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Si apre Macfrut 2022 con 830 espositori da tutto il mondo

Fino a venerdì a Rimini la Fiera internazionale dell’ortofrutta alla sua 39esima edizione. In contemporane si terrà anche Poultry Forum (Settore avicolo)

di Ilaria Vesentini

Agricoltura, Coldiretti: da guerra abbassamento qualità prodotti

3' di lettura

«Macfrut è un bel segnale di ripresa di un settore strategico per l’Italia». Con queste parole il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha inaugurato la 39esima edizione della Fiera internazionale dell’ortofrutta, che fino a venerdì prossimo riempirà 40mila metri quadrati dei padiglioni di Rimini Expo Center con 830 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, packaging, logistica e servizi), una presenza straniera che sfiora il 28%, guidata dall’Africa protagonista quest’anno della manifestazione con 200 aziende, più di 500 buyer internazionali accreditati e un’ottantina di incontri ed eventi speciali in calendario, tra cui il Simposio della ciliegia, il primo Salone europeo dedicato a spezie ed erbe officinali, il Tropical Fruit Congress (star sarà l’avocado) e l’area dedicata a droni e robot.

Un’edizione sopra le attese

I numeri della rassegna organizzata da Cesena Fiera (ospitata nel quartiere riminese) sono lo specchio dell’importanza della filiera ortofrutticola per il Made in Italy: la produzione vale oltre 15 miliardi di euro, pari a oltre un quarto del valore nazionale dell’agricoltura e lo scorso anno l’export ha raggiunto la cifra record di 5,5 miliardi di euro (+6% sul 2020) con un saldo della bilancia commerciale di oltre 1 miliardo di euro, confermandosi la seconda voce dell’export agroalimentare dell’Italia dopo il vino (7,1 miliardi di euro). L’Emilia-Romagna, regione leader in Europa per prodotti Dop e Igp (44 prodotti certificati che valgono più di 3,3 miliardi di euro) sarà in prima fila nella tre giorni fieristica con tutti gli 11 Consorzi dei produttori delle Dop e Igp del settore ortofrutticolo in vetrina.

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Dai campi alle tecnologie

Nonostante il momento difficile per la filiera, alle prese con i rincari dei costi di produzione e logistica e la guerra russo-ucraina alle porte di casa che sta cambiando la geografia dei flussi e delle partnership internazionali, «apriamo sotto i migliori auspici e a soli otto mesi di distanza dalla precedente edizione, una fiera diversa, che guarda al futuro coniugando business e conoscenza nel segno dell’innovazione», sottolinea il presidente di Cesena Fiera, Renzo Piraccini, al taglio del nastro. Ricordando che è pur vero che la Spagna ha superato l’Italia per valore della produzione ortofrutticola, ma se si allarga l’analisi all’intera filiera – quella che Macfrut mira a rappresentare - dal comparto sementiero ai mezzi tecnici, dalle tecnologie di campo alle linee di confezionamento, dal packaging ai servizi, l’Italia è leader assoluta in Europa.

Spazio al 4.0

Non a caso quest’anno ampio spazio è dedicato al futuro 4.0 del settore, con “Macfrut Field Solution”, un campo prova di 1.600 metri quadrati dove testare le principali tecnologie sui sistemi di irrigazione, coperture e sensoristica, nonché l’area Smart Agriculture con le ultime novità in fatto di droni, robot e soluzioni di AI. Secondo le stime dell’Osservatorio Smart Agriculture del Politecnico di Milano e dell’Università di Brescia, il mercato dell’agricoltura 4.0 (macchine connesse, sistemi di monitoraggio e controllo da remoto, soluzioni di tracciatura) ha raggiunto gli 1,6 miliardi di euro nel 2021, con un incremento a doppia cifra.

Poultry Forum

Ma a Rimini non sarà in scena solo l’ortofrutta bensì anche la filiera avicola, in occasione di Poultry Forum, evento internazionale promosso da Fieravicola, in collaborazione con Assoavi e Unaitalia, in contemporanea a Macfrut, per far incontrare i player italiani ed esteri di un segmento del settore primario in cui la Romagna eccelle e in cui tutto il Made in Italy gioca un ruolo chiave garantendo al Paese l’autosufficienza, con marchi quali Veronesi-Aia, Amadori, Fileni, Martini, Guidi, Eurovo. Una filiera, quello di uova e pollame, che dà lavoro a 64mila addetti, con un fatturato di 5,7 miliardi di euro e che negli ultimi cinque anni – secondo il report Unaitalia – ha investito oltre 50 milioni di euro nel green, che si sono già tradotti in 310 milioni di kw di energia elettrica rinnovabile, 46 miliardi di litri di acque di processo e il 90% degli scarti di lavorazione recuperati e la riduzione degli antibiotici (-88% dal 2011 ad oggi).

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