il big del SOFTWARE

Shopping, assunzioni e più ricavi Così Zucchetti normalizza la crisi

Venti nuove acquisizioni e cento ingressi: nel 2020 ricavi a ridosso del miliardo

di Luca Orlando

3' di lettura

«Cosa resterà di questo 2020? Non solo il dramma, perché quello che mi pare di aver imparato nella crisi è che le emergenze producono anche un’accelerazione nella storia». Nel caso di Alessandro Zucchetti, amministratore delegato dell’omonimo gruppo software, largamente primo per ricavi nella provincia di Lodi, il cambiamento è anzitutto visibile nell’assetto organizzativo. Con il 99% dei 6500 addetti ingaggiati anche ora attraverso modalità smart.

«A febbraio dalla sera alla mattina abbiamo portato tutti a casa - spiega - ma allora si trattava di una scelta emergenziale. Col passare del tempo si è capito che si può lavorare in modo diverso, anche con più efficienza. I nostri tecnici, ad esempio, oggi viaggiano molto meno e sono più produttivi. Mentre i clienti, pur ottenendo lo stesso servizio per via remota, non pagano i costi di trasferta».

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Scelta che non ha certo penalizzato il business, perché anche Zucchetti si allinea alla lunga sequenza di aziende che sul territorio ha recuperato lo shock del lockdown, con prospettive di chiudere l’anno a ridosso del miliardo di euro di ricavi. «A febbraio eravamo molto preoccupati - racconta - su tutto, sia sulla domanda che sull’intero sistema dei pagamenti. Che invece ha tenuto: le aziende sono ripartite senza adottare azioni strumentali per gestire la cassa».

Dai 966 milioni del 2019 si arriverà dunque nell’intorno del miliardo, tenendo conto però anche delle nuove acquisizioni.

Precisazione non banale per il gruppo, che da tre anni ha accelerato in modo esponenziale sulla crescita esterna, acquisendo decine di aziende nel settore dell’information technology e dei servizi digitali. Anche nel 2020 le operazioni sono state una ventina.

«Di cui la metà start-up innovative - chiarisce l’imprenditore - portatrici di soluzioni che integriamo nella nostra offerta, con l’obiettivo di presentare al cliente dei pacchetti completi».

Clienti che nel corso del 2020 si sono polarizzati in due fasce. Da un lato l’area dei servizi “di contatto”, dunque, l’ospitalità, i ristoranti e i bar , le palestre e le spa, macro-comparto affondato dalle restrizioni imposte dal Covid. E poi il “resto del mondo”, che invece ha continuato ad investire.

«Abbiamo aiutato i primi con sostegni finanziari e agevolazioni nei pagamenti - spiega l’ad - mentre la parte restante del mercato ha chiaramente accelerato la propria domanda di digitalizzazione, in primis per gestire il personale in modalità remota».

Altra novità del 2020 è la business unit Sanità, sviluppata in modo formale dopo aver sviluppato e offerto gratis ad una serie di ospedali una piattaforma di monitoraggio remoto per i pazienti a casa, in grado di allentare la pressione diretta sulle strutture sanitarie: oggi sono 6mila i pazienti collegati.

«Richiesta di collaborazione arrivata dall’Ospedale di Lodi -aggiunge Zucchetti - che però abbiamo offerto anche ad altre strutture. Ci è parso un modo per dare un contributo concreto nella gestione dell’emergenza».

Nell’anno peggiore per l’Italia dal dopoguerra il gruppo ha comunque mantenuto il proprio percorso di sviluppo, aumentando l’organico di altre 100 unità e proseguendo nella strategia di crescita esterna. «Se si presentasse l’occasione di una grande acquisizione il tema della quotazione in Borsa potrebbe porsi - spiega l’ad - ma ora non ha senso parlarne perché al momento riusciamo a cogliere le opportunità con le risorse che abbiamo. Finché possiamo, andiamo avanti così».“Così”, significa tra l’altro non distribuire mai dividendi per lasciare l’intera ricchezza prodotta all’interno dell’azienda.

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