Usa-Giappone

Shinzo Abe alla Casa Bianca. Trump: non metterò dazi del 25% sulle auto

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Trump in Giappone dal 25 al 28 maggio

5' di lettura

NEW YORK - In un clima estremamente cordiale, Donald Trump ha incontrato il primo ministro giapponese Shinzo Abe alla Casa Bianca. Un vertice bilaterale importante in vista del nuovo accordo commerciale che i due paesi si sono impegnati a raggiungere e che il presidente americano ha suggerito «potrebbe arrivare presto». Con molta probabilità già alla fine di maggio quando Trump si recherà in visita ufficiale in Giappone, primo leader straniero a incontrare il nuovo imperatore Naruhito.

Il principale obiettivo di Trump è garantire un migliore accesso al mercato giapponese agli agricoltori americani, gravati da pesanti dazi di ingresso. L'amministrazione Usa vuole ridurre il deficit commerciale con il Giappone, mettere dei paletti alle esportazioni di auto made in Japan, e favorire la produzione dei car maker giapponesi negli Usa.

L'America balla da sola
Con Trump gli Stati Uniti sono usciti dal Trans-Pacific Partnership (Tpp), l'accordo commerciale con tra 11 nazioni dell'area del Pacifico che Shinzo Abe aveva negoziato con Barack Obama. Il Giappone lo scorso anno ha formalizzato l'accordo con le 11 nazioni restanti. Ha rifiutato in un primo momento l'idea americana di siglare un accordo separato con gli Stati Uniti: la Casa Bianca ha un approccio più aggressivo sul commercio e spinge a rinegoziare tutti gli accordi in essere, come ha fatto con la Cina e si prepara a fare con l'Ue. Trump ha imposto dazi all'acciaio e all'alluminio giapponesi e minaccia di imporre delle pesanti tariffe agli 1,7 milioni di auto che il Giappone esporta ogni anno negli Usa. I giapponesi preferivano l'approccio multilaterale di Obama, ma alla fine hanno alzato bandiera bianca, e si sono seduti al tavolo per negoziare l'intesa bilaterale. Incontri tecnici e a livello ministeriale sono avvenuti durante la settimana a Washington. Martedì il Rappresentante al commercio Robert Lighthizer ha incontrato il ministro dell'Economia giapponese Toshimitsu Motegi per mettere le basi sui capitoli dei negoziati, e giovedì il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha visto il ministro delle Finanze Taro Aso per parlare di deficit commerciale e di valute.

Da lunedì nuovo round con la Cina
«Abbiamo parlato molto di commercio», ha detto Trump a conclusione del vertice seduto nello Studio Ovale con il premier giapponese. Un tema «diventato molto complesso per quello che potrà avvenire con Brexit per i vari accordi commerciali in tutto il mondo». Il presidente americano ha ribadito che «i negoziati con la Cina stanno andando molto bene. Alcuni di noi partiranno per la Cina lunedì (per gli ultimi due round ravvicinati, ndr). Vedremo. Ora abbiamo avviato gli importanti negoziati commerciali con il Giappone. Che è la prima ragione per cui il primo ministro Abe è qui» ha detto Trump. Nell'incontro si è parlato anche degli acquisti giapponesi legati al settore della difesa. «Il Giappone – ha detto Trump - sta comprando enormi quantitativi di apparati militari dagli Stati Uniti. Noi produciamo i più grandi caccia del mondo e missili e razzi».

Agricoltura al centro
Al centro dei negoziati c'è però l'agricoltura. «Come il primo ministro Abe sa – ha spiegato ancora - il Giappone ha delle tariffe molto alte nell'agricoltura, la nostra agricoltura, che vanno avanti da molti anni. E noi vogliamo sbarazzarci di queste tariffe». Il premier giapponese si è congratulato con Trump per il 3,2% di crescita del Pil Usa nel primo trimestre dell'anno e ha enfatizzato il suo rapporto personale con il presidente americano che ha permesso di evitare dispute pericolose per entrambi i paesi.

