le primarie tra gli iscritti il 14 maggio

Sfida Salvini-Fava su alleanze e Ue, la Lega elegge il suo segretario

di Andrea Marini


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(ANSA )

2' di lettura

Domenica 14 maggio, dalle 9 alle 18, soci ordinari e militanti della Lega con almeno 12 mesi di tesseramento al 31 dicembre 2016 si recheranno nelle sedi provinciali del partito per eleggere il nuovo segretario del Carroccio. A contendersi la carica saranno il leader uscente Matteo Salvini (che ha raccolto a sostegno della sua candidatura 6.925 firme, l’87%) e Gianni Fava (1.055 firme raccolte, il 13%), assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia (guidata da un altro leghista, Roberto Maroni). Il congresso che dovrà incoronare il vincitore si svolgerà il 21 maggio a Parma.

Fava e l’anima «indipendentista»
«Un ribaltone è improbabile», ha ammesso lo stesso Fava, che rappresenta l’ala indipendentista della Lega (è sostenuto dal leader storico Umberto Bossi), quella della vecchia guardia che non ama l’allenaza antieuropeista con Marine Le Pen (il problema «è l’Italia, non l’Europa»). Sul fronte delle alleanze interne Fava guarda al modello del centrodestra che governa la Lombardia (quindi una coalizione “ampia” di centrodestra). Il governatore della Lombardia Roberto Maroni (che nel 2013 da segretario della Lega si ritirò a metà mandato per ricoprire a tempo pieno il ruolo di presidente della Regione) non si è schierato apertamente con nessuno dei contendenti.

Salvini e la guida di una coalizione «sovranista»
Matteo Salvini – già da quando diventò segretario della Lega Nord nel 2013 battendo Umberto Bossi – rappresenta la svolta rispetto alla vecchia guardia leghista (fu il primo segretario non della generazione dei fondatori). Dopo aver passato 19 anni nel consiglio comunale di Milano, a 40 anni si insediò al vertice del Carroccio puntando sull’immagine di una Lega «di battaglia»: riprendere la sovranità dall’Europa, alleanza con i partiti euroscettici d’Oltralpe. Una visione “sovranista” che ha portato il Carroccio dal 4% alle politiche del 2013 a contendere la leadership del centrodestra a Silvio Berlusconi, con conseguenti frizioni con Forza Italia.

Il nodo Lombardia
La prima sfida che il neosegretario dovrà affrontare sarà la partita per le regionali in Lombardia (il mandato di Maroni scade nel 2018). Tutta da costruire l’alleanza del centrodestra, anche se finora, sui territori, l’intesa tra Fi e Carroccio è stata meno complicata rispetto alle schermaglie che si registrano a livello nazionale. Ma prima ci sarà un’altra tappa importante: domenica 22 ottobre si terrà il referendum consultivo per l’autonomia della Lombardia, lo stesso giorno del referendum in Veneto. Poi ci saranno le politiche (a meno di voto anticipato, previste per la primavera 2018), dove Salvini punta a diventare leader del centrodestra, ma forte è l’opposizione di Berlusconi.

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