Il ricordo alla Luiss dell’uomo delle istituzioni

Severino: «Sulla decadenza Catricalà suggerì di dare potere al Parlamento»

La norma modificata è riuscita in tante occasioni a superare il vaglio della Corte Costituzionale e quello della Corte europea dei diritti dell’uomo

di Nicoletta Cottone

Morto Antonio Catricalà, addio ad un servitore dello Stato

2' di lettura

Antonio Catricalà fu un vero «uomo delle Istituzioni», «capace di rendersi utile, anzi indispensabile, in qualunque formazione di Governo». Così Paola Severino, ex Guardasigilli e vice presidente della Luiss Guido Carli, ha ricordato Antonio Catricalà nel corso di un convegno alla Luiss di Roma. La versatilità di Catricalà, ha spiegato Severino, «è confermata dal susseguirsi di una catena di incarichi davvero unica per quantità, qualità, multidisciplinarietà. Seguono infatti, dal 1994 in poi, interrotti solo dai periodi di presidenza della Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e della Autorità per la Concorrenza e il Mercato, gli incarichi di capo di Gabinetto della Funzione Pubblica e degli Affari Regionali, del ministero delle Comunicazioni (curando il processo di liberalizzazione delle telecomunicazioni), del ministero per le Riforme istituzionali».

«Grazie a Catricalà la legge sulla decadenza non automatica»

Severino ha raccontato quando il ministero degli Interni trasmise il testo della norma sulla decadenza: «sia io che il mio ufficio legislativo ci rendemmo conto che la disposizione, pur riferendosi, condivisibilmente, ai soli condannati con sentenza definitiva, poteva provocare un eccessivo automatismo». E ha ricordato che «la mattina in cui doveva tenersi il Consiglio dei ministri che avrebbe dovuto varare questa norma ebbi un incontro con Antonio ed, esaminato insieme il problema, egli diede con immediatezza e straordinario intuito giuridico un suggerimento che subito accolsi: riconoscere al Parlamento il pieno potere di decidere sulla decadenza o meno di un suo membro. Risultato che ottenemmo attraverso la modifica dell’espressione ’dichiarazione’ in ’deliberazione’».

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La norma superò più volte il vaglio della Corte costituzionale

Fu proprio in virtù di questo cambiamento, ha spiegato Severino. «che la norma è riuscita in tante occasioni a superare il vaglio della Corte Costituzionale e quello della Corte europea dei diritti dell’uomo. Essa ha cioè dato al Parlamento un pieno potere di valutazione che ha, per esempio, consentito di escludere la decadenza del senatore Minzolini, diversamente da quanto era precedentemente accaduto per il senatore Berlusconi». D’altra parte - ha concluso l’ex Guardasigilli - «al di là del caso di specie, ho sempre creduto che un governo di tecnici dovesse in ogni possibile occasione dare al Parlamento il pieno riconoscimento della sua alta funzione in un’ottica di bilanciamento costituzionale degli interessi politici».

Gianni Letta, «Da Severino parole vere sul tema della decadenza

Gianni Letta ha ringraziato «il coraggio e la discrezione con la quale la professoressa Severino ha affrontato un tema così delicato» come quello della legge sulla decadenza, rivelando un particolare inedito riferito ad Antonio Catricalà. Paola Severino - ha sottolineato Letta nel corso del suo intervento alla Luiss per la commemorazione del giurista scomparso lo scorso anno e che ieri avrebbe compiuto 70 anni - ha affrontato il tema «in modo scrupoloso e vero, e io ne sono testimone».


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