ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl vertice di Versailles

Shock energetico, la Ue resta (per ora) divisa sui nuovi bond europei

I Ventisette riuniti in Francia annunciano l’intenzione di sostenere l’Ucraina nel suo percorso europeo e non escludono nuove sanzioni per Mosca

di Beda Romano

Ucraina, Von der Leyen: ripensare difesa ed energia europee

3' di lettura

Come la pandemia da coronavirus due anni fa, anche la guerra in Ucraina sta costringendo l’Unione europea a riflettere fuori dagli schemi. Riuniti giovedì per una prima giornata di un vertice di due giorni nella residenza dei re di Francia a Versailles, i Ventisette hanno discusso delle gravi conseguenze economiche del conflitto in Europa orientale. L’idea di puntare su nuovo debito in comune per finanziare l’uscita dal gas russo e aiutare famiglie ed imprese non fa (per ora) l’unanimità.

Macron: prenderemo decisioni storiche

«L’Europa è cambiata per via della pandemia, cambierà più velocemente e più nettamente per via della guerra», ha detto il presidente francese Emmanuel Macron prima di un incontro fissato da tempo, ma che giunge a due settimane dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Questa guerra indurrà i Ventisette a prendere «decisioni storiche» per «ridefinire l’architettura della nostra Europa», ha poi aggiunto, dicendosi «preoccupato e pessimista» sul futuro del conflitto.

Loading...

La prima parte del vertice, dedicata alla crisi energetica e alla situazione in Ucraina, ha prodotto una dichiarazione di otto pagine dedicata alla necessità di rafforzare la difesa europea, ridurre la dipendenza energetica a livello comunitario, migliorare il modello economico dell’Unione. Il tutto nel quadro della crisi ucraina che giunge a dare nuova credibilità al cavallo di battaglia francese di una Europa più autonoma e sovrana.

Verso l’azzeramento della dipendenza dalla Russia

Le proposte più recenti presentate da Bruxelles sono state fatte proprie dai Ventisette. In particolare, l’obiettivo di un azzeramento della dipendenza dalle energie fossili russe è stato accettato da tutti i governi (ma su una scadenza precisa c’erano dissensi tra i Paesi, anche se la Commissione insisteva sul 2027). L’idea (controversa) di un tetto ai prezzi sul mercato all’ingrosso, proposto in particolare da Grecia, Spagna e Belgio, verrà discussa in sede tecnica e sarà ripresa nel prossimo summit di fine marzo a Bruxelles.

A margine della riunione alcuni diplomatici preannunciavano che più interessante sarebbe stata la discussione a ruota libera una volta approvata la dichiarazione finale. Da giorni circola voce di un nuovo piano di debito comune per finanziare l’uscita dal gas russo, evitare un ritorno della recessione, accelerare sul fronte delle fonti rinnovabili. Italia e Francia si sono dette favorevoli a replicare nei fatti il modello Sure che servì a finanziare sussidi di disoccupazione in piena pandemia.

Draghi: la risposta non può che essere europea

«Dobbiamo rispondere sostenendo le imprese, il potere di acquisto delle famiglie con la stessa convinzione, la stessa rapidità con cui abbiamo sostenuto la risposta alla Russia», ha detto il premier Mario Draghi prima della riunione. «La risposta a questo dramma non può che essere europea, così come è stata la risposta alla Russia. Quindi anche per quanto riguarda il sostegno all’economia europea e il sostegno all’economia italiana dovrà esserci una risposta europea e italiana».

Da Francoforte sempre giovedì la stessa presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha spiegato che la situazione economica richiede «interventi nazionali, e possibilmente «un sostegno europeo». Anche l’Austria si è detta favorevole, a sorpresa: «Gli investimenti sono necessari e importanti ora, e devono essere fatti in comune», ha affermato il cancelliere democristiano Karl Nehammer.

La posizione di olandesi e scandinavi

Contrari si sono detti i dirigenti olandesi e scandinavi. Questi ultimi ritengono che di denaro per sostenere l’economia ce ne sia già abbastanza sul tavolo. Citano il NextGenerationEU, il bilancio comunitario e anche eventualmente (per i Paesi della zona euro) il Meccanismo europeo di stabilità. Sul fronte opposto si ribatte che la situazione economica si sta rapidamente deteriorando che i costi dell’inflazione per imprese e famiglie saranno elevati e che sarebbe più saggio alleviare l’onere finanziario sui Paesi già molto indebitati.

Il tema verrà probabilmente ripreso nel vertice previsto a fine marzo, tra appena due settimane. Nel frattempo, giovedì sera i leader stavano negoziando una delicata dichiarazione di sostegno all’Ucraina, garantendo solidarietà e sostegno mentre il Paese sta subendo terribili bombardamenti russi, ma senza prendere eccessivi impegni su una sua rapida adesione all’Unione europea. Sul tema più generale della difesa, il presidente Macron ha promesso un nuovo vertice, questa volta in maggio.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti