mare: taormina

Show, cibo e cultura: la Perla dello Jonio vuole sedurre i cinesi

La città punta a rafforzare la propria vocazione internazionale incentivando ristoranti, alberghi ed eventi di altissimo livello

di Nino Amadore


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Taormina

4' di lettura

L’ultima sfida è stata lanciata qualche settimana fa. E punta direttamente al mercato cinese. Per Taormina, la Perla dello Jonio, è in fondo solo un modo per aggiungere al mercato esistente quello dei ricchi cinesi, magari per compensare le flessioni. Già quest’anno, ha raccontato al corrispondente locale del quotidiano La Sicilia Mauro Romano il direttore dell’Hotel San Pietro Piero Benigni «mancano gli inglesi ed è probabile che ciò dipenda dall’incertezza della Brexit. In ogni caso vanno bene i mercati tradizionali come quello francese, americano e tedesco». Per il 2019 non ci sono numeri su arrivi e presenze ma i dati del 2018 mostrano come Taormina sia ancora una meta in piena salute: l’anno scorso le presenze complessive sono state 1.104.528 (l’83,4% stranieri) con un incremento del 3,55% rispetto all’anno precedente. Numeri al netto di altre strutture non rilevate dal servizio statistico regionale: «È evidente la presenza sul territorio di tanti B&B - dice il presidente degli albergatori Italo Mennella -. Tra questi ve ne sono anche di lusso: per un’accoglienza di lusso si può anche pagare 400 euro a notte».

Evidentemente però non basta visto che da queste parti la stagione dura oltre sette mesi e magari un po’ più di movimento in inverno non farebbe male all’economia di quest’area che vede Taormina al centro ma che, in fondo, si estende fino alle pendici dell’Etna: i turisti provenienti da Taormina sono per le aziende vitivinicole etnee fonte non secondaria di fatturato. «Stiamo dialogando con alcune strutture della comunicazione e del business cinesi, nella speranza di aprire un mercato dalle dimensioni veramente imponenti - dice il sindaco Mario Bolognari -. Stiamo valutando alcune proposte di gemellaggio economico-promozionale e abbiamo già realizzato delle attività di promozione sulle reti televisive. Tutto a costo zero». Dalla fine di luglio andrà in onda il reality show sulla Hunan TV, che conta 25 milioni di telespettatori, girato nel mese di giugno a Taormina. A ottobre un’altra emittente cinese verrà da queste parti per scoprire le bellezze e le curiosità di Taormina.

In fondo la Perla dello Jonio continua ad ammaliare con la sua storia e un’offerta turistica di grande livello: è una spina nel fianco la chiusura per ristrutturazione del San Domenico, l’hotel che ha ospitato i Grandi del G7. Ma è una spina che presto sarà tolta, assicura il sindaco: «Il San Domenico ha ripreso i lavori di ristrutturazione interna con grande ritmo, dopo qualche mese di incertezza a seguito delle note vicende che hanno interessato la proprietà. Ho anche autorizzato i lavori in piena estate, derogando all’ordinanza che li vieterebbe, pur di avere la certezza che nel 2020 il San Domenico potrà riaprire. Questo storico albergo completa l’offerta di ben dieci strutture a cinque stelle, offerta unica nel panorama del sud Italia. Da indiscrezioni ho avuto la conferma che il campo da golf, con la club house e l’albergo annessi, è stato acquisito da una nuova società. Non conosco i programmi e gli scopi di questa nuova società, ma ritengo che l’acquisizione preluda a un intervento di completamento delle strutture e a una apertura nel giro di qualche anno». E accanto all’ospitalità alberghiera si snoda la rete del buon cibo e della ristorazione che a Taormina può contare su ben tre ristoranti stellati: ha di recente conquistato una stella il St. George by Heinz Beck, guidato dallo chef Giovanni Solofra che si è aggiunto ai ristoranti La Capinera e Principe di Cerami.

E il fascino della cittadina che si affaccia sullo Jonio si alimenta con la presenza quasi costante di grandi star internazionali, di intellettuali, big della musica. Qualche giorno fa al Teatro di Taormina, per il Premio delle Nazioni, sono arrivati Gina Lollobrigida, Christopher Lambert, Ron Moss e Nicola Piovani. Non una parentesi, ma una costante degli eventi a partire da TaoBuk, a maggio, passando per il TaoFest (il Festival del cinema) che quest’anno ha avuto tra gli ospiti Nicole Kidman,Pierfrancesco Favino e Oliver Stone che è anche presidente di giuria. E poi le grandi manifestazioni enogastronomiche come Taormina Gourmet che chiude in autunno il lungo cartellone degli eventi. «Credo sia arrivato il momento di riportare a Taormina il david di Donatello - dice Antonio Di Stefano, animatore insieme ad altri del Taormina Cultural Park - e soprattutto credo sia arrivato il momento di tornare a tenere alta l’asticella della qualità. Ci sono eventi che danno molto a Taormina, ce ne sono altri che invece da Taormina prendono solamente». E il riferimento sembra essere alla polemica del momento, all’uso del Teatro greco (dove ieri sera si è esibito John Legend, nella sua unica tappa europea).  Concerti al teatro Greco che richiamano un flusso di visitatori mordi e fuggi, che si sommano al tradizionale turismo one day. C’è chi parla di assedio, tanto che l’amministrazione comunale quest’anno ha dovuto approntare un terzo parcheggio d’emergenza.

«A Taormina esiste già un ticket di ingresso - dice ancora il sindaco - e produce circa 700 mila euro l’anno, che si aggiungono agli oltre tre milioni di tassa di soggiorno. Quindi il problema non è questo. Credo che sia importante innalzare la qualità dei servizi offerti dagli imprenditori privati, soprattutto bar e ristoranti, e dalla pubblica amministrazione, soprattutto controllo del territorio e scelta degli spettacoli. Per esempio, show di alto livello ed eliminazione di inutili esibizioni più popolari che negli ultimi anni hanno invaso la città e il Teatro Antico».

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