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Shopping anche negli eSport. Nasce colosso mondiale Esl-Faceit

Il fondo saudita Savvy Games acquisisce per 1,5 miliardi di dollari la tedesca Esl e Faceit, l’ex startup fondata da imprenditori italiani , Niccolò Maisto e Michele Attisani.

di Luca Tremolada

Il fondo saudita Savvy Games acquisisce per 1,5 miliardi di dollari la tedesca Esl e Faceit, l’ex startup fondata da imprenditori italiani , Niccolò Maisto e Michele Attisani.

2' di lettura

Anche negli eSport c’è aria di consolidamento. Dopo la mega acquisizone di Activision-Blizzard da parte di Microsoft è il turno del mercato delle competizioni di videogiochi. Il fondo saudita Savvy Games Group in un colpo solo e per la modica cifra di 1,5 miliardi di dollari si è portata a casa la tedesca Esl e Faceit, società con sede a Londra fondata da tre imprenditori italiani, Niccolò Maisto, Michele Attisani e Alessandro Avallone

Partiamo dalla prima: Esl è la più grande e longeva azienda di eSport. Ha organizzato tornei in tutto il mondo, collaborando con editori come Blizzard Entertainment, Riot Games, Valve e Microsoft, e opera in Italia attraverso ProGaming Italia, che ha lanciato eventi come Esl Pro Series, Esl Italia Championship e Esl Vodafone Championship, occupandosi anche di localizzare tramite i propri canali in streaming tornei super-popolari come WCS di Starcraft II e Eu Masters di League of Legends, il gioco più popolare in ambito eSport.

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Faceit, fondata nel 2012 e partecipata da United Ventures, il fondo di venture capital di Massimiliano Magrini, gestisce attraverso la piattaforma online una community che riunisce 22 millioni giocatori, atleti di eSport e organizzatori di eventi. Il nuovo proprietario, il Gruppo Savvy, sostenuto dal fondo di investimento pubblico del governo dell’Arabia Saudita, fonderà le due società in un’unica entità guidata da Craig Levine (Esl) e Niccolò Maisto (Faceit) come co-ceo, dando vita al più grosso operatore degli eSport.

Quello degli eSport, va detto subito, è un mercato da trattare con cautela perché parla alle generazioni più giovani e insegue una forma di intrattenimento che non ha ancora trovato un suo punto di equilibrio. Partiamo dai numeri: secondo la società di analisi Newzoo i ricavi globali degli eSport hanno superato l’anno scorso 1,1 miliardi di dollari, con una crescita anno su anno del 14,5%. Il dato è interessante per due motivi: il primo perché è inferiore al valore dell’operazione del fondo Savvy Gaming Group; il secondo perché non è chiaro quanto e come crescerà il mercato degli eSport.

Esattamente come è avvenuto per la musica e il cinema la pandemia ha depresso gli eventi in presenza legati agli eSport. Tre quarti dei ricavi totali del mercato degli eSport sono arrivati infatti dalla vendita di diritti e sponsorizzazioni dei media. Cosa vuole dire? Che gli eSport interessano moltissimo le aziende che vogliono raggiungere un target giovane. Ma non è ancora chiaro se è un settore destinato a vendere eventi fisici e ad avere un domani da prima serata in tv. Oppure se sarà una nuova voce di ricavi per chi detiene i diritti del gioco e quindi dei publisher come Microsoft, Playstation, Ubisoft.

Gli eSport sono videogiochi, cioè prodotti commerciali basati su proprietà intellettuali. Brian Ward, oggi alla guida Savvy Gaming Group dopo essere stato vice-presidente di Activision Blizzard, conosce benissimo questo mercato. E forse il progetto è quello di unire più mondi, quello fisico dello sport e quello virtuale. Non è da escludere che lo shopping continui per tutto il 2022.

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