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Shinzo Abe, il premier di ferro nemico di Cina e Sud Corea

Biografia per punti del leader politico più longevo del Giappone, ucciso in un attentato l’8 luglio 2022 nella città di Nara

Giappone, colpi d'arma da fuoco contro l'ex premier Abe: arrestato l'attentatore

3' di lettura

Nato in un’importante famiglia politica, Shinzo Abe, è stato il primo ministro più longevo del Giappone. Gli viene riconosciuto di aver portato un certo grado di stabilità al Paese dopo un periodo di malessere economico, mentre in politica estera Abe si è inimicato la Corea del Sud e la Cina, insieme a molti giapponesi, per la sua retorica nazionalista e gli appelli a rivedere la costituzione nipponica, marcatamente pacifista.

Il suo partito, di area conservatrice, Partito Liberal Democratico, è stato alla guida praticamente incontrastata del Paese dal 1955 al 2009, salvo una parentesi di governo dal 1994 al 1996 con il Partito Socialista Giapponese. L’attuale presidente del partito è il primo ministro Fumio Kishida.

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Ecco le tappe fondamentali della vita e carriera di Abe:

21 settembre 1954: Abe nasce a Tokyo, figlio di Shintaro Abe, che ha servito come ministro degli esteri del Giappone, e nipote di Nobusuke Kishi, un ex primo ministro.

1977: si laurea in scienze politiche alla Seikei University di Tokyo, dopodiché si trasferisce negli Stati Uniti per studiare politiche pubbliche all’Università della California meridionale per tre semestri.

1979: inizia a lavorare presso Kobe Steel mentre l’azienda stava espandendo la sua presenza all’estero.

1982: lascia l’azienda per ricoprire nuovi incarichi nel Partito Liberal Democratico al potere.

1993: eletto per la prima volta come deputato di Ldp in rappresentanza della prefettura sudoccidentale di Yamaguchi. Abe, già considerato un conservatore, è un membro della fazione Mori del partito, che un tempo era stata guidata da suo padre, morto nel 1991.

2005: Abe viene nominato capo segretario di gabinetto sotto il primo ministro Junichiro Koizumi, durante il quale guida i negoziati per il rimpatrio dei cittadini giapponesi rapiti in Corea del Nord. Lo stesso anno viene eletto capo dell’Ldp, in partito al governo.

26 settembre 2006: Abe diventa per la prima volta primo ministro del Giappone, supervisionando le riforme economiche, mentre prende una linea dura nei confronti della Corea del Nord e cerca di impegnarsi con la Corea del Sud e la Cina.

2007: A seguito delle sconfitte elettorali che hanno visto l’Ldp perdere il controllo della legislatura per la prima volta in 52 anni, Abe si dimette da primo ministro, adducendo motivi di salute. Abe ha sofferto di colite ulcerosa, ma è stato in grado di controllarla con i farmaci.

2012: dopo essere stato nuovamente eletto presidente dell’Ldp, Abe diventa primo ministro per la seconda volta.

2013: Cercando di stimolare la crescita, Abe lancia le sue politiche “Abenomics” che prevedono prestiti facili e riforme strutturali. Le relazioni del Giappone con la Cina attraversano un momento particolarmente difficile, ma iniziano a migliorare dopo che Abe incontra il leader cinese Xi Jinping al vertice APEC di Pechino.

2014-2020: Rieletto leader dell’Ldp, serve altri due mandati come primo ministro per un totale di quattro, durante i quali sviluppa stretti rapporti con l’allora presidente Donald Trump, tenendo insieme vertici e giocando a golf.

28 agosto 2020: annuncia che si dimetterà dalla carica di primo ministro, ancora una volta adducendo motivi di salute, dopo che la sua colite ulcerosa si è nuovamente infiammata. A quel punto, Abe era già diventato il primo ministro più longevo del Giappone.

2021: nonostante abbia lasciato l’incarico, l’ormai ex premier mostra di poter ancora irritare Pechino con commenti su Taiwan, l’isola autonoma che la Cina rivendica come proprio territorio e minaccia di attaccare. In un discorso, Abe avvertì che «l’avventura militare porterebbe al suicidio economico».

8 luglio 2022: Abe viene colpito da colpi di arma da fuoco durante un evento elettorale nella città di Nara. La polizia arresta un sospetto di sesso maschile, ma non si conosce subito il movente. Dopo alcune ore di agonia l’ex premier non ce l’ha fatta.

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