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Sia, i grandi soci non trovano l’intesa: salta trattativa per la fusione con Nexi

di Laura Serafini

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Nicola Cordone, ad Sia (Imagoeconomica)


3' di lettura

Va definitivamente in soffitta la prospettiva di portare in tempi brevi Sia alle nozze con Nexi. La constatazione delle difficoltà che hanno per mesi tenuto a bagnomaria un possibile negoziato sul merger è stata fatta in occasione di un incontro avvenuto la scorsa settimana e al quale hanno preso parte manager di Cassa depositi e prestiti (il cfo Paolo Calcagnini, il consulente per l’equity Andrea Pellegrini), di Poste (il cfo Guido Vittorio Nola) e il portavoce dei fondi azionisti di Nexi,Luca Bassi di Bain Capital.

La riunione è stata convocata a valle dell’accelerazione che la Cdp, e in particolare l’ad Fabrizio Palermo, aveva cercato di dare all’operazione facendo approdare all’approvazione del board di Sia, lo scorso 26 febbraio, un documento che impegnava il management a esplorare strade alternative per la valorizzazione della società. Tra queste la firma di un Non disclosure agreement finalizzata alla fusione con Nexi, la quotazione in Borsa di Sia e la crescita attraverso operazioni di M&A all’estero.

L’incontro tra azionisti è avvenuto per valutare i margini esistenti al fine di immaginare un pre-merger tra le due piattaforme dei pagamenti digitali e poi quotare l’intero conglomerato. Come è noto Nexi ha già avviato l’iter per la quotazione a Piazza Affari e nei prossimi giorni è attesa la presentazione del prospetto informativo alla Consob, anche se questo non avverrà nel corso di questa settimana.

L’abboccamento non è stato proficuo. Ancora una volta sono venuti al pettine i nodi che hanno tenuto al palo il negoziato negli ultimi tre mesi: la poca convinzione del management di Sia rispetto all’opportunità della fusione, anche perchè i due player operano in segmenti di business diversi. Il management invece preferisce una crescita organica e per linee esterne, attraverso acquisizioni.

C’è poi la contrarietà al progetto che avrebbero espresso anche le banche azioniste di Sia: a tal proposito nei giorni scorsi queste avrebbero inviato al board della società una lettera per manifestare le loro perplessità. Un contesto molto complicato, insomma, per consumare le nozze a tambur battente. Certo è che Nexi, come del resto previsto per ogni progetto di Ipo, potrebbe interrompere in qualsiasi momento l’iter di quotazione. Evidentemente, però, non c’è l’evidenza o la prospettiva di creare valore nel breve termine attraverso una fusione con Sia, che in ogni caso ha dimensioni nettamente inferiori a Nexi.

Dunque, al momento ognuno per la sua strada. Sulla carta, scartata la prospettiva del merger con Nexi, per Sia resta da esplorare l’ipotesi dell’Ipo. Ma il percorso non sarebbe così certo e in tempi rapidi: gli azionisti con maggiore peso relativo, Cdp e Poste che attraverso il veicolo Fsia Investimeni controllano il 49,48% di Sia, sembrano preferire nell’immediato una posizione attendista. Tantomeno è ipotizzabile un passaggio di quote tra Cdp e Poste, con la crescita quest’ultima nel capitale, prospettiva valutata lo scorso anno.

L’ad della società dei recapiti, Matteo Del Fante, in occasione della presentazione del piano industriale il prossimo 19 marzo probabilmente ribadirà che non c’è alcun interesse in questo senso e che la partecipazione in Sia va bene così com’è.

Quello che invece secondo i rumors potrebbe accadere, ma sul quale al momento non c’è alcuna conferma, è che gli azionisti di Sia spingano per un avvicendamento al vertice, dopo che l’uscita di Massimo Arrighetti nei mesi scorsi aveva lasciato il campo a Nicola Cordone. Tra i nomi che circolano c’è quello di Guido Rivolta, ad di Cdp Equity, incarico quest’ultimo che verrà assunto dal nuovo chief investment officer della Cassa depositi e prestiti, Pierpaolo Di Stefano.

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