intervista

Shannon Knapp: «L’Italia centrale nella strategia di Leading Hotels of the World»

Incontro con la prima presidente e ceo donna dei 90 anni di storia della più importante colleizone di alberghi di lusso al mondo: «Nessuno come gli albergatori italiani sa comunicare e tutelare la bellezza»

di Lucilla Incorvati


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Shannon Knapp

4' di lettura

Shannon Knapp è la prima donna a essere nominata presidente e Ceo di Leading Hotels of the World, la più importante collezione di alberghi indipendenti di lusso al mondo, che ha 90 anni di storia. Ha condiviso con Il Sole 24 Ore la sua visione e la sua strategia per portare Leading Hotels (Lhw) nel futuro.

Dottoressa Knapp, in un mondo che cambia velocemente anche nell'ospitalità di lusso qual è il ruolo di Lhw?
«Lhw è una collezione di alberghi pensata per viaggiatori curiosi alla ricerca di alberghi di lusso indipendenti. Più di 400 hotel, situati in oltre 80 Paesi, tutti di altissimo livello, con un servizio straordinario e dove si cerca di rispecchiare e essere fedeli all’essenza del posto in cui sono situati. C’è un altro dato da tener presente: l'88% dei nostri hotel è di proprietà familiare e il 95% degli alberghi ha un marchio indipendente. Un dato, questo, che contrasta con quelli che sono i trend mondiali dell'hotellerie dove assistiamo sempre più a grandi fenomeni di fusione e aggregazione. Uno per tutti è il matrimonio tra i due giganti Marriott e Starwood Hotels. Il nostro ruolo è quello di supportare il più possibile l'indipendenza dei nostri hotel e la loro autenticità, attraverso una serie di attività (mkt, programmi di fidelizzazioni, altro) che consentono ai nostri hotel indipendenti, spesso con una lunga storia e una tradizione che si tramanda da generazioni di competere in un contesto globale, senza perdere l'autenticità che li caratterizza».

Palazzo Avino, Ravello

Come si accede a Lhw?
«Innanzitutto un hotel deve essere segnalato da un albergo già affiliato e deve richiederne l'ammissione. L’albergo deve rientrare nella categoria lusso, dimostrare le sue caratteristiche “remarkably uncommon” e soddisfare altissimi standard di qualità e di unicità. Gli alberghi vengono valutati attraverso ispezioni annuali basate su oltre 800 criteri. Insomma, non è facile essere ammessi e neppure restarci».

Il 2018 è stato un anno record per Lhw. La società ha generato revenue per gli alberghi della collezione pari a 1 miliardo di dollari. Ci può dare delle anticipazioni sul bilancio del 2019?
«Il 2019 sta procedendo molto bene e pensiamo che l'anno si concluderà cin linea a 2018. Merito anche dei nuovi servizi che sono stati avviati lo scorso anno: in occasione del 90esimo anniversario, Lhw ha infatti rinnovato il loyalty program Leaders Club con una serie di novità e vantaggi per migliorare le esperienze dei viaggiatori curiosi. Saper sorprendere e allo stesso tempo accontentare ospiti così sofisticati non è facile, perché è molto legato a scelte e gusti individuali. Ma grazie a un lavoro di squadra e di osservazione sui nostri clienti, di cui conosciamo gusti, passioni e desideri, riusciamo a supportare le proposte dei singoli albergatori, facendo in modo che ogni esperienza di viaggio sia indimenticabile. Ogni albergatore condivide con noi le informazioni chiave sui clienti (scelte, indicazioni, richieste) e questo patrimonio straordinario viene messo a disposizione di tutti tramite il nostro booking center che non va confuso con un call center ma è il cuore del nostro lavoro».

L’hotel Negresco a Nizza

La società reinveste quasi totalmente i profitti realizzati. E qual è il ritorno d'investimento per i vostri associati?
«Lo spirito per il quale è nato Lhw è rimasto inalterato: è stato creato da albergatori per altri albergatori, con l'obiettivo di rafforzare il successo dei propri hotel indipendenti per garantire a questo segmento dell'ospitalità di lusso di prosperare. Credo fortemente in questa missione e posso dirle che anche oggi i 65 stakeholder della società alla fine di ogni anno vogliono che i profitti maturati siano reinvestiti in azioni e programmi a supporto dello sviluppo delle attività di tutti gli affialiati. Nella nostra collezioni ci sono ancora 4 membri fondatori, con noi del 1928 (il Negresco di Nizza, l’Hotel de Paris di Monte-Carlo, l’Hôtel Hermitage di Monte-Carlo e il King David a Gerusalemme, ndr) e tre sono anche stakeholder. Per indicare il ritorno sull'investimento, utilizziamo l'indicatore RevX $1 : $16.: vale a dire che per ogni dollaro statunitense pagato dall’albergo associato a Lhw, la società gliene genera ben 16. Non male direi!»

    In media per quanto tempo un hotel resta associato?
    «Per circa 15 anni. Non abbiamo un obiettivo in termini di anni aggiuntivi perché vorremmo che rimangano per generazioni, come già accade per molti di essi».

    Villa d’Este sul Lago di Como

    Quale è il Leading Hotel italiano più prenotato tramite i vostri canali?
    «Nel mondo gli hotel italiani sono molto apprezzati. Al primo posto si colloca Villa d'Este. L'Italia è per noi un paese “strategico” non solo perché con 62 affiliati è quello che ospita il maggior numero di Leading Hotels, ma anche perché nei radar dei turisti di lusso l’Italia è sempre tra le prime posizioni. Quando pensiamo all’Italia pensiamo alla moda, al migliore cibo del mondo, all’arte, alla più alta concentrazione di patrimoni artistici del pianeta e poi a una estrema varietà paesaggistica. Quindi, un viaggiatore curioso può tornare 20 volte in Italia e non fare mai la stessa esperienza. E poi l’hotellerie di lusso in Italia si caratterizza per una vasta presenza di aziende di famiglia da tante generazioni, quindi risponde appieno alla nostra filosofia. Pensiamo a Palazzo Avino, al Santa Caterina e a molti altri nostri associati. Vorrei aggiungere che il tratto peculiare dell’hotellerie di famiglia in Italia è dato dalle persone, individui straordinari che sanno accogliere e comunicare il bello dei loro luoghi, che che cercano anche di tutelare e valorizzare».

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