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Shale oil, la nuova offerta di Occidental tenta Anadarko

di Sissi Bellomo

(REUTERS)

3' di lettura

La sfida per lo shale oil di Anadarko è ormai alle battute finali. Una nuova offerta di acquisto avanzata domenica da Occidental, ancora più ricca di contanti e di altre condizioni favorevoli, dovrebbe far scattare il conto alla rovescia per un eventuale rilancio o per il ritiro dalla contesa da parte di Chevron, che rischia di rimanere a bocca asciutta meno di un mese dopo la firma di un accordo amichevole che le avrebbe consegnato la compagnia per 50 miliardi di dollari.

Il consiglio di amministrazione di Anadarko, che aveva già deciso di riaprire le trattative con Oxy, si appresta secondo indiscrezioni raccolte da Cnbc a definire «superiore» l’ultima proposta: un atto a partire dal quale Chevron avrebbe quattro giorni per fare una contromossa.

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Occidental, che corteggia invano Anadarko dal 2017, è tornata alla carica con decisione nelle ultime settimane. E ora non risparmia colpi pur di affondare il progetto di fusione con la major rivale. Dopo aver portato dalla sua parte Warren Buffett – che ha promesso un investimento da 10 miliardi di $ se la scalata avrà successo – la compagnia guidata dalla combattiva Vicki Hollub ha annunciato un accordo anche con la francese Total, che rileverebbe per 8,8 miliardi gli asset africani di Anadarko. Inoltre ha ulteriormente addolcito la sua offerta d’acquisto.

L’importo rimane lo stesso (76 $ per azione per un totale di 57 miliardi incluso il debito ) ma la porzione di contanti diventa ancora più generosa, il 78% invece del 50%, ossia 56 $ per azione. Chevron offre 65 $ per azione, di cui solo un terzo cash.

Occidental si è anche candidata a pagare la breaking fee da un miliardo di dollari dovuta a Chevron. Ma soprattutto – proprio grazie al maggiore esborso di contanti – si è liberata dall’obbligo di sottoporre la scalata al giudizio dei suoi azionisti, un aspetto sgradito al board di Anadarko perché rendeva più incerto l’esito dell’operazione. Il voto in assemblea non serve più, perché si riduce l’emissione di nuove azioni.

Tra i soci Oxy resta comunque palpabile il disagio per un’acquisizione a leva che, nonostante i patti con Buffett e con Total, potrebbe rivelarsi un boccone indigesto. T. Rowe Price Group la settimana scorsa aveva sconsigliato di accollarsi un debito eccessivo per avventurarsi in attività sconosciute (Occidental è attiva solo nel bacino shale di Permian)  e aveva minacciato di sfiduciare il cda all’assemblea del 10 maggio se l’operazione fosse stata sottratta al voto.

A mettere i bastoni tra le ruote potrebbe contribuire anche Carl Icahn: l’ investitore attivista secondo Bloomberg avrebbe appena comprato una quota di Occidental.

La nuova proposta costringe Occidental a sborsare circa 30 miliardi di dollari in contanti (rispetto ai precedenti 19 miliardi) ma la ceo Hollub ha spiegato che era l’unica opzione praticabile per avere «una ragionevole chance» di riuscita del deal: così la compagnia può «giocare ad armi pari» con Chevron, che non ha mai avuto bisogno dell’ok degli azionisti.

Hollub ha anche diffuso il testo di una sua lettera al cda di Anadarko, da cui trapela frustrazione per l’andamento delle trattative: «Restiamo perplessi di fronte alle vostre apparenti resistenze alla possibilità di ottenere molto più valore per gli azionisti».

Il mercato però ora comincia a crederci. Con un balzo di oltre il 4% a Wall Street, Anadarko ieri si è allineata per la prima volta al prezzo dell’offerta di Occidental.

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