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Sfilate (filmate) e mini clip: così Dolce&Gabbana portano l’alta moda nel digitale

La nuova formula che ha sostituito le passerelle fisiche a Milano per l’alta moda e l’alta sartoria, in attesa dell’evento di Firenze previsto per settembre

di Giulia Crivelli

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La nuova formula che ha sostituito le passerelle fisiche a Milano per l’alta moda e l’alta sartoria, in attesa dell’evento di Firenze previsto per settembre


3' di lettura

Verba volant: le parole vanno perdute nel vento. Scripta manent: ciò che è scrittore resta. Come resta ciò che viene fatto e poi filmato. Scripta et video manent , potremmo dire, nel caso di Dolce&Gabbana. Il consueto appuntamento estivo con alta moda e sartoria e alta gioielleria e orologeria avrebbe dovuto tenersi a Milano, con ospiti da tutto il mondo per quattro giorni di sfilate e presentazioni, certo, ma anche di eventi, incontri, degustazioni, visite a musei e luoghi iconici della città. La pandemia ha rischiato di annullare tutto, ma non è stato così. Gli abiti e gli accessori, i gioielli e gli orologi, frutto di mesi di lavoro degli stilisti e di centinaia di artigiani, ci sono. E ci sono state persino le sfilate, a porte chiuse si intende. Sono state filmate, forse persino con maggior cura rispetto a simili eventi del recente passato. Ai 15-20 minuti (tanto dura in genere una sfilata) che documentano l’uscita delle modelle e modelli, Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno aggiunto centinaia di mini clip per ogni look, abito, accessorio, gioiello femminile e maschile e orologio.

«Tutto iniziò a Taormina nel 2012, quando organizzammo il primo weekend lungo dedicato alle collezioni più esclusive – raccontano Domenico Dolce e Stefano Gabbana –. Di stagione in stagione il rapporto con i clienti si è fatto sempre più stretto e questi appuntamenti sono diventati delle vere e proprie full immersion nello stile di vita italiano, non solo nell’universo Dolce&Gabbana». Dall’inizio della pandemia sono stati annullati gli impegni all’estero delle sarte e sarti del marchio, che spesso portano di persona gli abiti o gli accessori acquistati in Italia e che poi magari hanno richiesto piccole modifiche o personalizzazioni. «Questi viaggi riprenderanno e speriamo di rivedere clienti internazionali già in settembre, quando saremo a Firenze per un evento speciale di alta moda e alta sartoria (si veda Il Sole 24 Ore del 28 giugno) – aggiungono i due stilisti e imprenditori –. Nel frattempo, siamo rimasti in contatto e abbiamo prodotto centinaia di brevi video per mostrare gli abiti indossati e illustrare ogni dettaglio di lavorazione».

È sempre un privilegio ascoltare un artigiano che racconta come ha creato un oggetto; lo è anche sentire Domenico Dolce e Stefano Gabbana che parlano delle loro collezioni. Di solito lo fanno nel backstage, a pochi minuti dall’inizio di una sfilata: vale per il pret-à-porter e per l’alta moda. Questa volta l’hanno fatto grazie al digitale, mettendoci forse persino qualcosa in più, per supplire alla mancanza di autentica fisicità. Nei video per i clienti hanno raccontato il lavoro artigianale, invisibile agli occhi dei più, che c’è dietro ogni abito o accessorio e dato qualche indicazione sull’ispirazione generale delle collezioni. «La collezione di alta moda è un viaggio nelle località più belle e iconiche del nostro Paese: gli abiti fanno sognare a occhi aperti e portano a Portofino, tra i faraglioni di Capri, nel teatro greco di Taormina o tra profumi e sapori di Palermo– concludono gli stilisti –. Fulcro della collezione sono vivaci e coloratissimi foulard che, indossati, si trasformano in caftani, abiti, soprabiti kimono, bluse e sensuali tute annodate. Per l’alta sartoria da uomo ci siamo ispirati allo stile e alla personalità dei grandi visionari, filantropi e mecenati, italiani e non solo, che tanto hanno amato e fatto per l’Italia».

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