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Sfuma l'ottimismo sulla ripresa dei mercati. Il 77% operatori si aspetta Borse in calo o stabili

Il dato emerge dal sondaggio di giugno condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. L'euro nei prossimi sei mesi non è visto in ripresa mentre, per metà degli operatori, lo spread BTp/Bund si muoverà in area 200-250

di Chiara Di Cristofaro

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Sfuma l'ottimismo sui mercati e le previsioni di un rialzo delle Borse lasciano il posto a un quadro in peggioramento. E' quanto emerge dal sondaggio di giugno condotto da Assiom Forex tra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. Il 77% degli intervistati stima Borse in calo, o stabili su questi livelli, di qui a fine 2022. Sale infatti al 39% dal 31% di maggio il numero di chi si aspetta che la Borsa da qui a sei mesi resterà stabile e aumenta dal 34% al 36% chi si aspetta cali compresi tra il 3% e il 10% (il 2% degli intervistati teme un calo a doppia cifra, erano l'1% a maggio).

Diminuisce notevolmente la quota degli ottimisti: solo il 20% (dal 35%) punta a un mercato in rialzo (il 3% a doppia cifra). «Dall’ultima rilevazione che monitora, come ogni mese, il sentiment degli operatori di mercato, giugno è risultato uno dei mesi più negativi di sempre», commenta il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio. «Negli ultimi 30 giorni, infatti, le condizioni generali in peggioramento su tutti i fronti (scarsità delle materie prime, eventi geopolitici e climatici avversi, pandemia) hanno diminuito le precedenti previsioni di un rimbalzo veloce degli indici: le incognite legate a rialzi inflattivi, aumento dei tassi di sconto da parte delle banche centrali e loro conseguenze sull’andamento del ciclo economico hanno smorzato i primi germogli positivi che a fine maggio, a conclusione di un paio di mesi caratterizzati da discese continue, facevano sperare in una rapida ripresa».

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Per il 75% degli operatori euro sarà ancora sotto pressione

Aspettative in calo anche per l'euro nei prossimi sei mesi da parte degli operatori finanziari. «Il 75% degli operatori escludono che la moneta unica possa rivalutarsi nei prossimi sei mesi, nonostante il ciclo di rialzi comunicato anche dalla Banca Centrale Europea», sottolinea Massimo Mocio. Nel dettaglio, il 46% si aspetta un cambio stabile, a fronte di un 29% che prevede un calo. Rialzo atteso per il 23% degli operatori, mentre un forte rialzo è prevedibile per il 2%. A fine maggio l'euro/dollaro era a quota 1,0751 mentre a fine giugno era passato a 1,0517 con un calo di oltre il 2%. Con l'inizio di luglio la performance è peggiorata ulteriormente e l'euro è sceso sotto quota 1,03, sui minimi da 20 anni.

Spread BTp/Bund visto in area 150/250 punti

Sul fronte obbligazionario, da qui a sei mesi il differenziale di rendimento tra BTp e Bund è atteso muoversi in area 200/250 punti. In particolare, il 49% degli intervistati prevede uno spread tra 200 e 250 punti base, mentre per un altro 41% sarà tra 150 e 200 punti base. «In attesa di capire come funzionerà il famoso scudo anti-spread, i cui dettagli tecnici saranno resi noti al board del 21 luglio in cui la Bce dovrebbe alzare i tassi d’interesse per la prima volta dal 2011 - dice il presidente di Assiom Forex - il 90% degli intervistati stima che il differenziale di rendimento con i Bund tedeschi possa mantenersi stabilmente tra 150 e 250 punti per tutto l’anno». Solo un 5% pensa che il differenziale possa superare i 250 punti base, mentre il 2% stima che si possa stringere fino a 50-100 punti base.

Inflazione e incertezza pesano su scelte famiglie e imprese

Sul fronte degli investimenti e dei consumi, per il 71% degli intervistati già nel corso di quest’anno «si dovrebbe assistere ad un forte rallentamento dei consumi privati e degli investimenti da parte delle imprese. A pesare, secondo gli operatori, saranno soprattutto l’inflazione elevata e un’incertezza diffusa», spiega Massimo Mocio. Per il 71% degli intervistati, quindi, l'alta inflazione e l'incertezza peseranno sulle scelte di famiglie e imprese mentre per il 29% l'economia si dimostrerà più resiliente delle attese anche grazie ai fondi del Pnrr.

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