Diplomazia in vista del G20 in Giappone
La visita di Abe alla Casa Bianca è stata importante anche in chiave diplomatica in vista della presidenza del G 20 che il Giappone quest'anno ha preso per la prima volta, del prossimo vertice G 20 che si svolgerà a Osaka in giugno, del G 7 di agosto in Francia e del summit in Thailandia dei paesi dell'Est Asia. Lo scorso anno Trump si scontrò con i leader occidentali al vertice G 7 in Canada in giugno, e al G 20 in Argentina di dicembre fu raggiunto uno striminzito accordo sul comunicato finale all'ultimo minuto con gli Stati Uniti grazie al buon rapporto del presidente argentino Mauricio Macri con Trump. L'accordo sarà limitato all'agricoltura – vitoria politica molto importante per Turmp n vista delle eleizioni 2020 - e ad evitare i dazi alle auto.

Più avanti i due paesi potrebbero invece negoziare un accordo più ampio su manifattura e servizi. Trump ha detto che l'accordo sarà alle fasi conclusive nel momento in cui lui visiterà il Giappone.Rimangono tuttavia alcune domande, in particolare ciò che il Giappone riceverebbe in cambio dell'accettazione di condizioni commerciali favorevoli per gli agricoltori americani. Se il Giappone chiede che gli Stati Uniti ricambiano abbassando le tariffe esistenti su prodotti come i camion leggeri, ciò potrebbe richiedere un'approvazione del Congresso più lunga che l'amministrazione Trump è desiderosa di evitare.

Niente dazi sulle auto
Trump vuole che il Giappone riduca l'export e produca più auto negli Stati Uniti per ridurre il deficit commerciale. Non ha indicato se gli Usa toglieranno i dazi su alluminio e acciaio. E non ha detto che cosa deciderà sui dazi del 25% su auto e componentistica di Europa e Giappone minacciati dalla sua amministrazione. Il presidente americano ha tempo per decidere fino al 18 maggio. Evitare i dazi sull'auto è decisivo per il Giappone, la cui produzione dipende per un quinto dal valore dal mercato americano. Abe ha detto che da parte giapponese non c'è nessun piano di contro-dazi per le auto americane e ha ricordato che le società giapponesi, dall'inizio della presidenza Trump, hanno annunciato investimenti negli Stati Uniti per 23 miliardi di dollari che creeranno migliaia di posti di lavoro. Seduto nell'ufficio ovale con il primo ministro giapponese Shinzo Abe, Trump ha ricordato che il Giappone «applica tariffe molto elevate per la nostra agricoltura». Ma ha aggiunto che «gli Stati Uniti non metteranno dazi sulle loro auto». Una moneta di scambio su cui «lavorare» e che sarà alla base delle aperture giapponesi ai farmer americani.

I dazi giapponesi su agricoltura
L'accordo bilaterale con il Giappone oltre alla vittoria politica di Trump con I farmer in chiave pre elettorale è importante per Washington che è rimasta fuori dal Tpp e rischia di essere svantaggiata negli scambi commerciali con gli 11 paesi del Pacifico. In Giappone i prodotti agricoli e alimentari degli Stati Uniti perdono quote di mercato per i dazi. La carne americana, ad esempio, è soggetta a dazi del 38,5%, contro il 26,6% di tariffe che vengono applicate invece alla carne proveniente da Australia, Nuova Zelanda, Canada e Messico. Il Giappone è il quarto partner commerciale degli Stati Uniti dopo Cina, Canada e Messico. Le importazioni americani di prodotti made in Japan nel 2018 hanno raggiunto i 143 miliardi di dollari. Il capitolo più importante è quello delle auto che pesano per 40 miliardi.L'ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti ha affermato che «nonostante questi significativi volumi commerciali, gli esportatori statunitensi in settori chiave come automotive, agricoltura e servizi sono stati penalizzati per decenni da più barriere tariffarie e non tariffarie, portando a squilibri commerciali cronici degli Stati Uniti con il Giappone». Che ora l'amministrazione cerca di rinegoziare. I due leader hanno parlato della cooperazione economica nel Pacifico su energia, digitale e infrastrutture. Si è parlato anche di sicurezza con gli sforzi dei due paesi per cercare di denuclearizzare la penisola coreana e rilanciare i negoziati americani con la Corea del Nord.

La pace al campo di golf
Dopo la cena di venerdì alla Casa Bianca con le due first lady Akie Abe e Melania Trump, dove si è festeggiato il compleanno di Melania, il vertice tra i due leader si è concluso amichevolmente con una partita a golf all'indomani nel Trump National Golf Club di Sterling, sul Potomac, a nord di Washington. Tra un tiro e l'altro, sul prato verde vista fiume, si è cementata ancora di più l'intesa tra i due leader. Pensando all'accordo commerciale e al G-20 a guida giapponese.

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