L'analisi

Si svela una nuova corsia al servizio del Paese e di tutto il made in Italy

di Marco Melacini


3' di lettura

La risposta all’emergenza che la popolazione sta vivendo vede in prima linea il sistema sanitario, a fianco del quale stanno lavorando altri comparti che forniscono i servizi essenziali. A garantire il loro funzionamento attraverso l’approvvigionamento di tutti i prodotti necessari, c’è la logistica, le cui origini in ambito militare hanno fornito i cromosomi per affrontare la sfida odierna. Sebbene siamo ancora in piena emergenza è utile pensare a come cambierà la logistica, soprattutto perché difficilmente il Paese riprenderà a funzionare come prima nel medio periodo e ci potranno essere diversi momenti di stop and go, magari con applicazione delle “zone rosse” a aree del Paese più limitate. Il modo migliore per rispondere alla domanda su come cambierà la logistica è osservare la reazione mostrata da questo settore nell’ultimo mese. In primo luogo, emerge l’importanza di adottare una strategia agile. Concretamente questo significa lavorare con una maggiore ridondanza delle risorse per poter riallocare velocemente le scorte e superare le criticità, come lo stop delle attività, a livello locale. L’implementazione di tale strategia richiede anche un incremento della velocità decisionale, in cui le scelte devono essere sempre più data driven e dinamiche. Per la parte di pianificazione, un metodo adottato è stato lo smart working, la cui efficacia è stata maggiore per le aziende che avevano già sperimentato questa modalità di lavoro da remoto e che adottano tecnologie e software in cloud. Quest’ultime infatti facilitano l’accesso ai sistemi informatici da remoto e favoriscono l’incremento della visibility lungo la filiera. Esiste poi una parte di attività che rimane forzatamente sul campo, come l’allestimento degli ordini e il trasporto. Su queste è fondamentale declinare il concetto di responsabilità sociale in termini di sicurezza del luogo di lavoro. Concretamente questo si è tradotto nella distribuzione dei DPI per tutti i lavoratori, nella frequente sanificazione dei luoghi di lavoro, nel monitoraggio delle temperature corporee, oltre che nella revisione delle procedure operative. La riduzione dei “contatti” fisici sarà sempre più favorita dalla digitalizzazione della filiera. La strategia agile si basa anche sul concetto di flessibilità, che consente di implementare velocemente le soluzioni più idonee per rispondere ai cambiamenti del contesto. In questa situazione le aziende sono riuscite ad essere flessibili grazie alla terziarizzazione della logistica e al modello di terziarizzazione adottato nel Paese. La collaborazione orizzontale fra gli operatori della logistica conto terzi (un settore che vale oltre 80 miliardi di fatturato) è risultata e sarà sempre più fondamentale anche in un’ottica di sharing economy. Il rapporto stretto fra azienda e lavoratore, tipico del modello cooperativo, ha favorito la comunicazione all’interno dell’azienda e la risoluzione di potenziali aree di rischio, oltre che una maggiore flessibilità operativa. Il contesto che stiamo vivendo ha portato ad un modello di coordinamento specifico per le emergenze: riunioni frequenti di allineamento, adozione di scelte che nel breve periodo non sempre ottimizzano i costi ma garantiscono la continuità del servizio, relazione di collaborazione con le aziende committenti che va oltre al contratto di outsourcing, con un approccio open book e condivisione dei segnali di mercato e delle scelte operative. A livello di macro-scelte strategiche, emerge la centralità della capacità di consegna in ambito urbano, non solo a livello di consegne a domicilio ma anche di singolo punto vendita con la riscoperta del valore dei negozi di prossimità (spesso utilizzati anche come punti di allestimento per le consegne in ambito urbano in una prospettiva di omnicanalità). Sempre in ambito trasporto, si osserva lo sviluppo dell’intermodalità strada-ferrovia. In definitiva, emerge con forza la cresciuta consapevolezza della rilevanza della logistica per le aziende e per il Sistema Paese: la logistica diventa una nuova “corsia” al servizio del Paese. Una logistica efficace garantisce lo svolgimento delle attività e supporta la ripresa del Paese, favorendo la distribuzione dei prodotti del “made in Italy” in tutto il mondo. Affinché lo sforzo di questi mesi non sia vano è fondamentale sostenere le aziende della logistica conto terzi, in termini di liquidità, di supporto al miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro e di incentivo agli investimenti richiesti per seguire il cambiamento descritto.

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