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Sferici, connessi e senza aria: gli pneumatici si preparano alla mobilità smart

Goodyear sta lavorando agli «pneumatici non pneumatici»: si parte dall’«airless» per arrivare alla gomma intelligente e a quella sferica

di Gianni Rusconi

4' di lettura

Scenari diversi per un mondo sempre più connesso e sostenibile: se applichiamo il concetto al mondo della mobilità, il pensiero corre alla guida autonoma (come traguardo di prospettiva) e ai veicoli elettrici e si specchia nelle livree delle auto farcite di tecnologia che costituiscono un punto di partenza già raggiunto.

In questo quadro si muove l'innovazione a livello di telematica, software e sensoristica del veicolo non solo dentro l'abitacolo, perché una spinta definitiva alla rivoluzione intelligente dell'automobile la possono dare anche i pneumatici.

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Ne è convinta Goodyear, da anni è al lavoro su un prototipo di pneumatico “airless” che potrebbe diventare realtà da qui al 2030, incontrando le esigenze di alcune specifiche tipologie di mobilità del futuro, a cominciare dai piccoli mezzi a guida autonoma adibiti al trasporto pubblico urbano o alla consegna a domicilio per arrivare alle vetture di serie, ai mezzi industriali e anche alle due ruote.

Pneumatici non pneumatici

Npt è un acronimo che pochi probabilmente conoscono e sta per “non pneumatic tires”. Il progetto, nato in Goodyear dieci anni fa, ha già trovato omologazione per la circolazione in pista e su strada in Lussemburgo, è prossimo alla certificazione Dot (Department of Transportation), ma prima di vederlo largamente applicato sulle strade occorrerà ancora tempo.

L’auto con gomma sferica

Un prototipo di Citroen con gli pneumatici sferici

Sempre che arrivi con successo alla fine del ciclo di sviluppo, anche se i risultati dei test indoor (4800 km percorsi a velocità dai 120 km orari fino a punte di 160) e di quelli condotti in strada è stato finora molto incoraggiante. L'essenza degli pneumatici non pneumatici è semplice. Non contengono al loro interno aria e sono composti da tre componenti: la struttura esterna (comprensiva del battistrada), la rete di collegamento interna al pneumatico realizzata in termoplastica che sostiene (insieme alla fascia elastica esterna) il peso del veicolo e il cerchio.

Il plus di queste gomme sicuramente sui generis? Offrire lo stesso feeling di un pneumatico tradizionale.

Senza manutenzione

All'Innovation Center di Colmar-Berg, alle porte della città di Lussemburgo, Goodyear lavora allo sviluppo degli pneumatici “airless” con un team di una trentina di persone, tra cui l'italiano Franco Sportelli, technical product manager. Il quale conferma come il loro pregio principale sia quello di essere “maintenance free”, e cioè non bisognosi (o quasi) di interventi di manutenzione ordinaria e non esposti al rischio di forature o cedimenti di pressione, aumentando l'efficienza d'uso a parità di prestazioni ed esaltando il paradigma dell'auto intelligente grazie alla sensoristica e al lavoro di analisi degli algoritmi che elaborano i dati raccolti.

Un altro pregio dichiarato (e non secondario) degli pneumatici non pneumatici, al pari del maggiore comfort di guida in termini di aderenza anche con carichi pesanti, è la sostenibilità. A tendere saranno prodotti al 100% con materiali (olio, plastica, gomma) naturali e riciclabili mentre le parti in termo plastica a base di polimero elastomerico potranno essere prodotte anche con stampanti 3D.

Il punto di svolta tecnico, come sottolinea Sportelli, è però un altro: «Diminuire la pressione di contatto al suolo, scaricando il peso su tutto il resto della gomma, ma questa tecnologia diventerà uno standard solo se altri supplier di pneumatici seguiranno questa strada».

Le gomme “maintenance free”, in ogni caso, sono nella visione di Goodyear un elemento differenziante dell'auto a guida autonoma e lo sono per l'appunto per i vantaggi che possono garantire in termini di affidabilità: anche quando qualcosa va storto, la struttura del pneumatico consente al veicolo di continuare a funzionare ed essere efficiente per molti chilometri senza alcuna preoccupazione e in generale allungandone la vita, riducendo il flusso di smaltimento dei prodotti esausti.

Il futuro nella gomma sferica

Se l'obiettivo tecnologico di produrre il primo pneumatico al mondo al 100% sostenibile entro il 2030 è strettamente collegato al progetto Npt, in casa Goodyear c'è un altro prototipo che aspetta di vedere negli anni a venire il mercato ed è quello progettato su misura per la Citroën Autonomous Mobility Vision.

Parliamo del pneumatico sferico Eagle 360, che il costruttore francese ha sposato per i veicoli urbani a guida autonoma basati sulla piattaforma elettrica multidirezionale autonoma “Skate”, che può ospitare una serie di diversi “pod” (capsule) per offrire vari servizi di mobilità.

Il pneumatico ha visto la luce al Salone dell'Automobile di Ginevra nel 2016, anno in cui la rivista Time lo elesse fra le 25 migliori innovazioni a livello mondiale, e fa dell'elevata manovrabilità la sua caratteristica più importante. La forma sferica permette infatti movimenti laterali in tutte le direzioni favorendo il livello di mobilità del veicolo, specialmente in spazi ristretti.

Eagle 360 ha inoltre altre due importanti prerogative: quella di essere un pneumatico “airless”, e di non richiedere di conseguenza il monitoraggio della pressione, e quella di avere un'usura molto più lenta di una gomma convenzionale in virtù di una superficie del battistrada quattro volte superiore.

Ma non solo. La struttura interna rigida e la mescola a bassa resistenza al rotolamento riducono la deflessione nel punto di contatto con la strada per contenere la perdita di energia e i consumi, estendendo l'autonomia della batteria di un veicolo elettrico.

Le premesse per la mobilità intelligente ci sono dunque tutte, ma allo stato attuale i pneumatici connessi e “airless” sono prototipi ancora lontani dal trovare applicazione nelle strade. Anche in quelle delle città più smart.

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