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Si rafforza l’ottimismo su prospettive borsa, 66% operatori vede rialzi, solo il 6% ribassi

Dopo il lieve ritracciamento del mese scorso, torna a crescere la fiducia degli operatori a fronte di prospettive di forte crescita dell'economia e di un continuo sostegno della politica monetaria. Per assicurarsi che il credito continui ad arrivare alle imprese in un momento di maggiore propensione agli investimenti serve secondo la maggioranza degli associati Assiom Forex un nuovo intervento delle autorità europee su moratorie e garanzie.

di Corrado Poggi

(ANSA)

3' di lettura

Torna a rafforzarsi l’ottimismo degli operatori dopo il lieve ribasso del mese scorso. E’ quanto emerge dal sondaggio di luglio condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore. Risale infatti al 66% dal 64% di giugno la percentuale di quanti si attendono nuovi guadagni per i mercati azionari (guadagni che per il 5% saranno molto consistenti) mentre scende sensibilmente, dal 14% al 6% la rappresentanza di quanti vedono la possibilità di una fase ribassista. Risale di conseguenza al 28% dal 22% del mese scorso il campione di quanti si attendono mercati stabili. “Il buon momento che sta attraversando l’Italia sia a livello economico che di ritorno di immagine in molti settori ha certamente aiutato il nostro “indice della fiducia interno” - spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - e non stupisce vedere un aumento degli ottimisti tra gli operatori intervistati. Oltre a questo aspetto, sul piano più propriamente tecnico, la robusta crescita dei profitti evidenziata dagli eccellenti risultati trimestrali e il tono ancora moderato delle principali banche centrali hanno certamente contribuito a soffiare nella giusta direzione e a generare ulteriore fiducia e speranza che nei prossimi sei mesi le Borse possano mettere a segno ulteriori guadagni.

Cambi: 64% operatori punta su stabilità euro/dollaro con rafforzamento ripresa

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Dopo essersi assestato nuovamente sotto quota 1,20 dollari nel corso delle ultime settimane, il rapporto fra l’euro e la divisa americana dovrebbe rimanere sostanzialmente stabile nel corso dei prossimi mesi. Secondo il 64% degli operatori infatti il cross/euro dollaro dovrebbe rimanere sui livelli attuali, uno scenario atteso un mese fa dal 53% di quanti avevano preso parte al sondaggio. Un ulteriore campione del 18% (ex 24%) si attende invece un nuovo rafforzamento (che per il 3% sarà forte) mentre sul fronte opposto un’identità percentuale del 18% mette in preventivo un indebolimento della divisa comune. “Il cambio euro/dollaro sta beneficiando delle sorprese economiche positive dell’area Euro - spiega Mocio - Si prevede che la crescita robusta nella zona euro continuerà anche nei prossimi trimestri, sebbene vi sia il rischio persistente che la diffusione in corso della variante Delta possa ritardare ulteriormente la ripresa. Le previsioni di rilancio economico inducono la maggioranza degli intervistati a prevedere che la moneta unica non potrà arretrare dagli attuali livelli. Inoltre, bisogna considerare il fattore Next Generation Eu, che si preannuncia cruciale per la spinta ai Paesi UE e che sta per arrivare con i primi esborsi”.

Spread: 97% operatori lo vede sotto i 150 pt in prossimi mesi

Non fa segnare grandi variazioni rispetto al mese precedente il quadro previsionale circa l’andamento dello spread fra Btp a 10 e Bund di analoga durata nei prossimi mesi. Nel complesso, infatti, il 97% degli operatori, la medesima percentuale di un mese fa, ritiene che il differenziale rimarrà sotto la soglia dei 150 punti ma muta leggermente il peso delle componenti: sale infatti al 28% dal 22% di giugno il campione di quanti vedono lo spread scendere fra i 50 e i 100 punti (oggi ha aperto a 104) mentre scende al 69% dal 75% la percentuale di quanti ritengono che rimarrà fra i 100 e i 150 punti. Rimane infine invariata al 3% la percentuale di quanti ritengono possibile un balzo nella fascia di oscillazione compresa fra i 150 e i 200 punti. A sostenere il mercato dello spread secondo gli esperti di Assiom Forex sarà da una parte l’impegno della Bce ad assicurare a lungo condizioni di finanziamento molto favorevoli e dall’altro il forte trend di ripresa dell’economia europea.

Credito: per 57% operatori serve intervento su moratorie e garanzie

Per evitare una strozzatura del credito in una fase in cui, come rileva l’ultima indagine Bce fra le maggiori banche europee, le aziende appaiono pronte a rilanciare gli investimenti occorre che le istituzioni comunitarie non facciano mancare il loro sostegno intervenendo in particolare sulle garanzie e le moratorie. E' quanto ritiene il 57% degli operatori secondo cui è necessario un nuovo intervento per assicurare un adeguato equilibrio fra domanda e offerta di credito in quanto le banche rischiano di vedere un significativo aumento della Npe con potenziali aggravi sugli accantonamenti e sugli indici di patrimonializzazione. Secondo il rimanente 43% invece la nuova forward guidance Bce, che promette tassi bassi più a lungo al fine di mantenere condizioni di finanziamento favorevoli, dovrebbe permettere di evitare che si verifichi uno squilibrio fra domanda e offerta ponendo le condizioni per un ulteriore aumento della fiducia delle imprese e di conseguenza degli investimenti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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