FIERE

Sì SposaItalia slitta a settembre, incertezza su Pitti Filati

Le manifestazioni di Milano e Firenze, parte del grande sistema del tessile-moda-abbigliamento, fanno i conti con l’emergenza Covid-19

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Le manifestazioni di Milano e Firenze, parte del grande sistema del tessile-moda-abbigliamento, fanno i conti con l’emergenza Covid-19


3' di lettura

Ancora slittamenti e incertezze per le fiere del settore tessile-moda-abbigliamento e in particolare per gli appuntamenti tra Firenze e Milano, le due capitali italiane del fashion.

Sì SposaItalia, l’appuntamento dedicato al cosiddetto segmento del bridal fashion, già riprogrammato a Milano nel mese di giugno, è stato posticipato dal 24 al 27 settembre a fieramilanocity. La decisione è stata presa con l’obiettivo di permettere al segmento di trovare un momento idoneo per ripartire rispetto alla data precedentemente comunicata, vista l’evoluzione del Covid-19 a livello mondiale. Si Sposaitalia Collezioni sta lavorando intensamente per un’edizione che segni una ripartenza per il settore, si legge in una nota. «Al fine di permettere un percorso di condivisione verso settembre prenderà vita il progetto #iamsposaitalia, che, insieme a un sito internet rinnovato e a nuove opportunità di diffusione dell’immagine delle aziende, consentirà di valorizzare al massimo un senso di comunità tra espositori e visitatori già prima della manifestazione, in attesa di vivere l’emozione di ritrovarsi».

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Incertezza per Pitti Filati
Ancora sospeso il futuro di un’altra manifestazione di settore, Pitti Filati . Bisognerà attende ancora qualche settimana: il comitato tecnico
di Pitti Immagine Filati, presieduto da Raffaello Napoleone e Agostino Poletto, rispettivamente amministratore delegato e direttore generale di Pitti Immagine, si è svolto lo scorso 8 aprile in video conferenza, ma non è stato risolutivo. «Anzitutto – dice Napoleone – abbiamo illustrato le accurate misure predisposte per assicurare condizioni di piena sicurezza negli spazi della Fortezza da Basso, gli investimenti in innovazione tecnologica per la realizzazione della nuova piattaforma digitale Pitti Connect destinata a integrare organicamente gli aspetti fisici della fiera e infine le proposte di sostegno economico che abbiamo inoltrate alle istituzioni nazionali e locali, per ottenere un alleggerimento dei costi di partecipazione ai saloni Pitti». Al Comitato Tecnico partecipano rappresentanti delle diverse componenti coinvolte in Pitti Filati: filature espositrici, maglifici, compratori e nelle prossime settimane proseguirà il confronto sui principali temi in discussione al momento.
«Insieme a una valutazione sulla proroga delle misure di contenimento e sulle previsioni di ripresa delle attività produttive nel tessile-abbigliamento – aggiunge Agostino Poletto – abbiamo discusso nel merito del salone: tempistica di settore (presentazione della cartella colori, invio campionari, raccolta ordini), formule inedite di allestimento per ridurre le spese di produzione degli stand, ipotesi sull’ideale collocazione in calendario della manifestazione». «Vista la complessità della situazione, dove molti elementi sono tuttora in progress – conclude Napoleone - il Comitato Tecnico ha chiesto ancora tre settimane di tempo per decidere sul formato e sulle date di svolgimento del salone e la prossima riunione è stata convocata nella prima settimana di maggio».

Il bilancio positivo delle fiere del primo bimestre
Cfi (Comitato fiere industria) ha stilato ieri un primo bilancio degli eventi di gennaio e febbraio. «Il calendario delle manifestazioni fieristiche internazionali B2B degli associati di Cfi per l’anno 2020 ha previsto, nel bimestre gennaio-febbraio, l’organizzazione di 13 eventi, di cui 12 si sono svolti regolarmente», si legge in una nota appena diffusa.
Nell’ordine hanno aperto i battenti: Pitti Uomo, Motor Bike Expo, Pitti Bimbo, Pitti Filati, Homi Stili di Vita, FierAgricola, MilanoUnica, Homi F&J, Micam, Lineapelle, Progetto Fuoco e Super. Non ha potuto invece
Filo, a causa dell’ordinanza regionale che ha fermato le attività a rischio epidemico. «In base a prime valutazioni, ed in attesa di acquisire i dati registrati, le manifestazioni realizzate si stima che abbiano ospitato circa 10.000 espositori, 370.000 visitatori, occupando oltre 400.000 mq espositivi – spiega Franco Bianchi, direttore generale Cfi –.
Rispetto alle corrispondenti precedenti edizioni si è dovuto registrare mediamente un calo di espositori di circa il 4% e di visitatori in ragione di circa il 6% a causa delle incertezze dei mercati che si sono evidenziate in autunno 2019 con la guerra dei dazi e con i primi sintomi della crisi epidemica dell’area del Far East».

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