congiuntura

Si attenua la caduta dell’export di orologi, ad agosto forte traino dalla Cina

L’Italia mantiene la decima posizione nella classifica dell’export di orologi svizzeri . nonostante il calo del 33% rispetto allo stesso mese del 2019. Buona la performance dei modelli di fascia alta

di Lino Terlizzi

default onloading pic
(Fxquadro - stock.adobe.com)

L’Italia mantiene la decima posizione nella classifica dell’export di orologi svizzeri . nonostante il calo del 33% rispetto allo stesso mese del 2019. Buona la performance dei modelli di fascia alta


2' di lettura

Frena ancora il calo delle esportazioni di orologi svizzeri. I dati di agosto indicano che nel mese l'export di segnatempo elvetici è stato pari a 1,34 miliardi di franchi (1,25 miliardi di euro), in flessione dell'11,9% rispetto a un anno prima. È la conferma che la caduta provocata dagli effetti economici del coronavirus si sta attenuando: in luglio il calo era stato del 17% e in giugno del 35%. Se si guarda ai primi otto mesi del 2020, l'export di orologi rossocrociati è stato di 9,80 miliardi di franchi (9,12 miliardi di euro), in flessione del 30,5% rispetto a dodici mesi prima; nei primi sette mesi dell'anno il calo era stato del 32,8% e nei primi sei mesi del 35,7%.

Il traino principale è la Cina, che in agosto si è confermata come mercato numero uno per gli orologi elvetici, con una forte crescita per il terzo mese consecutivo. La Cina da un lato è in netta ripresa economica, dall'altro riflette il fatto che i suoi abitanti ora acquistano di più in patria e meno all'estero.

Tra i primi dieci mercati per l'export svizzero, oltre alla Cina solo gli Emirati Arabi hanno registrato il segno positivo in agosto, gli altri hanno limitato i danni, chi più chi meno, e hanno avuto il segno negativo. Nella top ten dei mercati, la Cina in agosto ha registrato +44,9%, gli Stati Uniti -4%, Hong Kong -16,4%, il Giappone -24,5%, il Regno Unito -15,3%, la Germania -7,5%, Singapore -29,6%, gli Emirati Arabi +8,3%, la Francia -32,2%, l'Italia -33,1%. Appena fuori dalla top ten, emergono la caduta della Corea del Sud con -47,2% e il balzo dell'Arabia Saudita con +26,5%.

Nel mese è stata ancora una volta la gamma alta, quelli degli orologi con prezzi superiori ai 3 mila franchi, a fornire carburante al settore, registrando una flessione limitata; la gamma media, con le fasce di prezzo comprese tra i 200 e i 3 mila franchi, ha avuto contrazioni più accentuate ma comunque non enormi, mentre la gamma di base, cioè la fascia di prezzo sotto i 200 franchi, è quella che ha registrato la caduta più consistente.Per quel che riguarda i primi otto mesi dell'anno, la Cina è l'unica tra i dieci maggiori mercati ad aver ritrovato il segno positivo. Questo è il quadro per il periodo gennaio-agosto: Cina +1,6%, Stati Uniti -24,2%, Hong Kong -48%, Giappone -33,5%, Regno Unito -35,7%, Singapore -31,3%, Germania -25,3%, Emirati Arabi -27,1%, Francia -40,2%, Italia -39,6%.

Il calo anche per il mercato italiano è rilevante, ma la Penisola riesce quantomeno a rimanere nella top ten.Il polo svizzero degli orologi rappresenta oltre il 50% del fatturato mondiale del settore ed esporta oltre il 90% della sua produzione. La Federazione dell'industria orologiera (Fh), che fornisce i dati sull'export, a metà anno aveva indicato per l'intero 2020 un calo possibile delle esportazioni di segnatempo elvetici dell'ordine del 25-30% in valore, a causa ovviamente degli effetti economici del coronavirus. Una previsione di un calo consistente, ma contenuto rispetto ai crolli di inizio anno. I dati di agosto confermano questa tendenza al contenimento della caduta, che potrebbe continuare a concretizzarsi, sempre virus permettendo.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti