intervento

Sì a Eurobond e leva pubblica per rilanciare gli investimenti

di Luigi Di Maio

Luigi Di Maio - Agf

3' di lettura

Abbattiamo la dicotomia Stato/mercato e rilanciamo la visione di un comparto pubblico che possa dare l’input a nuovi settori e creare nuovi mercati. È l’idea di uno “Stato innovatore” che aiuti l’Italia a trasformarsi in una “smart nation”, il progetto che il M5S coltiva da tempo. In tal senso non possiamo che accogliere con favore l’indicazione di Confindustria circa una sfera pubblica che sia promotrice di iniziativa economica. Inoltre, abbiamo sempre sostenuto come di fronte a una crisi di domanda, dentro cui pesa soprattutto il crollo degli investimenti, sia necessario rilanciarne la componente pubblica per stimolare quella privata.

Naturalmente, se si vuole conseguire una crescita più robusta dell’attuale, ma al tempo stesso sostenibile e orientata alla qualità della vita, bisogna scegliere in modo saggio i settori e le opere su cui orientare lo sforzo dello Stato. Il Movimento 5 Stelle in tal senso ha presentato delle chiare direttrici che potrebbero modificare radicalmente il paradigma di progresso, andando incontro alle sfide dell’innovazione e ricollocando strategicamente l’Italia nella segmentazione produttiva globale.

Loading...

Quando ci riferiamo alle infrastrutture, inoltre, non possiamo non pensare al Codice degli appalti recentemente riformato: noi non ne proponiamo la riscrittura, perché dobbiamo mettere il punto rispetto alla mutevolezza normativa. Vogliamo però operare correzioni volte a garantire semplicità e trasparenza delle procedure e a salvaguardare la piccola impresa.

In ogni caso, è soprattutto attraverso il rilancio degli investimenti, accanto a un taglio radicale della spesa improduttiva, che il M5S può permettersi meglio di altri, avendo mani libere rispetto a forti gruppi di interesse circoscritto, di puntare contemporaneamente a una decisa riduzione del debito/Pil, con un obiettivo di 40 punti in un decennio. L’appello di Confindustria ci trova coscienti della sfida e anzi diciamo che ciascuno di noi ha una responsabilità enorme nei confronti delle future generazioni. Non a caso, il M5S ha sempre tenuto caro un valore cardine: è necessario lasciare in condizioni migliori di come lo si è trovato il luogo, il Paese o il pianeta che si occupa e si vive per un dato periodo.

Sul fronte degli eurobond, il M5S esprime apprezzamento per qualunque strumento possa contribuire a cambiare il volto dell’Europa, sfigurato da sovrastrutture normative e regolamentari, soprattutto in materia di finanza, che hanno messo i decimali davanti ai cittadini, da una filosofia egoistica e ragionieristica lontanissima dall’ispirazione dei padri fondatori. È finito il tempo di una austerity stupida e cieca. Il nostro governo chiederà, infatti, in sede Ue di rivedere i principi del Fiscal compact e, come primo obiettivo, di scorporare la spesa virtuosa in conto capitale dai parametri che riguardano debito e disavanzo.

Bisogna aiutare il Paese a creare lavoro di qualità e garantire alle imprese una manodopera costantemente formata e competitiva, anche durante le sempre più frequenti pause di transizione professionale. I dati stanno lì a dimostrare che il cosiddetto Jobs act ha fallito, perché ha generato precarietà senza trasformarla in flessibilità virtuosa. È mancato soprattutto un investimento massiccio in politiche attive, per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Il M5S e il suo governo, in ogni caso, saranno pronti a raccogliere la sfida di un’industria che cambia all'interno di un Paese che gode ancora di un patrimonio produttivo da salvaguardare e valorizzare.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti