Il «mismatch»

Si cercano 342mila lavoratori ma uno su tre è introvabile

Da qui a inizio 2020 imprese a caccia di ingegneri, tecnici, operai, cuochi e camerieri. Ma la mancanza di candidati e competenze in linea con le richieste rende difficili le selezioni

di Claudio Tucci

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Le aziende cercano soprattutto professionalità in materie tecnico-scientifiche

Da qui a inizio 2020 imprese a caccia di ingegneri, tecnici, operai, cuochi e camerieri. Ma la mancanza di candidati e competenze in linea con le richieste rende difficili le selezioni


3' di lettura

Da qui a inizio 2020 nelle regioni del Centro Italia sono previste poco più di 342mila assunzioni, 342.040 per la precisione. Le imprese continuano ad andare “a caccia” soprattutto di professionisti con elevata specializzazione, ingegneri e informatici; di tecnici, intermedi e superiori; di impiegati e di operai nei settori edile, chimico, metalmeccanico. Nel terziario, la richiesta principale è di cuochi e camerieri, oltre che di operatori nel settore turistico-alberghiero e nel commercio (visto l’avvicinarsi del periodo natalizio), oltre che nell’assistenza alle persone.

Il punto è che, soprattutto, per i profili più legati alla manifattura (e al 4.0) una fetta consistente di inserimenti programmati dagli imprenditori è considerata, già oggi, difficile: si viaggia su percentuali a doppia cifra, che, purtroppo, sono in costante aumento. In Umbria ed Emilia Romagna, ad esempio, la quota di “introvabili” sfiora, complessivamente, il 40% (rispettivamente, 39,5% e 37%); in Toscana ci si attesta al 35%, nel Lazio si scende a poco meno, al 25,8% (ma si tratta pur sempre di un ingresso su quattro che, probabilmente, non andrà a buon fine).

La fotografia dei lavoratori previsti in ingresso, nel periodo novembre 2019-gennaio 2020, in Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Umbria, Molise, che ci ha fornito Unioncamere, evidenzia una certa vitalità del tessuto produttivo-imprenditoriale locale (nonostante un quadro economico fiacco), “frenata”, però, da un mismatch che ormai - nel silenzio di politica e istituzioni - ha raggiunto livelli record. Un paradosso in un Paese che ha un tasso di disoccupazione giovanile che viaggia intorno al 30%, e rimane agli ultimi posti nel confronto internazionale, davanti solo a Spagna e Grecia (e lontano anni luci dalla Germania, stabile intorno al 5 e 6% di under25 senza un impiego).

Il primo passo «è un tempestivo orientamento dei giovani, rendendoli consapevoli insieme alle famiglie delle opportunità reali del mercato del lavoro - evidenzia Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere -. Da qui a 5 anni, 6 nuovi occupati su 10 dovranno avere una laurea o un diploma, con una formazione specifica in materia di digitale e green economy e/o competenze tecniche».

Il tema è delicato; e chiama in causa il mondo della formazione (le motivazioni principali, indicate dalle stesse aziende, della difficoltà a reperire il collaboratore giusto sono essenzialmente due: mancanza di persone e preparazione inadeguata).

«In Emilia Romagna, così come in Toscana, Abruzzo, Umbria ormai in un caso su due le aziende metalmeccaniche non riescono a trovare manodopera specializzata. E lo stesso vale per i periti metalmeccanici cercati anche da altri settori - racconta Sabrina De Santis, responsabile Education di Federmeccanica -. È ormai urgente una strategia nazionale sulla scuola. Un piano straordinario di orientamento verso le materie Stem anche attraverso la formazione dei docenti, in particolare quelli delle medie, e rafforzare il legame con le imprese».

Ancora oggi, del resto, si sceglie la scuola non tenendo conto dei possibili sbocchi occupazionali. Emblematico è il caso del Lazio dove, lo scorso anno, oltre il 60% di iscritti alle superiori ha scelto il liceo (mentre i contratti sono offerti dall’industria e quindi occorrerebbe una formazione tecnico-professionale). «Guardiamo alla chimica, per fare un altro esempio - aggiunge Raffaella Merlino, responsabile Capitale umano di Unindustria -. Gli iscritti a istituti tecnici e professionali, a indirizzo chimico, sono ancora pochi. Eppure le aziende del settore offrono tante opportunità. La prossima settimana Unindustria organizzerà a Latina una giornata di orientamento proprio sulla chimica. Tra Pmi day, iniziative di scuola-lavoro, supporto nel lancio di nuovi Its, visite in istituti scolastici e università, stiamo facendo la nostra parte. Ma non basta. Continueremo a sensibilizzare le Istituzioni affinché si accorcino le distanze con il mondo della formazione, aggiornando, in primis, la didattica e i laboratori, con strumenti al passo con le nuove esigenze produttive».

ASSUNZIONI PREVISTE E DIFFICOLTÀ DI REPERIMENTO

Difficoltà di reperimento totale* in % ed entrate previste (valore assoluto). Periodo novembre 2019 - gennaio 2020

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