Big Oil

Shell toglie «Royal Dutch» dal nome e si sposta nel Regno Unito

Il gruppo petrolifero Royal Dutch Shell prevede di abbandonare la sua struttura a doppia quotazione per trasferire la sua residenza fiscale dai Paesi Bassi al Regno Unito

In Olanda una sentenza storica contro Shell che può far scuola

2' di lettura

Il gruppo petrolifero Royal Dutch Shell prevede di abbandonare la sua struttura a doppia quotazione per trasferire la sua residenza fiscale dai Paesi Bassi al Regno Unito. Lo ha annunciato la multinazionale in una nota aggiungendo che sarà così eliminata la struttura della doppia linea di azioni A/B.

Queste modifiche, ha annunciato Shell, «aumenteranno la velocità e la flessibilità delle azioni sul capitale e sul portafoglio e rafforzeranno la competitività di Shell».

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Secondo i piani, l’amministratore delegato e il direttore finanziario di Shell avranno sede nel Regno Unito, dove la società terrà anche le riunioni del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo. La società sarà ancora quotata ad Amsterdam, Londra e New York, ma eliminerà le parole «Royal Dutch» dal suo nome.

«Spiacevolmente sorpresi» dall’annuncio della multinazionale. Questa la reazione a caldo del ministro dell’Economia olandese Blok. Il governo, ha aggiunto, è in contatto con la società per capire le conseguenze della decisione sui posti di lavoro e gli investimenti nei Paesi Bassi. «Cia hanno assicurato - ha detto - che solo un piccolo numero di dirigenti e di membri del board si trasferirà in Gran Bretagna».

«So bene - ha ammesso il Ceo Ben van Beurden - che l’annuncio di oggi è un messaggio difficile per molte persone. Tuttavia, vorrei sottolineare che la semplificazione della nostra struttura è necessaria per accelerare la nostra strategia. In questo modo possiamo giocare un ruolo da protagonista nella transizione energetica».

Le mosse annunciate oggi lunedì 15 novembre arrivano settimane dopo che l’hedge fund Third Point ha rivelato una grossa partecipazione in Shell (pari a circa 750 milioni di dollari), invitando il produttore di petrolio e gas a dividersi in più società per aumentare le sue performance e il valore di mercato. Shell ha respinto le richieste affermando che le sue attività operano meglio insieme che separate.

Shell, al pari di altre major petrolifere europee, ha fissato degli obiettivi per ridurre la produzione di petrolio, investendo in fonti di energia non fossile come l’energia solare ed eolica.

Il passaggio di Shell a una sola classe di azioni creerebbe un unico grande pacchetto di azioni ordinarie che possono essere riacquistate dalla società.

«Vediamo dei meriti nella proposta di ristrutturazione dell’assetto azionario e della residenza fiscale di Shell - hanno commentato gli analisti di Jefferies - Tra gli altri benefici, le modifiche proposte aumenteranno la capacità di Shell di riacquistare le proprie azioni, finora limitata dalla liquidità delle azioni di classe B. Questo è un punto importante in vista dell’inizio del programma di riacquisto di 7 miliardi di dollari legato alla cessione del Bacino del Permian negli Usa (le attività di shell oil cedute lo scorso settembre a ConocoPillips, ndr) e nel contesto di un potenziale aumento delle dimensioni del buyback ordinario (dall’attuale 1 miliardo di dollari a trimestre)».

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