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Si chiamano «Longennials» e il Real Estate ancora li ignora

A Milano un evento dedicato alla casa per i “senior”. Nel 2035 in Italia ci saranno 5,6 milioni di ultra ottantenni

di Evelina Marchesini

aggiornato il 21 giugno

(Westend61-RF / AGF)

5' di lettura

Chiamateli Longennials. Gli over 60 in buone condizioni di salute ed economiche, in grado di affrontare una longevità finora inedita, non ci stanno più a sentirsi chiamare “anziani” o appartenenti alla terza età. Decisamente preferiscono il termine “silver”, soprattutto nei Paesi anglosassoni, ma sta facendosi strada la nuova denominazione, appunto, di Longennials. In un Paese come l'Italia, secondo per età della popolazione solo al Giappone, la questione dell'ampio settore dei Longennials è quantomai cruciale, seppur poco trattata.

Riguarda tutte le sfere del vivere privato e comune: gli over 60 rappresentano un mercato del consumo considerevole, così come il real estate a loro dedicato è in continuo fermento; le tematiche sanitarie sono di primaria importanza, soprattutto alla luce della pandemia, e hanno fatto risaltare la mancanza di strutture adeguate; la sfera finanziaria degli investimenti per gli over 60 in buone condizioni di salute rappresenta poi un ricco bacino per i consulenti finanziari e i mercati.

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Il convegno dedicato

Si è svolto così a Milano il 15 giugno il primo evento tutto coniugato in tema Longevità e abitare. «I senior e la casa» è il titolo del convegno che si è svolto a Palazzo Castiglioni a Milano, un convegno sull’abitare senior in tutte le sue forme, che si aperto con la presentazione dei risultati di una ricerca esclusiva effettuata da Active Longevity Institute (A.L.I.)sul tema: la ricerca, con finalità qualitative, è stata condotta su un panel di professionisti, uomini e donne, under e over 55 anni, di livello sociale medio e medio-alto, con rappresentatività statistica di oltre 34mila individui.

Un terzo degli anziani cambierebbe casa

Cosa è emerso? I risultati fanno pensare, visto che un terzo degli anziani italiani teme che la casa in cui abita possa rappresentare un pericolo per la propria incolumità; un quarto teme di invecchiare dentro la casa in cui vive per la stessa ragione; e altrettanti soffrono per la carenza di spazio, temendo di non poter ospitare, quando e se servisse, una badante. Inoltre un terzo degli anziani intervistati cambierebbe casa.

Le domande del real estate

Ecco dunque le domande che deve porsi il real estate: tanto per cominciare, la casa media dei longennials è adeguata alla vecchiaia avanzata o deve cambiare? E come? Si può e si deve prendere in considerazione l'idea di spostarsi per vivere in una situazione più vicina alle proprie esigenze? In Italia si parte dal fatto che circa l’80% degli anziani vive in case di proprietà, ma con caratteristiche poco adatte all’avanzare dell’età.

Che cosa ci si deve aspettare dal senior living? E che tipo di real estate meglio vi si adatta, tra condomini, resort, comunità o villaggi? Le domande sono tante. A moderare il convegno è statao Sergio Luciano, direttore editoriale di Economy, e i risultati della survey illustrati da Francesco Priore, amministratore di A.L.I. proveniente da un'importante carriera di consulenza finanziaria. Joe Coughlin, fondatore e direttore AgeLab del MIT di Boston ha parlato dell'evoluzione del senior living e di cosa mutuare dall'esperienza Usa, Nicola Palmarini, direttore dell’ UK’s National Innovation Center for Aging di Newcastle ha trattato il Senior living europeo e delle città a misura di longevità.

Francesco Cocco, architetto e urbanista specializzato in social housing in Spagna ha affrontato la tematica della comparazione tra Barcellona e Milano «Inclusione e la Longevity Readiness».

