intervista Giancarlo Giachino

«Sfruttiamo la crisi Covid per costruire la ripartenza»

Il presidente di Confindustria Valle d'Aosta affronta un biennio carico di incognite

di Carlo Andrea Finotto

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Giancarlo Giachino

Il presidente di Confindustria Valle d'Aosta affronta un biennio carico di incognite


4' di lettura

Giancarlo Giachino si appresta ad affrontare il suo secondo biennio alla guida degli industriali valdostani. E non sarà un biennio facile, con l’economia regionale, nazionale e internazionale sbriciolata dall’epidemia di coronavirus e la seconda ondata in corso con numeri e impatti superiori alla prima. Le ripercussioni della pandemia si stanno facendo sentire, e i loro effetti rischiano di essere prolungati nel tempo, soprattutto sul fronte degli ordinativi, sia interni che esteri, spiega Giachino, che sottolinea anche come la crisi in atto debba essere occasione per porre le basi di una ripartenza, soprattutto con investimenti sul fronte della digitalizzazione delle imprese e di industria 4.0. Il presidente di Confindustria Valle d’Aosta mette l’accento anche sul ruolo di supporto che le imprese si aspettano dalla rinnovata giunta regionale.

Come si appresta ad affrontare questo mandato alla guida delle imprese valdostane?
Ho iniziato la mia esperienza alla guida dell’Associazione due anni fa e cardine del mio mandato è sempre stato quello di pormi all’ascolto delle nostre realtà produttive, delle loro esigenze, dei loro problemi. L’ascolto del territorio è per me vitale per mettere in campo tutte quelle energie propositive che da sempre contraddistinguono il nostro tessuto produttivo.

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Come pensa che impatterà questa recrudescenza dell’epidemia dopo il già pesante lockdown di primavera?
Siamo molto preoccupati per l’attuale situazione che vede crescere il numero dei contagiati giorno dopo giorno. La tutela della salute rimane per noi una priorità ma siamo spaventati da un possibile nuovo lockdown che metterebbe letteralmente in ginocchio diverse aziende che con molta fatica si stanno riprendendo dalla prima fase di contenimento del virus.

La crisi generata da questa seconda ondata avrà un effetto consistente sulla nostra economia e la nostra Regione che in rapporto al numero di abitanti sta riscontrando valori che le danno il triste primato di Regione più colpita non potrà sottrarsi a questo difficile scenario.

Quali sono i settori produttivi che suscitano maggiori preoccupazioni per quanto riguarda la tenuta?
In base ai dati emersi dalla nostra consueta indagine trimestrale, gli effetti del Covid-19 hanno condizionato l’attività produttiva delle imprese industriali valdostane anche nel quarto trimestre dell’anno. Il recupero dovuto alla riapertura delle attività è soffocato da un’estrema incertezza sui tempi di uscita dalla crisi sanitaria.

Secondo i dati del Csc (Centro studi Confindustria, ndr) le conseguenze della pandemia sono state gravi soprattutto per l’industria, che ha risentito della cancellazione di ordini dal mercato interno ed estero, e per alcune attività terziarie (turismo, trasporti, attività ricettive e di ristorazione).

Ci sono comparti che, secondo lei e secondo i dati in vostro possesso, riescono a reagire meglio di altri alla situazione contingente?
In base ai dati della nostra consueta indagine trimestrale, il settore manifatturiero rispetto a quello dei servizi sembra reggere meglio l’urto che la crisi generata dalla pandemia ha provocato.

Quali sono secondo lei i fattori su cui il sistema imprese valdostano deve puntare per uscire dall’emergenza senza eccessivi contraccolpi?
Proprio nei momenti di crisi bisogna porre, a mio avviso, le basi per il rilancio delle attività in maniera più performante di quanto non avvenisse prima; bisogna cioè anche considerare la crisi come un momento in cui si possono ripensare i modelli produttivi per riaffacciarsi sui mercati con un nuovo slancio. E molte nostre realtà produttive stanno andando proprio in questa direzione. Beneficiando anche dei contributi messi a disposizione dall’Amministrazione regionale molte imprese stanno investendo in servizi per la digitalizzazione dei processi in un’ottica industria 4.0.

E questa per me è la chiave per uscire dalla crisi: investire in beni ma anche e soprattutto nel capitale umano.

Le nuove misure messe in campo dal governo, valide fino a quasi fine novembre, bloccano tra gli altri settori anche quello dello sci. Quale sarà l’impatto su questo settore cruciale?
Il turismo e tutto l’indotto da esso generato, per la nostra Regione, è vitale e quindi pensare di chiudere gli impianti vuol dire condannare la nostra realtà ad una stagione disastrosa dal punto di vista delle presenze turistiche e la cosa desta in noi più di una preoccupazione anche perché molte aziende che noi rappresentiamo sono legate al turismo e temiamo fortemente per un loro ridimensionamento.

Quali sono secondo Confindustria Valle d’Aosta le priorità per la tenuta e il rilancio del sistema economico regionale?
Le pesanti ripercussioni che il Covid-19 sta avendo a livello produttivo, occupazionale e sociale obbligano a riflettere sugli strumenti necessari a fronteggiare le conseguenze, sul piano della complessa stagione di crisi industriale che si sta profilando. Sarà in primis necessario dotare il mercato del lavoro di nuovi strumenti, che consentano di comprendere le linee di evoluzione dei fenomeni e individuarne la natura in modo da gestirne al meglio gli effetti. Sarà poi vitale pensare a dei meccanismi di contributi, con una visione di lungo periodo, che consentano alle imprese di mitigare gli effetti della crisi con la prospettiva di nuovi investimenti che consentano alle realtà produttive di agganciare la ripresa che ci auguriamo ci sia nei prossimi anni.

Cosa vi aspettate dalla nuova giunta regionale scaturita dalle recenti elezioni?
Come Confindustria Valle d’Aosta riteniamo che punti fondamentali nell’agenda del futuro governo debbano essere tutte quelle azioni finalizzate alla crescita del capitale umano delle imprese, a tutti i livelli.

Auspichiamo come Associazione che vengano utilizzate tutte le azioni di formazione continua a disposizione per mantenere ed accrescere la competitività dei settori portanti dell’economia valdostana senza tuttavia tralasciare i “nuovi settori” ed in tal senso non possiamo che richiamare l’attenzione dell’Amministrazione regionale sulle crescenti richieste di figure Ict da parte delle nostre imprese.

Per mantenere un ruolo di rilievo occorrerà inoltre innalzare costantemente la qualità, il grado di innovazione e l’efficienza dei prodotti e dei servizi offerti. Negli ultimi anni sono aumentati gli investimenti delle imprese in innovazione e ricerca; sono stati attivati strumenti di agevolazione regionali, alimentati con fondi comunitari, fortemente utilizzati dalle imprese, che devono essere ulteriormente implementati.

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