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Shire pronta a trattare su nuova offerta di Takeda da 46mld di sterline

di Stefania Arcudi

(© Sigrid Gombert)

2' di lettura

Dopo il braccio di ferro delle ultime settimane e la girandola di offerte fatte, cinque, e rispedite al mittente, quattro, il matrimonio tra il gruppo farmaceutico giapponese Takeda Pharmaceutical e la rivale irlandese Shire sembra ora possibile. Il Board del gruppo europeo, con una nota, ha confermato di aver ricevuto un'ulteriore proposta modificata per un totale di 49 sterline, di cui 27,26 sterline in nuove azioni Takeda e 21,75 in contanti per una valorizzazione totale del gruppo di circa 46 miliardi di sterline, e di essere pronto a trattare. Il Consiglio ha indicato a Takeda di essere «disponibile a raccomandare la proposta modificata agli azionisti di Shire» e «di conseguenza si impegnerà in discussioni con Takeda». Il periodo per concludere le discussione, che in base al regolamento britannico scadeva oggi, è stato prorogato all'8 maggio.

Al completamento dell'operazione, se ci sarà, le nuove azioni di Takeda saranno quotate in Giappone e negli Stati Uniti, tramite gli Adr. Non è scontato che l'epilogo sia in vista: Shire ha fatto sapere che, prima del via libera, entrambe le società dovranno condurre la due diligence e si dovrà trovare un punto di incontro su alcuni termini dell'accordo e tenere conto delle raccomandazioni del Board di Shire, chiamato all'approvazione finale.

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La nuova proposta segna almeno il quinto tentativo da parte di Takeda di corteggiare economicamente Shire da quando ha manifestato l'interesse per l'acquisizione meno di quattro settimane fa. Il punto di rottura è sempre stato il prezzo e un possibile aumento della componente cash. L'offerta precedente era stata lanciata a 47 sterline per azione di cui 26 sterline in azioni Takeda e 21 sterline in contanti, cifra che valutava Shire a 44,3 miliardi di sterline, oltre 50 miliardi di dollari.

Per Takeda l'acquisizione di Shire sarebbe il modo per rafforzarsi ulteriormente e competere più da vicino con le rivali AbbVie e Pfizer, ampliandosi sul mercato nordamericano e puntando in particolare sui medicinali per malattie rare. Sarebbe inoltre l'operazione maggiore messa a segno da Takeda e di una società giapponese, superando quella conclusa dal colosso delle telecomunicazioni Softbank nel 2016 (aveva comprato la britannica Arm Holdings per 24 miliardi di sterline), nonché una delle più grandi di sempre nel comparto farmaceutico, alle spalle di quella di Warner Lambert da parte di Pfizer nel 2000 per 112 miliardi di dollari. L'azienda giapponese negli ultimi anni ha fatto varie acquisizioni in Europa e Stati Uniti, l'ultima quella dell'americana Ariad nel 2017.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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