ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTrasporto marittimo

Shipping, la sfida ambientale cambia strategie e business

La direttiva Ue sul reporting di sostenibilità impone di rivedere obiettivi e modelli. La questione riguarda soprattutto la riduzione delle emissioni nocive

di Carla Bellieni, Benedetto Santacroce e Giovanni Satta

(Adobe Stock)

3' di lettura

Il settore del trasporto marittimo è oggi al centro di un processo di profondo cambiamento, determinato dalla crescente attenzione imposta dagli obiettivi di Esg in una prospettiva multi-stakeholder (e non solo dell’investitore), così come espresso dall’Ue nelle innovazioni alla direttiva sul Reporting di sostenibilità finalizzate alla rendicontazione e alla disclosure di tutte le informazioni e gli indicatori di performance legati alla sostenibilità (la sintesi è disponibile sul sito della Fondazione Oibr).

Gli ambiti coinvolti

Il cambiamento investe, con la rendicontazione, obiettivi, modelli di business e strategie, tutti da ripensare in chiave sostenibile. Per le specificità del settore, notoriamente energivoro e dai molteplici spill-over emissivi negativi, i temi legati all’ambiente (E) giocano qui, senza dubbio, il ruolo trainante del cambiamento, spinto anche dalla attuale dinamica dei prezzi dei prodotti energetici. L’evoluzione, tuttavia, abbraccia anche quanto relativo alla sostenibilità sociale (S) (rispetto dei diritti civili e del lavoro, capacità di contribuire allo sviluppo del tessuto sociale e del territorio nel quale l’azienda opera, ecc.) e quanto afferente a strategie e scelte decisionali (G) (in termini ad esempio di rispetto dell’etica retributiva, dei principi di meritocrazia e dei diritti degli azionisti, di contrasto alla corruzione in ogni sua forma, di equilibrio nella composizione dei CdA).

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Tutti questi aspetti, prima lasciati alla discrezionalità del management, cui erano richiesti solo obiettivi economici e finanziari, stanno entrando prepotentemente nell’organizzazione, nelle strategie e nelle decisioni delle imprese. Le soglie per gli obblighi di reportistica e la “base volontaria” di applicazione agli altri soggetti non devono trarre in inganno: in base agli standard europei, alle Pmi della catena di fornitura potranno infatti essere richieste dal capo-filiera informazioni di sostenibilità dell’azienda, innescando un inevitabile processo di selezione degli interlocutori nella filiera produttiva e commerciale.

La riduzione delle emissioni

Per le caratteristiche del settore, la spinta normativa verso il cambiamento riguarda principalmente le emissioni nocive dei mezzi di trasporto: il trasporto è incluso dalle linee Ue tra i settori che per il loro elevato impatto avranno standard specifici per il reporting di sostenibilità e il legislatore –sia nazionale che comunitario – ha già introdotto misure atte a contenere, attraverso disincentivi, limitazioni o condizioni ostative all’acquisizione di incentivi (quali il rispetto del Dnsh, Do Not Significant Harm principle), gli impatti ambientali di questo business:

emissioni di GHG e di agenti atmosferici inquinanti (ossidi di zolfo, ossidi di azoto e particolato);

inquinamento delle acque causato dallo sversamento di petrolio e di altre sostanze nocive in mare, dallo scarico delle acque di bordo e dall’utilizzo delle vernici anti-fouling;

discarica di rifiuti solidi in ambiente marino o costiero, con specifico riferimento ai residui di carico rimasti nella stiva e ai rifiuti generati dall’equipaggio e dai passeggeri;

inquinamento acustico sottomarino;

introduzione di specie non autoctone;

danni al fondale marino;

collisione delle navi con specie marine.

Tali impatti sono determinati dal normale svolgimento dell’attività, da incidenti o eventi straordinari. Per questo, la riduzione delle esternalità ambientali negative si realizza, oltre che con l’implementazione di strategie sostenibili nelle operations giornaliere, anche implementando quanto funzionale ad individuare, valutare e contenere-prevenire eventi straordinari. Gli aspetti ambientali (E) investono le dimensioni sociale (S) e di governo (G): la sicurezza del lavoro, i rischi sulla popolazione umana e animale nelle zone di navigazione, ma anche la potenziale responsabilità economica e penale dei decisori ed il diretto impatto sulla brand reputation, fonte di pericolosi contenziosi e a loro volta potenti driver del cambiamento.

LE CINQUE VIE

1 - Sistemi di propulsione e carburanti alternativi:

Sistemi integrati di propulsione elettrica (IEps)/Batterie
Motori ibridi Diesel-elettrici
Propulsione ad energia eolica
Visfo/Ulsfo
lng/lpg
Idrogeno/celle a combustibile
Biocarburanti

2 -Efficientamento energetico:

Scrubbers
Bubble technology
Eliche controrotanti
Efficientamento del design dello scafo e dei bulbi
Sistemi Hvac
Energia solare
Cold ironing

3 - Trattamento delle acque:

Sistemi avanzati di purificazione delle acque reflue
Svuotamento e riempimento dei serbatoi di acqua di zavorra
Trattamento a bordo dell’acqua di zavorra

4 - Trattamento rifiuti a bordo:

Politiche di riduzione dei rifiuti
Compattatori per rifiuti
Converter NV
Gestione dei rifiuti chimici pericolosi

5 - Automazione e tecnologie digitali

Navigazione autonoma
Tecnologie digitali
Intelligenza artificiale

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