in aula al senato

Sì alla doppia preferenza. Calderoli lancia la teoria sessista: «Maschio infedele, si accoppia con 4-5 donne e incassa il loro voto»

Obiettivo: garantire la parità di genere nelle consultazioni elettorali regionali in Puglia

di N.Co.

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Un gruppo di parlamentari chiede la parità salariale uomo-donna (Imagoeconomica)

Obiettivo: garantire la parità di genere nelle consultazioni elettorali regionali in Puglia


3' di lettura

É stato definitivamente convertito in legge dal Senato il decreto legge sulla doppia preferenza in Puglia. Obiettivo: garantire la parità di genere nelle consultazioni elettorali regionali dopo il mancato recepimento nella legislazione regionale dei principi fondamentali in materia di sistemi di elezione. I sì sono stati 149, gli astenuti 98, nessun contrario. In fase di discussione generale ha suscitato polemiche la teoria sessista enunciata dal senatore leghista Roberto Calderoli, che ha creato imbarazzo in aula.

Cosa prevede

Il testo prevede che il mancato recepimento nella legislazione regionale in materia di sistemi di elezione del presidente, degli altri componenti della Giunta regionale e dei Consigli regionali dei principi fondamentali in materia di sistemi di elezione costituisca presupposto per l’assunzione delle misure sostitutive. E detta dunque disposizioni da applicare nella regione Puglia per le elezioni del Consiglio regionale del 2020. Per assicurare il pieno esercizio dei diritti politici e l'unità giuridica della Repubblica, in tale regione per le elezioni del Consiglio regionale si introduce la “doppia preferenza di genere”, attualmente non prevista dalla legge elettorale regionale della Puglia per l’elezione del Consiglio. È stata anche disposta la nomina della prefetta di Bari Antonella Bellomo a commissario straordinario «con il compito di provvedere agli adempimenti conseguenti per l'attuazione del decreto», compresa la ricognizione delle disposizioni regionali incompatibili con la doppia previsione di genere.

Boccia, stop a atti contro parità genere

Il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, ha salutato la conversione in legge del decreto con soddisfazione. «Il voto finale di oggi in Senato sul decreto sulla doppia preferenza nelle leggi elettorali è un risultato storico; la politica italiana ha voltato definitivamente pagina, non saranno più tollerati atti e voti contro la parità di genere. La parità appartiene a quella categoria di diritti universali, sociali e civili, che una democrazia matura come la nostra deve sempre tutelare». Il ministro ha ricordato l’intervento che ha attivato «i poteri sostitutivi per tutelare l'unità giuridica e, in particolare, la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, che prescindono dai confini territoriali dei governi locali. È un esempio che farà storia».

Calderoli: maschi infedeli,doppia preferenza penalizza donne

La boutade del senatore Calderoli va in scena durante la discussione generale in aula sul decreto per la doppia preferenza in Puglia. Inizia dicendo che il decreto è un «obbrobrio pericoloso». «Qualcuno dice - ha affermato - che questo è fatto per favorire la parità di accesso. Ve lo dice un umile e modesto conoscitore della materia elettorale: chi la conosce sa che in collegi che hanno a disposizione un numero di candidature che va da due a sette, quindi piuttosto piccolo, la doppia preferenza di genere danneggia il sesso femminile, perché normalmente il maschio è maggiormente infedele della femmina». Il senatore ha sostenuto che «il maschio solitamente si accoppia con quattro o cinque rappresentanti del gentil sesso, cosa che la donna solitamente non fa. Il risultato è che il maschio si porta i voti di quattro o cinque signore e le signore non vengono elette». E ha concluso con un appello: «Se si aumenta la platea dell’elettorato passivo, frammentando l’espressione delle preferenze, si riduce la possibilità che la donna venga eletta. Le donne si mettano in lista, come abbiamo fatto noi in Umbria eleggendo una donna, così come abbiamo eletto un presidente della Camera e un presidente del Senato donna e in Toscana candidiamo - vivaddio - una donna». Nell’imbarazzo generale chesi respirava in aula, il presidente di turno Ignazio La Russa (Fdi) ha provato a interromperlo: «Concluda senatore… perché vedo che si avventurava…».

Vizzini: Calderoli vergognoso

«Nel 2020 e non nel 1800 l’Aula del Senato diventa il teatro delle assurde teorie sessiste del senatore Calderoli. Utilizzando infantili doppi sensi - ha detto la deputata del Gruppo misto Gloria Vizzini - sulla doppia preferenza di genere ha elaborato un pensiero secondo il quale gli uomini avrebbero più voti perché si accoppiano (come gli animali, questo lo aggiungo io) con 4/5 donne incassando poi il loro voto. Nella sua mente probabilmente si riferiva alla prassi dei ticket elettorali tra candidati di sesso diverso, nella pratica il suo messaggio è offensivo e sessista. La parità di genere in Italia è un miraggio per colpa di persone che esprimono fieramente ogni giorno pensieri come questo».

Conzatti: le donne hanno diritto a candidarsi

«Le donne hanno conquistato l’elettorato attivo del 1946 ma nel 2020 non hanno ancora pienamente ottenuto l’elettorato passivo. Non hanno ancora ottenuto il diritto di farsi eleggere in condizioni di parità. Abbattiamo questo modello arcaico ancora vivo in molte zone d’Italia», ha detto nel suo intervento in aula la senatrice Donatella Conzatti (Iv), membro dell’Ufficio di presidenza della Commissione d'inchiesta sul Femminicidio.

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