Ricerca dell’Agenzia Internazionale dell’Energia

Si ferma nel 2019 la crescita delle emissioni di CO2 legate all’energia

A differenza di quanto previsto, il calo nei Paesi con le economie più avanzate ha compensato la crescita avvenuta altrove


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3' di lettura

Era previsto un aumento, ma invece nel 2019, per fortuna, non c’è stato. L’anno scorso infatti le emissioni globali di biossido di carbonio legate all'energia hanno smesso di crescere, secondo i dati forniti dall'Aie (Agenzia Internazionale dell’Energia) e pubblicati l’11 febbraio.
Dopo due anni di crescita, infatti, le emissioni globali sono rimaste invariate a quota 33 gigatonnellate nel 2019, anche se l'economia mondiale è cresciuta del 2,9 per cento.

Ciò è dovuto principalmente al calo delle emissioni della produzione di elettricità nelle economie avanzate, grazie al ruolo crescente delle fonti rinnovabili (principalmente eolico e solare), al passaggio del combustibile dal carbone al gas naturale e alla maggiore produzione di energia nucleare. Altri fattori includono il clima più mite in diversi Paesi e una crescita economica più lenta in alcuni mercati emergenti.

Uno spiraglio
Questo risultato genera un barlume di speranza sulla possibilità di contenere i gas serra che danneggiano l'atmosfera. Ma perché questo possa succedere, sarebbe necessario che la Cina, che è il maggiore inquinatore mondiale, e l'India, le cui emissioni stanno crescendo rapidamente, adottassero le misure di contenimento che, per esempio, i Paesi europei stanno già adottando.

«Ora dobbiamo lavorare sodo in modo da assicurarci che il 2019 sia ricordato come un picco definitivo delle emissioni globali, non solo un’altra pausa nella crescita», ha commentato Fatih Birol, direttore esecutivo dell'Aie. «Abbiamo le tecnologie energetiche per farlo e dobbiamo farne uso tutti quanti. L'Aie sta costruendo una grande coalizione incentrata sulla riduzione delle emissioni, che comprende governi, aziende, investitori e tutti, con un autentico impegno per affrontare la nostra sfida climatica».

Calo delle emissioni nelle economie avanzate
Una significativa riduzione delle emissioni nelle economie avanzate nel 2019 ha compensato la crescita che invece ha continuato ad avvenire altrove. Gli Stati Uniti hanno registrato il più grande calo delle emissioni su base nazionale, con una riduzione di 140 milioni di tonnellate, pari al 2,9 per cento. Le emissioni statunitensi sono ora diminuite di quasi 1 gigatonnellata rispetto al picco massimo, raggiunto nel 2000.

Le emissioni nell’Unione europea sono diminuite di 160 milioni di tonnellate, pari al 5%, nel 2019. Il gas naturale ha prodotto più elettricità del carbone per la prima volta in assoluto; nel frattempo l’elettricità prodotta attraverso l’eolico ha quasi raggiunto quella ottenuta attraverso il carbone.

Anche le emissioni del Giappone sono diminuite di 45 milioni di tonnellate, pari a circa il 4%, il ritmo di declino più rapido fin dal 2009, grazie all’aumento della produzione ottenuta con i reattori nucleari recentemente riavviati.

Le emissioni nel resto del mondo sono invece cresciute nel 2019 di quasi 400 milioni di tonnellate, con quasi l'80% dell’incremento che proviene dai Paesi asiatici, dove la produzione di energia a carbone ha continuato a crescere.

In tutte le economie avanzate, le emissioni del settore energetico sono scese ai livelli che non si vedevano fin dalla fine degli anni '80, quando la domanda di elettricità era inferiore di un terzo rispetto ad oggi. La generazione di energia ottenuta tramite il carbone nelle economie avanzate è diminuita di quasi il 15%, a seguito della crescita delle energie rinnovabili, della commutazione carbone-gas, di un aumento dell’energia nucleare e della domanda di energia elettrica più debole.

Birol (Aie): «In corso la transizione all’energia pulita»
«Questa fermata positiva nella crescita delle emissioni è motivo di ottimismo per poter affrontare la sfida climatica in questo decennio», ha affermato ancora Birol. «È la prova che è in corso la transizione all’energia pulita - ed è anche un segnale che abbiamo l’opportunità di agire in modo significativo sulla questione delle emissioni attraverso politiche e investimenti più ambiziosi».

Per sostenere questi obiettivi, l'AIE pubblicherà a giugno una relazione speciale sulle prospettive energetiche mondiali, che illustrerà come ridurre le emissioni globali di carbonio legate all'energia di un terzo entro il 2030, così da mettere il mondo sulla buona strada per poter raggiungere obiettivi climatici a più lungo termine.

Inoltre, un vertice dell'Aie sulle energie pulite si terrà a Parigi il 9 luglio. Il summit riunirà esponenti governativi, amministratori delegati, investitori e altre parti interessate all'obiettivo di accelerare il ritmo del cambiamento verso fonti energetiche alternative. (f.s.)

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