trasporto aereo

Si cerca un accordo in extremis per salvare Alitalia

di Giorgio Pogliotti

(13693)

2' di lettura

Il salvataggio di Alitalia è appeso ad un filo. Dopo giorni di trattative no-stop al Mise, le posizioni tra azienda e sindacati restano distanti sul piano industriale, in particolare sui capitoli esuberi e taglio del costo del lavoro. Ma il tempo stringe con gli azionisti che hanno condizionato il loro intervento nella ricapitalizzazione della compagnia all’intesa con il sindacato che, secondo il timing indicato dal ministro Carlo Calenda deve avvenire entro giovedì 13 aprile, per consentire a partire dal 14 di procedere con l’operazione finanziaria da poco meno di 2 miliardi (tra equity e linee di credito), che richiederà poi tempi tecnici per concretizzarsi, mentre la liquidità aziendale va progressivamente esaurendosi.

Gubitosi: il tempo sta scadendo
Il governo cerca di mediare. In serata il ministro dello Sviluppo Economico ha incontrato il presidente esecutivo designato di Alitalia, Luigi Gubitosi, per cercare una soluzione che sia compatibile con il business plan aziendale. «La situazione è molto complicata perché il tempo sta scadendo», ha detto Gubitosi, uscendo dal ministero «spero si raggiunga una soluzione e che prevalga la razionalità». In mattinata alle 9,30, lo stesso Calenda, in compagnia dei ministri Graziano Delrio (Trasporti) e Giuliano Poletti (Lavoro) incontrerà i leader di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Susanna Camusso, Annamaria Fulran e Carmelo Barbagallo.

Loading...

Il nodo dei 500 lavoratori che l’azienda vuole esternalizzare
Sul primo nodo, i 2.037 esuberi tra il personale di terra previsti dal piano industriale, potrebbero essere solo in parte mitigati con il ricorso per 1.338 dipendenti a tempo indeterminato a 2 anni di cassa integrazione straordinaria in aggiunta a 2 anni di Naspi (l’ex indennità di disoccupazione) e con il concorso del fondo di settore verrebbe assicurato ai lavoratori tra il 70 e l’80% della retribuzione. Ci sono poi circa 500 lavoratori che sarebbero coinvolti dalle cessioni di attività senza protezioni, mentre per circa 300 lavoratori di manutenzione e aree (si ipotizza il call center) inizialmente oggetto di esternalizzazioni, Alitalia sarebbe disponibile al mantenimento in azienda (anche se con il sindacato restano le distanze sulla turnazione oraria).

La sforbiciata alle retribuzioni dei piloti
Altro tema che divide le parti è la proposta dell’azienda di un taglio di 163 milioni al 2019, da conseguire per 80 milioni con la sforbiciata delle retribuzioni dei piloti e assistenti di volo , e per 83 milioni con gli esuberi del personale di terra. Secondo fonti sindacali si è poi ipotizzato un taglio di 146 milioni. «Dopo giorni complessi di trattativa - sostiene Emiliano Fiorentino (Fit-Cisl) - a 24 ore dall’ultimatum restano le distanze sul recupero dal costo del lavoro. L’auspicio è che prevalga il senso di responsabilità da parte aziendale, perchè se restano le rigidità al tavolo non si può fare l’accordo ». In vista della ripresa del confronto, Camusso ha postato su twitter che «i lavoratori hanno già avanzato proposte. Ora Governo e Alitalia devono fare di più», il Mise «non può essere il ministero che produce esuberi».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti