startup

Sharing kitchen, Kuiri affitta cucine per preparare pasti da consegnare a domicilio

La società fornisce spazi, servizi e strutture per minimizzare i costi di gestione

di Gianni Rusconi

default onloading pic

La società fornisce spazi, servizi e strutture per minimizzare i costi di gestione


2' di lettura

Si chiama Kuiri e deve l'originalità del suo nome alla traduzione del verbo “cucinare” in lingua esperanto. E originale è anche il servizio che propone questa startup nata nei mesi scorsi a Milano: “shared commercial kitchen spaces”, ovvero sia spazi per cucine remote destinate alla preparazione del cibo per le consegne a domicilio da condividere fra piccoli e grandi imprenditori del settore.

Il vantaggio? Un investimento iniziale limitato (nell'ordine dei 2mila euro) e la possibilità di minimizzare i costi di affitto, personale, pulizie e fornitori.
Il valore aggiunto di Kuiri, che si autodefinisce (non a caso) il primo servizio di kitchen sharing italiano, è in altre parole quello di facilitare e velocizzare il compito di chi vuole avviare una nuova attività di food delivery, facendo leva su una rete di partner per tutto ciò che concerne pratiche burocratiche, software gestionale e sistema di cassa fiscale, formazione del personale, comunicazione e branding, packaging e piattaforma tecnologica. Una sorta di co-working applicato alla ristorazione, insomma, che ha preso forma grazie all'esperienza maturata in questo mondo da Paolo Colapietro, Ceo di Kuiri e numero uno di Food Genius Academy, scuola di cucina e di management di sala professionale attiva da anni su Milano e Bologna.

Loading...

La scommessa che vuole vincere la startup, in cui hanno investito un gruppo di business angel italiani, è quella di consolidare l'esperienza della consegna dei pasti pronti a domicilio, soprattutto ora con le nuove restrizioni anti Covid.

Il modello proposto da Kuiri è presto spiegato: ogni operatore ha a disposizione uno spazio di laboratorio-cucina (la cloud kitchen) grande all'incirca 15 mq, personalizzabile in funzione delle specifiche esigenze di produzione e all'interno del quale può sviluppare uno o più marchi o ristoranti virtuali. I costi a carico del gestore sono solo quelli legati alle forniture delle materie prime e ai dipendenti, in quanto gli altri oneri sono coperti dalla piattaforma, dalla fiscalità alla gestione degli ordini effettuati dai clienti in modalità digitale.

A differenza delle convenzionali “ghost kitchen”, che non prevedono alcuna insegna, le cucine remote di Kuiri dispongono di una vetrina dedicata con totem digitale, una finestra per il pick-up e aree comuni per il lavaggio industriale, lo stoccaggio del secco, il deposito dei rifiuti e un dehor. Ogni smart kitchen potrà inoltre avvalersi di consulenza e assistenza mirata e accesso alla location 24x7.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti