M&A

Sia studia il polo Ue dei pagamenti. Nel mirino i francesi di Worldline

di Carlo Festa


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3' di lettura

Fusione europea in vista per il gruppo Sia, la società per la progettazione, la realizzazione e la gestione di infrastrutture e servizi tecnologici per istituti di credito e banche centrali. Secondo indiscrezioni di mercato, la società, che da poco ha visto la Cassa Depositi e Prestiti salire all’85% del capitale, starebbe valutando diverse opzioni, ma tutte porterebbero a un matrimonio paneuropeo. Uno dei nodi resta la governance: la Cdp punta infatti a restare socio importante della nuova realtà e per questo motivo andranno valutati con attenzione i rapporti di forza con i nuovi partner. Inoltre lo stesso governo sta valutando la disciplina del «golden power» per il settore dei pagamenti elettronici. Non è un caso che ieri ad Amsterdam una seduta del convegno internazionale Money 2020, dedicato appunto a un settore sempre più strategico in Europa, abbia visto come relatrice Renata Pavlov, capo dello staff del Ministero dell’Economia e consulente vicina al ministro Giovanni Tria.

I CAMPIONI EUROPEI DEI PAGAMENTI
I CAMPIONI EUROPEI DEI PAGAMENTI
I CAMPIONI EUROPEI DEI PAGAMENTI

Tornando a Sia, il candidato più probabile per un matrimonio resta il gruppo francese Worldline, che vede come maggiori azionisti i transalpini di Atos e gli svizzeri di Six. Proprio ieri un report di Goldman Sachs ha indicato Worldline come il soggetto più adatto a portare avanti un consolidamento nel settore europeo dei servizi di pagamento, assai frammentato nel vecchio Continente. Tuttavia il problema resta la dimensione di Worldline che capitalizza oltre 9 miliardi di euro, mentre Sia vale circa 3,2 miliardi di euro (compreso il debito) se si prendono come termini di riferimento i recenti passaggi delle quote di F2i e Hat alla Cassa Depositi e Prestiti. Per questo motivo candidato per un matrimonio potrebbe anche essere un altro gruppo transalpino: cioè Ingenico Group, multinazionale francese operante nel settore dei pagamenti elettronici, che capitalizza in Borsa 4,4 miliardi di euro. Quest’ultima ha inoltre la struttura di una public company, con soci istituzionali come Allianz, Blackrock e Bpi France Partecipations.

Da tempo la società guidata da Nicola Cordone sta guardando all’estero. Fino ad oggi i potenziali target sono stati però aziende di piccole dimensioni: come Card Complete, il gruppo austriaco di carte di credito oppure la portoghese Sibs, per la quale Sia ha partecipato a un beauty contest. Ora invece l’obiettivo sarebbe quello di mettere a segno un’operazione che muti radicalmente le dimensioni dell’azienda. In subordine, almeno per ora, resta invece l’ipotesi di fusione con l’italiana Nexi. Questa opzione sembra essersi raffreddata negli ultimi mesi, anche se a ottobre scadrà il lock up sulle azioni dei private equity azionisti di Nexi.

Nel frattempo, Sia sta facendo crescere il business in modo organico. L’azienda si è aggiudicata il bando di gara della Banca d’Italia per la gestione della Centrale di Allarme Interbancaria, l’archivio informatizzato degli assegni bancari, postali e delle carte di debito e credito irregolari che concorre ad assicurare il regolare funzionamento del sistema nazionale dei pagamenti. La concessione oggetto dell’accordo avrà la durata di 8 anni.

Ma il gruppo guidato da Cordone è in campo anche per un’altra commessa di grande rilievo: cioè la gestione dell’infrastruttura su cui correranno le transazioni digitali del mercato unico europeo. Un’offerta sarebbe stata presentata dall’italiana Sia con il partner Colt telecom. Fra i concorrenti c’è invece l’americana Swift. L’obiettivo è quello di affidare in concessione decennale l’erogazione dei servizi di connessione del cosiddetto Esmig, l’Eurosystem single market infrastructure gateway, cioè l’infrastruttura su cui correranno tutte le transazioni digitali del mercato unico europeo.

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