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Settore minerario, rinnovo contrattuale da 200 euro

I punti cardine riguardano anche interventi di welfare, formazione, salute, sicurezza, ambiente di lavoro e transizione energetica e ecologica

di Davide Madeddu

(Parilov - stock.adobe.com)

2' di lettura

Un aumento salariale di 200 euro e inoltre interventi che riguardano il welfare, la formazione, salute, sicurezza e ambiente di lavoro. E transizione, energetica e ecologica. Sono i punti cardine per il rinnovo del contratto di lavoro del settore minerario. Il passo più importante, quello che prevede l'accordo sull'ipotesi di rinnovo, è stato superato. Le rappresentante sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e i rappresentanti di Assorisorse, l'associazione confindustriale di categoria, hanno siglato l'intesa che andrà a interessare il settore che, in tutto lo scenario nazionale, coinvolge circa un'ottantina di aziende (nazionali e internazionali) e occupa circa 5 mila dipendenti diretti.

Durata triennale

La durata del nuovo contratto, una volta che l'ipotesi sarà votata dalle assemblee dei lavoratori, sarà triennale con decorrenza dal 1 aprile 2022 al 31 marzo 2025. «Il contratto - fanno sapere le organizzazioni sindacali con una nota congiunta - è stato sottoscritto in applicazione dell'accordo interconfederale Cgil, Cisl, Uil con Confindustria (9 marzo 2018), e richiama le prassi e le modalità proprie del settore.

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Un aumento da 200 euro

L'aumento contrattuale previsto nel triennio sarà di 200 euro (5° livello), diviso in 3 tranche: 45 euro dal 1 gennaio 2023, poi 75 euro dal 1 dicembre 2023 e 80 euro dal 1 gennaio 2025. «I valori corrisposti - sottolineano le organizzazioni dei lavoratori - non sono vincolati a successive verifiche degli scostamenti inflativi».

Transizione energetica ed ecologica

L'accordo, come sottolineato durante le fasi preparazione, si inserisce nell'ambito del processo che riguarda la transizione ecologica e che andrà a interessare anche il mondo delle attività estrattive. «Questo rinnovo si colloca in un contesto di generale ripresa del settore dovuta all'estrazione di materie prime funzionali alla transizione energetica ed ecologica - sottolineano Antonio Pepe (Filctem), Sebastiano Tripoli (Femca) e Daniele Bailo (Uiltec) - . In questo scenario bisognerà compiere scelte di indirizzo nella consapevolezza che i processi di transizione saranno lunghi e complessi e che il paese avrà ancora bisogno di fonti fossili estratte». Accordo che è solo un primo passo, perché, come sottolineano i sindacati «questo contratto dovrà dunque estendere la sua applicazione anche alle fonti di energia rinnovabile e dello stoccaggio energetico connesso ai siti minerari».

Il Welfare

Tra le iniziative previste c'è anche «l'implementazione dell'attuale sistema classificatorio, attraverso la costituzione di una commissione paritetica». Inoltre, per quanto riguarda il welfare contrattuale in programma l'avvio di un «percorso condiviso per incentivare l'iscrizione dei lavoratori ai fondi previdenziali sensibilizzandoli ai vantaggi della previdenza integrativa». E in proposito, sindacati e Assorisorse hanno condiviso «di introdurre, nel corso della vigenza contrattuale, forme più cogenti atte a favorire l'adesione ai fondi integrativi».

L'importanza della formazione

Non meno importante poi il capitolo che riguarda la formazione, per cui «sarà necessario un più ampio coinvolgimento delle rappresentanze per definire programmi di formazione continua, anche con la certificazione delle tappe formative con l'introduzione del libretto formativo». E poi salute sicurezza e ambiente,: «l'ipotesi d'accordo prevede la sperimentazione della possibilità di prevedere una figura di RLSA di sito che coordini gli RLSA delle aziende in appalto insistenti nell'area».


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