioni di sterline, con un aumento del 5% (8% a valuta costante). A parità di punti vendita, il fatturato al dettaglio è aumentato del 7%, anche se risulta del 3% inferiore a due anni fa. L’azienda britannica si aspetta che l'utile operativo rettificato dell'anno in corso cresca attorno al 35% a valute costanti rispetto all'anno precedente.

Secondo Citigroup, il calo delle vendite al dettaglio rettificate di Burberry rispetto al trimestre precedente è stato ben comunicato ed è stato influenzato dagli sconti. È probabile che questi abbiano avuto un basso calo percentuale a due cifre su base più comparabile. Le previsioni della società sono sostanzialmente invariate, ma sono state aumentate per l'andamento all'ingrosso e del tasso di cambio. «Il titolo ha significativamente sottoperformato nel 2020 e nel 2021, scambiando con uno sconto di circa il 30% rispetto al settore sul suo rapporto tra prezzo e utili attesi nel 2022. Tuttavia, potrebbe esserci una mancanza di catalizzatori per il titolo fino a quando il nuovo ceo, Jonathan Akeroyd, non entrerà in carica ad aprile e annuncerà un possibile aggiornamento della strategia», hanno commentato gli analisti. Nei giorni scorsi la tedesca Hugo Boss aveva annunciato vendite del quarto trimestre da record, pari a 906 milioni di euro, in rialzo del 55% rispetto allo stesso periodo 2020 (+51% su basi comparabili) e del 12% rispetto al 2019. Nell’intero 2021 i ricavi dell’azienda teutonica si sono attestati a 2,78 miliardi, in progresso del 43% sul 2020 e sotto ai livelli del 2019 solo dell’1%.

Intanto gli analisti di Equita hanno apprezzato che Prada abbia anticipato a sorpresa il dato preliminare sul fatturato del 2021. «La decisione di anticipare il dato delle vendite e il tono molto positivo del comunicato stampa esprimono una visione ottimista sull`andamento del gruppo, con la società che vede ancora un forte consumer sentiment. Nel complesso ci sembra un messaggio rassicurante rispetto alla recente debolezza del titolo (e del settore)», hanno commentato, pur raccomandando cautela sulle azioni di Prada (‘Hold’), dal momento che i multipli, sebbene siano tornati più interessanti dopo la recente debolezza (27,4 volte il rapporto tra prezzo e utili attesi nel 2023), fanno delle azioni le «non più attraenti» del comparto del lusso. Intanto Bernstein ha espresso una raccomandazione positiva sulle azioni di Richemont (‘outperform’), dopo che i numeri annunciati hanno superato significativamente le aspettative nel terzo trimestre fiscale.

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