IL GRUPPO DIVENTA operatorE Integrato nel trattamento acque

Shale gas: così De Nora riduce l’impatto ambientale

di Stefano Carrer

Il Ceo Paolo Dellachà

4' di lettura

Il gruppo De Nora, leader nelle tecnologie elettrochimiche, ha migliorato i risultati nel 2018 e quest'anno ha accelerato la sua diversificazione nel settore del trattamento delle acque fino a diventare un operatore integrato di primo piano nell'economia circolare riguardante il settore dello shale gas. La società (1.600 addetti, di cui 250 in Italia, dove è situata una delle 11 fabbriche) ha conseguito l'anno scorso un giro d'affari di 462 milioni di euro (+8,7%), con un analogo incremento dell' ebitda adjusted a oltre 76 milioni, proseguendo nel percorso di crescita che il colosso Usa del private equity Blackstone - entrato nel capitale due anni fa con il 32,9% - si attende per attuare in un futuro non molto lontano una “exit strategy” attraverso la cessione della quota o la sollecitazione verso uno sbarco in Borsa.

GUARDA IL VIDEO: De Nora in alleanza con Blackstone

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«Risultati in linea con gli obiettivi del piano industriale, ma anche superiore alle aspettative in una situazione di mercato complessa», osserva l'amministratore delegato Paolo Dellachà, che sottolinea la ripresa della crescita anche per linee esterne: «Dopo aver rilevato nel 2015 Severn Trent ci eravamo un po' fermati per concentrarci sull'integrazione dei business acquisiti e sulla crescita organica. Nel giro di otto mesi abbiamo messo a segno tre acquisizioni. E ne abbiamo allo studio altre, sia pure non per l'immediato».

Risparmio e riutilizzo dell’acqua
Uno shopping concentrato negli Stati Uniti, che ormai contano per quasi il 40% dei ricavi della multinazionale milanese: nel luglio 2018 Water Star nel settore elettrochimico, e tra febbraio e aprile di quest'anno prima Miox (ampliando il portafoglio di tecnologie per il trattamento acque) e poi Neptune Enterprises. Quest'ultima è subito confluita nella neonata De Nora Neptune, che integra le tecnologie proprietarie con i servizi e il supporto on-site nel trattamento acque inizialmente nel bacino Permian, tra Texas e Nuovo Messico, fulcro dell'estrazione di petrolio e gas dalle rocce di scisto (shale gas): un nuovo modello di business, insomma, piu' oneroso ma alla lunga - anche perché pagato per quantità di acqua trattata - più vantaggioso nel promuovere l'ampliamento della base installata delle tecnologie di una azienda che del resto è in grado di offrire soluzioni per tutto il settore dell'Oil & Gas, sia onshore sia offshore.

Se il fracking è un sistema controverso, sotto accusa da parte degli ambientalisti, certamente le tecnologie De Nora ne riducono i danni: «L'acqua che viene trattata con i nostri sistemi può essere riutilizzata per uso agricolo», evidenzia Dallacha': il riciclo efficace dell'acqua che, depurata, viene iniettata in profondità e poi riemerge molto inquinata non solo elimina le necessità di smaltimento, ma consente persino di recuperare quantità addizionali di petrolio. Il possibile reimpiego in agricoltura aggiunge valore economico alla tutela ambientale (“Ma lì ho visto aziende agricole abbandonate: c'è chi smette e ormai preferisce limitarsi a vendere l'acqua dei suoi pozzi agli operatori petroliferi, aspettando il bonifico a fine mese…”, aggiunge Dellacha').

L'azienda sottolinea che “l'acqua rappresenta una spesa significativa per le operazioni di esplorazione e estrazione del petrolio (onshore E&P) e la riduzione del consumo di acqua è sempre più un fattore critico da tenere in considerazione sia da un punto di vista ambientale che economico. Un efficace riciclo dell'acqua prodotta, quindi, ne riduce il costo ed elimina la necessità di smaltimento di enormi quantità di acqua inquinata da idrocarburi. Inoltre, disinfettando l'acqua prima dell'uso nelle operazioni di fracking elimina i batteri che generano l'idrogeno solforato, un gas pericoloso, oltre che costoso da rimuovere, evitando così che il pozzo diventi acido”.

Verso l’economia dell’idrogeno
Un altro comparto su cui De Nora punta è quello che il responsabile globale dello sviluppo del business, Luca Buonerba, più che chiamare stoccaggio o risparmio di energia, definisce «transizione energetica focalizzata sull'idrogeno e sulla riduzione delle emissioni di Co2»: «Per noi il comparto dell'energia è un driver ancora agli inizi - dice - ma crediamo fermamente che l'idrogeno diventerà il vettore energetico fondamentale per evitare il ricorso agli idrocarburi e anzi per consumare Co2». «Certo – aggiunge – molto dipenderà dalla tempistica con cui le penalità per la produzione Co2 (attualmente intorno a 20 euro per tonnellata) raggiungeranno gli 80 euro, livello sul quale l'idrogeno diventa economicamente competitivo. Siamo fiduciosi che l'economia dell'idrogeno decollerà tra il 2020 e il 2025 e noi intendiamo essere tra i protagonisti».

Una nuova dirigente per le acque
Il settore del trattamento acque dal primo giugno ha una nuova responsabile, Mirka Wilderer, tedesca trasferitasi 10 anni fa negli Usa, che è diventata Ceo di De Nora Water Technologies dopo esser entrata nel gruppo nel febbraio di quest'anno come global integrator director. “In tutta la mia vita sono sempre stata circondata da persone con la passione e orgoglio di prendersi cura dell'acqua, primi fra tutti i miei genitori devoti professionisti nel settore acqua - ha detto Wilderer - Con una reale passione per la gestione internazionale, sono lieta di entrare a far parte di un'azienda con un'impronta veramente globale - una presenza capillare in tutto il mondo compreso mercati emergenti quali la Cina, il Giappone e il Brasile. La visione che ho per De Nora Water Technologies è quella di avere crescita esponenziale nel mercato coltivando i talenti, l'esperienza e l'impegno del nostro team globale. Il nostro obiettivo è diventare il partner scelto dai nostri clienti per trattare in modo sostenibile una risorsa che tocca ciascuna delle nostre vite e renderla semplice e facile.
“Mirka ha anni di successo alle spalle nella realizzazione di soluzioni innovative volte a guidare e gestire il cambiamento e la trasformazione del business - ha detto Dellachà .- Con l'avvicinarsi del nostro centenario, il successo dimostrato, l'entusiasmo e la mentalità imprenditoriale di Mirka rappresentano il nuovo approccio di cui avevamo bisogno per realizzare i nostri obiettivi e traghettarci in un altro secolo di fornitura di tecnologie sostenibili”.

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