ora passa al senato

Sì della Camera alla class action. Accolto il principio della irretroattività

di Nicola Barone

Vitalizi, una class action contro la Presidenza della Camera

2' di lettura

La Camera ha approvato la proposta di legge sulla cosiddetta class action che ora passa al Senato. Il provvedimento, presentato dai Cinque Stelle, ha avuto 365 voti favorevoli, nessuno contrario e 103 astensioni. In aula anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede - sua la precedente versione licenziata a Montecitorio tre anni fa - che ha ringraziato i deputati per il «bell’esempio di dibattito parlamentare, che è stato molto costruttivo».

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Discussione e votazione degli emendamenti riguardanti la proposta di legge erano state sospese fino a metà pomeriggio perché al Comitato dei nove arrivassero in esame alcuni nodi dell’articolato oggetto di critiche da parte dell'opposizione. In particolare quello sulla retroattività, contestata da Forza Italia che su questo ha richiamato all'appello la Lega in nome della vicinanza del Carroccio al mondo delle imprese. Alla fine la correzione è passata. «Una misura di buon senso, un grande successo del gruppo di Forza Italia che premia il nostro lavoro in Commissione e in Aula» secondo i deputati azzurri Pierantonio Zanettin e Giusi Bartolozzi.

Altra questione dibattuta, il cosiddetto “danno punitivo” ossia un contributo di denaro in più che dovrebbe versare chi perde l'azione di classe. «Con la riforma approvata oggi alla Camera offriremo ai più deboli uno strumento che funziona veramente, dopo quasi dieci anni dalla prima legge sulla class action», afferma Angela Salafia del M5S. Per la capogruppo del Movimento in Commissione giustizia della Camera e prima firmataria della proposta di legge «sarà una vittoria per tutti: cittadini e non solo consumatori, che così avranno più strumenti per difendersi dalle vessazioni; tribunali ordinari, che avranno meno carico; imprese virtuose, che non avranno nulla da temere, perché potranno finalmente operare in un mercato in cui la concorrenza è leale e ispirato a meritocrazia. Ciò comporterà meno spese per le aziende, che si potranno costituire solo in una causa e non necessariamente in cento».

Anche dal Pd arrivano parole di soddisfazione per il contributo di miglioramento dato alla norma. «L'Aula ha accolto due emendamenti proposti dal Gruppo del Partito democratico: il primo che prevede l'applicazione non retroattiva delle nuove norme; il secondo che consente ai convenuti di contestare complessivamente, e non singolarmente, i fatti dedotti da ciascun aderente all'azione di classe. Un bel risultato che modifica in meglio un testo che deve assolutamente garantire un giusto punto di equilibrio tra gli interessi fondamentali dei consumatori e quelli delle imprese coinvolte».

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