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Sì al Salone del Mobile in settembre. Una formula inedita per la ripartenza

Via libera del cda di FederlegnoArredo Eventi. Sala: «Una bella notizia per Milano e per l’Italia». Giorgetti: «Pronti come governo a sostenere la riuscita della manifestazione»

di Giovanna Mancini

(Imagoeconomica)

4' di lettura

Non sarà «mini», non sarà «light», non sarà «ridotta». Sarà un’edizione «inedita, all’insegna dell’innovazione». Aggettivi a parte, la notizia importante è che finalmente – dopo una settimana di discussioni e riunioni permanenti, di tensioni interne e strappi – il cda di FederlegnoArredo ha confermato che il Salone del Mobile di settembre si farà, nelle date previste (dal 5 al 10) e all’interno di Fiera Milano.

La manifestazione avrà «una veste inedita, attenta a valorizzare le novità, le tecnologie e i progetti delle aziende», scrivono gli organizzatori nel comunicato diffuso al termine della riunione che ha trovato la quadra tra i diversi interessi che si erano contrapposti in questi giorni – imprese dell’arredo contrarie all’evento da un lato e imprese del commercio e dell’ospitalità a favore – e le pressioni politiche sempre più forti.

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La formula «inedita»

Sarà quindi un salone «inedito». Ovvero molto diverso da quello che abbiamo conosciuto negli ultimi anni, con 2.500 espositori, oltre 210mila mq di superficie espositiva occupata e quasi 400mila visitatori. Ma «inedito» anche perché le aziende – italiane e internazionali – parteciperanno esponendo prodotti inediti o comunque realizzati negli ultimi 18 mesi. Questa soluzione dovrebbe consentire alle imprese espositrici di partecipare con un numero limitato di pezzi, riducendo così gli investimenti necessari ad allestire gli stand e al tempo stesso liberando spazio per permettere a un maggior numero di imprese di presentarsi. È prevista anche l’integrazione tra i percorsi espositivi in presenza e l’offerta digitale sulla piattaforma dedicata che sarà presto operativa.

I dettagli del progetto – che è stato annunciato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e a tutte le istituzioni nazionali e territoriali coinvolte, nonché condiviso con Fiera Milano – saranno definiti e comunicati nelle prossime settimane. Il coordinamento e la realizzazione saranno affidati «a un curatore di fama internazionale» si legge nel comunicato diffuso dal Salone stesso, con l’obiettivo «di rafforzare legame, relazioni e azioni concrete con il tessuto economico e sociale che riconosce centralità e rilevanza al Salone del Mobile di Milano».

E così il cerchio si chiude: alle imprese dell’arredo, che in larga parte chiedevano l’annullamento della manifestazione, vengono risparmiati costosi investimenti difficili da programmare e sostenere in tempi di pandemia. A Fiera Milano è confermata l’occupazione degli spazi (sebbene saranno sicuramente meno degli anni precedenti al Covid). Alla città di Milano rimane il suo Salone, sebbene diverso.

I commenti e le reazioni della politica

«Abbiamo vinto una grande sfida: dare alle aziende della filiera, grandi e piccole, la migliore vetrina per valorizzare le eccellenze internazionali e del made in Italy – ha commentato il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin –. Ora proseguiremo in questa direzione, come sempre in stretta sinergia con la città di Milano».

«Sono fiducioso che grazie al supporto ricevuto dalle istituzioni e alla volontà delle aziende di dare un contributo alla riuscita della manifestazione, saremo in grado di dare vita a un Salone innovativo e attrattivo sul piano internazionale e di qualità – ha detto Gianfranco Marinelli, presidente di FLA Eventi –. Siamo consapevoli che il successo di una manifestazione come il Salone del Mobile sarà confermato dal fatto che i cittadini comprenderanno e apprezzeranno l’apporto che è in grado di dare al Paese in termini di crescita, immagine e credibilità».

Il primo politico a espirmere la propria soddisfazione è stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che nei giorni scorsi aveva lanciato più di un appello alle imprese del settore per convincerle a non annullare la manifestazione: «È una bella notizia per Milano e per l’Italia. Il presidente della Repubblica mi ha riconfermato la sua disponibilità a essere presente all’inaugurazione – ha detto Sala –. Sarà un’edizione unica, che arriva dopo un anno di stop e in un contesto sanitario e socio-economico ancora delicato e complesso, sicuramente più che attrattiva. Già il fatto che quest’anno Milano ospiterà il Salone è di per sé un messaggio di speranza e fiducia di grandissimo valore, in vista della ripresa».

Per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si tratta di «un segnale forte e importante. Seppur in edizione ridotta, questa decisione è fondamentale per gli operatori del settore, ma più in generale per tutto il sistema economico-produttivo della Lombardia e dell’intero Paese».

«L’apertura del Salone del Mobile è la notizia che speravamo di senitre: questa scelta ci rende felici – ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti –. Ma il nostro lavoro non si ferma qui: confermo l’impegno del Mise ad aprire un tavolo, da subito, con tutti i ministri e le parti interessate per partecipare alla riapertura del Salone del Mobile in maniera concreta».

Soddisfazione anche da parte di Fiera Milano, che sulla scia delle voci di annullamento, nei giorni scorsi aveva registrato pesanti cali in Borsa: «Ripartiamo in sicurezza e siamo pronti a ospitare a Rho, nel rispetto delle regole e dei protocolli sanitari nazionali, un evento che si annuncia di alta qualità – commenta Luca Palermo, amministratore delegato del gruppo –. Fiera Milano conferma il supporto a tutte le imprese che scelgono lo strumento fieristico come moltiplicatore dei loro processi di innovazione, crescita e internazionalizzazione».

I dettagli da definire

Restano da capire molti dettagli, sia riguardo la partecipazione in fiera delle aziende, sia riguardo l’integrazione tra l’evento all’interno del polo di Rho e le presentazioni che molte imprese da tempo dicono di voler fare in città, all’interno dei propri showroom.

Resta anche da capire quanti visitatori potranno arrivare e da quali Paesi, nell’incertezza generale che ancora si lega all’evoluzione della pandemia. È questo il timore delle imprese dell’arredo: che a Milano possano arrivare pochi buyer e pochissimi dall’estero, rendendo di fatto inutili gli sforzi economici (spesso molto elevati), organizzativi e produttivi fatti per essere presenti alla fiera in modo adeguato.

In ogni caso, Milano e il Salone ci provano, scommettendo su un evento che, al di là del suo valore per la filiera, è stato caricato di un significato politico che va ben oltre la città e il settore dell’arredamento.

Riproduzione riservata ©

  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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