Le mosse dell’Inps

Ma se questi dati attestano la presenza di una domanda nuova di servizi residenziali di qualità, qualcosa si muove, tra Stato e mercato, per riqualificare anche in Italia – come già accade in Francia, Olanda, Stati Uniti e vari altri Paesi – la qualità abitativa degli anziani autosufficienti. Lo ha testimoniato il Presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, intervenendo in diretta per spiegare come e perché l'istituto che guida abbia investito in un grande progetto di senior housing insieme con Inarcassa, Enpap e Fabrica per sviluppare i migliori investimenti immobiliari per cercare di migliorare l'offerta e implementarla a Milano, Vincenza, Verona e Roma: «È auspicabile un maggior interesse da parte di istituti come il nostro, ma anche il legislatore dovrebbe offrire migliori strumenti d'intervento. Ci vorrebbero nuove policy per arginare il deflusso di pensionati verso altri Paesi. La missione 5 del Pnrr, dedicata all'inclusione, potrebbe essere la sede di questo sviluppo», ha detto Tridico.

I modelli per il senior living

Una successiva tavola rotonda ha visto confrontarsi sui diversi, possibili modelli di senior living Francesco Calabria, avvocato presso Linklateres, che ha auspicato una normativa più flessibile e attenta alle esigenze urbanistiche del settore; Orietta Coppi, del gruppo francese Domitys, che a partire da una grande nuovissima struttura a Bergamo sta moltiplicando gli investimenti nel senior housing italiano; Maria Cristina Farioli, in rappresentanza di Red4You, uno sviluppatore immobiliare che sta avviando un quartiere avanzatissimo a Segrate con soluzioni tecnologiche d'avanguardia e coesistenza di senior housing, social housing e student housing; e ancora Stefano Malagoli, di Quadrivio, colosso italiano del private equity molto attivo anche all'estero sull'immobiliare innovativo, Claudio Pacella, del Gruppo Mutui Online, che ha sottolineato la necessità di nuovi servizi finanziari a sostegno del settore, e ancora, per le conclusioni, Mariuccia Rossini.

«Questo evento ci permette di dire di aver conseguito una delle nostre finalità – sintetizza Francesco Priore – che è quella di individuare le esigenze dei longennials, come noi chiamiamo i longevi attivi, e insieme segnalarle alle istituzioni e al mercato affinché ne derivino nuove soluzioni ed opportunità».Tra gli scenari per le prossime mosse dell'Ali, la creazione di un più vasto network di operatori, immobiliari e non, attivi nel senior housing e vicini al Senior economy network; una collaborazione con l'Anci per sensibilizzare i sindaci al valore del senior housing; e un'azione di lobbying per ottenere una semplificazione normativa “dedicata”. Ideale sarebbe anche l'inclusione del senior housing tra gli asset gratificati da un particolare valore Esg nei panieri di investimenti sostenibili.

Pnrr e sistema Italia

Il tema si coniuga con la destinazione dei fondi del Pnrr che verranno utilizzati per migliorare il mercato residenziale, in particolare per quanto riguarda la dimensione sanitaria, di pianificazione urbana, dei servizi per le persone fragili, l'housing sociale, la riqualificazione delle strutture sportive, il senior living appunto.

Nel 2035 in Italia saranno 5,6 milioni le persone con più di 80 anni contro i 4,5 milioni del 2020. Le tipologie abitative per i Silver sono di diverso tipo e la più conosciuta è quella delle Rsa, le residenze per anziani, dedicate perlopiù a chi ha necessità di un'assistenza continuativa. Ma i “longevi attivi” sono sempre di più e hanno necessità abitative particolari non basate sull’assistenza bensì sulla condivisione di interessi e servizi comuni e su un'ubicazione in zone climatiche favorevoli tutto l'anno: nascono così gli sviluppi immobiliari dedicati, come negli Usa (a cominciare dalla Florida e dall’Arizona) e in Spagna e Portogallo. Una miniera d'oro per il real estate, il turismo e un futuro dorato per i senior.

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