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Sì all’adozione di un bimbo disabile alla single ultrassessantenne

La Cassazione riconosce ad una donna single ultrasessantenne il diritto di adottare un bambino di otto anni con una grave disabilità

di Patrizia Maciocchi


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2' di lettura

La Cassazione riconosce ad una donna single ultrasessantenne il diritto di adottare un bambino di otto anni con una grave disabilità. La Suprema corte ha applicato la legge sull’adozione in casi particolari in nome dell’interesse preminente del minore a vedere riconosciuti i legami i legami che si sono sviluppati con chi se ne è sempre preso cura. Una continuità affettiva che ha portato alla pronuncia - per un’adozione, diversa dall’adozione legittimante - malgrado il parere contrario dei genitori. La coppia, decaduta dalla potestà genitoriale, aveva sollevato una serie di ostacoli: dalla differenza di età tra l’aspirante madre adottiva di ben 45 anni, alla sua condizione di single.

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Per i ricorrenti la donna non avrebbe potuto, prendersi cura da sola di un bambino affetto da tetraparesi spastica, perché l’aiuto della giovane figlia sarebbe venuto meno per la prevedibile intenzione di farsi una vita propria. A queste considerazioni avevano aggiunto l’importanza, soprattutto per un bambino disabile di avere entrambi i genitori. Argomenti che non hanno retto a fronte della verifica, da parte dei periti, dello stato di abbandono del bambino per l’inadeguatezza dei genitori che lo avevano allontanato poco dopo la nascita.

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A otto anni il piccolo era stato adottato da una donna di 62 anni, infermiera pediatrica che già da diverso tempo se ne prendeva cura con la collaborazione della figlia La Cassazione , con l’ordinanza 17100, ricorda che l’adozione in casi particolari è consentita alle persone singole e alle coppie di fatto, con il fine di salvaguardare i rapporti tra adottato e adottando e non certo tra quest’ultimo e i genitori naturali. Nel caso esaminato dai giudici non c’erano aspiranti al pari di quanto avvenuto, a dicembre dello scorso anno, con l’adozione da parte di un uomo di 42 anni di Trapani della piccola Alba, affetta da trisomia 21. La bambina era con lui da quando aveva 30 giorni. Lui, single e gay, ha potuto darle il suo cognome.

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